Ripercorriamo il 2024 ricordando alcuni fatti, ovviamente di montagna, scelti da Roberto Serafin tra i molti che avrebbero potuto essere citati… ma spazio anche alla vostra memoria e alle vostre scelte!
Come guardiamo al 2024?
In un presente dominato da terribili conflitti e disastri ambientali guardare al futuro con ottimismo è un’impresa sempre più ardua. Lo sostiene il filosofo Vito Mancuso, come dargli torto? La sua aspirazione all’ottimismo apre il saggio “Destinazione speranza” (Garzanti). Oppure ci si potrebbe comportare “come se nulla fosse”, saggia opinione questa dell’amico Luca Serenthà che nota come “negli annunci roboanti dei grandi comprensori sciistici si avverta un sapore amaro”.
2024 l’anno più caldo

Alla ricerca di qualche spunto positivo, è forse un azzardo voltarsi un po’ indietro in questo 2024 che ormai abbiamo alle spalle? Di sicuro è risultato l’anno più caldo mai registrato. (qui la rubrica su clima e meteo) Con le temperature di novembre è stata raggiunta la certezza matematica che le cose stanno proprio così. La temperatura media sulla superficie è stata di 14,10 gradi, 0,73 gradi sopra la media del mese del trentennio di riferimento 1991-2020.
L’anticiclone africano fino all’ultimo non ha dato tregua. Si ricorderà che i primi giorni di novembre hanno fatto registrare un caldo da record in quota. È stato il caso dei 2.258 metri del rifugio Graffer, nel gruppo del Brenta, dove i 15,1 gradi hanno rappresentato un inedito in 34 anni di dati. Sulla cima Presena (a 3.015 metri), la minima è stata invece di 5,1° e la massima di 11,4. Valori tipici di fine agosto.
Anche la siccità è stata nel 2024 un tormento non da poco. Aprendo a caso i giornali cartacei si apprende che il Po era già dimezzato in pieno inverno. In gennaio sul settore occidentale del Piemonte la pioggia era diminuita di oltre un quinto. La pianura Padana era nel frattempo invasa dalle nebbie e la stagione dello sci nelle Alpi occidentali si presentava agli sgoccioli. Al Bondone nel Trentino sono saltate le sciate notturne per non consumare il manto nevoso. Che a sua volta si è rivelato infido: con la neve marcia di un inverno martoriato si sono moltiplicati gli incidenti sulle piste.
Turismo e overtourism

Un certo sconforto è prevalso, ma del clima si è parlato anche in termini positivi (?). Dalle statistiche del Sole 24 Ore si è appreso che “il clima spinge la montagna”. Diversi i fattori. Uno di questi è l’impatto del cambiamento climatico. Non è un mistero che nel mercato immobiliare influisca la ricerca di refrigerio. E poi, tranquilli: la montagna viene dovunque considerata “rigenerante, rilassante, benefica”.
Uno dei più quotati imprenditori trentini, Lorenzo Delladio, non a caso ha proposto un turismo alpino “diverso” fatto di scialpinismo, trekking. E soprattutto di relax. “Il tema”, ha ribadito, “è quello di diluire le presenze dei turisti nel tempo e nello spazio. Chiaro che non è facile e veloce cambiare mentalità e cultura, ma bisogna provarci”.
L’overtourism è stato un termine molto usato e non occorre spiegare perché. Ha costituito un problema anche per il Giappone. Stupore ha suscitato nel Sol Levante la costruzione di un grande muro nella cittadina di Fujikawaguchiko. Una soluzione considerata inevitabile per fronteggiare l’enorme afflusso di turisti, interessati a uno scatto del monte Fuji che lassù sembra di toccarlo. La barriera è destinata a fare da dissuasore ostacolando la vista della montagna sacra. Chiaro che a questo punto non c’è più ragione di andarci. Risulta in effetti un numero spropositato di turisti quello che si reca in Giappone dalla fine della pandemia e ora i visitatori mensili superano i 3 milioni.
Sempre a proposito di overtourism, è stato annunciato che il Garda ha stabilito nel 2024 un notevole record. Sono a quota 25 milioni le presenze turistiche registrate. Ma perché farsene un problema? Il lago da solo riceve più turisti di certe grandi mete del turismo italico come la Sardegna, la Sicilia, la Puglia e la Campania.
Ecosistemi che mutano

Overtourism o no, malissimo sono andate le cose sulla Marmolada ormai definita in coma irreversibile. Il ghiacciaio perde fino a 10 centimetri al giorno. Non resta che porsi il cuore in pace. Tra vent’anni ci sarà un mese in meno con neve sopra i duemila metri e ora nelle località invernali si cominciano a cercare strategie per resistere. Ma diversi altri settori sono a rischio. Tra i pericoli le malattie dovute a zanzare e zecche che con la calura vanno a nozze.
Le tigri del Bengala, beate loro, hanno trovato una soluzione al cambiamento climatico: si avventurano sempre più spesso ad alta quota, fino a quattromila metri di altitudine abbandonando le foreste di fondovalle. Le fotocamere installate nel Sikkim (Himalaya indiano) hanno infatti fornito testimonianze della loro presenza a 3.966 metri di altitudine. È la conferma che questo clima non piace nemmeno ai felini.
Cinema

E quale è stata la presenza della montagna sugli schermi cinematografici? Un pastore francese si è meritato la Genziana d’oro al Trento Film Festival. Miglior film della rassegna è stato infatti giudicato “Un pasteur” di Louis Hanquet che racconta la storia di Félix, un tipo malinconico e riservato.
Il film di montagna più visto del 2024 resta comunque il bellissimo “Vermiglio” della regista trentina Maura Delpero vincitrice del Leone d’argento – Gran premio della giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Il lungometraggio è stato anche candidato ai Golden Globes. La trama? Nel 1944, l’arrivo nella remota Vermiglio di Pietro, un soldato siciliano, stravolge la quotidianità di un insegnante e della sua famiglia. Lucia, la maggiore delle sue figlie, se ne innamora e decide di sposarlo ma poi avrà le sue ragioni per pentirsene.
Accoglienze contrastanti invece per il primo film di Paolo Cognetti. Intitolato “Fiore mio”, venne presentato in anteprima nel 2024 al Festival del cinema di Locarno. Certo non è facile accontentare tutti, e questo film di Cognetti non fa eccezione. Ma c’è anche chi loda senza riserve l’esordio dello scrittore sugli schermi. “Come sempre Cognetti”, confessa sui social una sua ammiratrice, “riesce a raccontare le mie emozioni come se fossi io a descriverle”. In questi ultimi giorni abbiamo appreso che Cognetti sia stato molto male e gli facciamo tutti i nostri auguri.
Ruspe, bob, ciclovie, e-bike…

Note poco liete per quanto riguarda il (mancato) rispetto del paesaggio. Scava, scava, le foreste di Cortina d’Ampezzo sono diventate esecrabili “nidi di ruspe” per fare posto alle piste delle prossime Olimpiadi invernali. Questo si è letto sul Corriere della Sera.
Altra tendenza in alcuni casi sciagurata è rappresentata dalle nuove ciclovie. Che sono state in larga parte realizzate con l’impiego sistematico di miniescavatori. Proprio vero che in pochi istanti è stata dissolta la lentezza con cui pietre, muschi, terra e radici nei secoli si sono incastrati perfettamente uno nell’altro. “Una conferma di quanto poco ci vuole per cancellare natura e cultura, oltre a produrre nuovi paesaggi davvero brutti”, è stata la riflessione di una guida alpina valtellinese.
E veniamo all’invasione delle bici elettriche. Che non si è fermata, al contrario. Un percorso di collegamento per le e-bike è stato allestito tra il Primiero e la zona di Levico Terme, attraverso il territorio del Lagorai. Una notizia ha allarmato i “pedalatori assistiti”. Le batterie di una bici elettrica che era stata messa in carica sono state all’origine di un incendio divampato in una casa del Trentino. L’appartamento è andato distrutto.
Salute

Qualche buona notizia per concludere. Il primo campo base urbano di Montagnaterapia è stato inaugurato a Cuneo. Ne fa parte un’accogliente yurta, riferimento per i componenti del Gruppo di Montagnaterapia che ogni mercoledì, in qualsiasi stagione, infilano scarponi e zaino per una nuova sfida con i propri limiti fisici e mentali.
Saltando di palo in frasca (ma fino a un certo punto), a Bordighera è stato fatto divieto di fumare sulla scogliera e nei giardini. Nel mirino centinaia di mozziconi gettati ovunque. La notizia colpisce anche noi “fatti di montagna” perché un diluvio di mozziconi affligge cime illustri delle Alpi e Prealpi. L’ineducazione non risparmia né mari né monti.
Imparare, conoscere, scoprire…

Altra notizia che andrebbe considerata buona: per principianti dello scialpinismo è stato inaugurato a Sesto in Val Pusteria il primo percorso didattico dell’Alto Adige. L’accompagnamento è assicurato dalle Guide alpine.
Con soddisfazione va anche ricordato che 52 mete turistiche da visitare in Italia comprendono nel 2024, secondo il New York Times, Massa Carrara con le montagne del marmo. “Gli appassionati d’arte possono esplorare”, specifica il giornale, “le circostanti Alpi Apuane da cui è stato estratto il marmo per tanti capolavori, tra cui il David di Michelangelo, e visitare le cave di marmo”.
E ancora, a volere essere a tutti i costi positivi, un museo, sesto di quelli realizzati da Messner, è stato annunciato sul monte Elmo. Andrà a sommarsi agli altri poli del circuito Messner Mountain Museum.
E che dire dei sirfidi? Volano sospesi nell’aria sopra i fiori, sono piccoli insetti simili ad api o vespe. Per difendersi, imitano infatti le livree di api e vespe, ma non fanno male a una mosca e svolgono un ruolo fondamentale per l’impollinazione. Per conoscere meglio questi simpatici insetti il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e l’Università di Modena e Reggio Emilia hanno organizzato un corso. Anche questa una buona notizia, non vi pare?
Alpinismo, premi e cultura

Una notizia ha incuriosito nel 2024 gli appassionati di alpinismo. Forse si va verso la soluzione di un grande mistero dell’Everest. Lassù l’8 giugno del 1924 gli inglesi George Mallory e Andrew Irvine scomparvero mentre erano diretti alla vetta. Dopo il ritrovamento del corpo del primo nel 1999, il ghiaccio dell’Everest ha restituito nel 2024 uno scarpone del secondo.
Per aggiungere un pizzico di letizia a questa rassegna ecco alcuni riconoscimenti del 2024.
I Piolets d’Or sono stati assegnati a San Martino di Castrozza a ‘The Secret Line’ sulla parete nord del Tirich Mir in Pakistan di Kazuya Hiraide e Kenro Nakajima, ‘Round Trip Ticket’ sulla parete nord dello Jannu in Nepal di Matt Cornell, Jackson Marvell e Alan Rousseau e ‘Tomorrow Is Another Day’ sulla parete nord del Flat Top in India di Hugo Béguin, Matthias Gribi e Nathan Monard. Menzione speciale a Nives Meroi.
La giuria del Premio Pelmo d’Oro 2024 ha deciso di assegnare il riconoscimento a Alessandro Rudatis (Alpinismo in attività), Diego Dalla Rosa (Carriera alpinistica)
Don Sergio Sacco Sonador (Cultura alpina), Matteo Righetto (Premio Speciale Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO), Pieranna Casanova (Premio Speciale “Giuliano De Marchi”) e Lisa Vittozzi (Premio Speciale Pelmo d’Oro).
A Pinzolo la Targa d’Argento-Premio internazionale di Solidarietà Alpina è andata invece a Fausto De Stefani, “un sognatore, un alpinista eccezionale che ha trasformato la sua grande passione per la montagna e per le sue creature in una ragione di vita, in uno straordinario impegno di solidarietà umana”.
Nella Sala Alessi di Palazzo Marino sono stati assegnati i Premi Meroni della Società Escursionisti Milanesi a Marco Trezzi (cultura), Aldo Faleri (ex-aequo cultura), Paolo Crosa Lenz (ex-aequo cultura), Stefano Ragazzo (alpinismo), Roberto Sellone (solidarietà). Menzione speciale a Valter Vidi, valorosa Guida alpina di Madonna di Campiglio.
Per concludere, a Sarzana la ventunesima edizione del famoso Festival della Mente ha ospitato l’alpinista Nives Meroi e l’antropologa e scrittrice Irene Borgna intervenute sul delicato tema natura-gratitudine. Un elogio va obbligatoriamente rivolto alla sensibilità e alla cultura di entrambe.
Roberto Serafin
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MountCity è un progetto fondato nel 2013 a Milano che si poggia sulla passione e competenza di uno staff di cittadini appassionati di montagna, all’occorrenza con il sostegno di associazioni di volontariato. La piattaforma, grazie alla competenza e professionalità di Roberto Serafin che l’ha curata per 10 anni, è stata punto di riferimento sull’attualità della montagna e dell’outdoor con migliaia di articoli pubblicati. Ora lo spirito di MountCity vive ancora dentro questa rubrica.
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