Perché per il lavoro in montagna vengono scelte alcuni cani piuttosto che altri? Quali sono le razze dei cani da montagna? Prima di arrivarci è necessario però fare delle premesse sulle razze dei cani partendo dal lupo…

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Dal lupo al canis lupus familiaris

Introduciamo oggi un tema specifico sulle razze, focalizzandoci però su quelle “da montagna”, cercando di capire da dove derivino le razze e perché i cani che si trovano più spesso in montagna possano essere così diversi per aspetto e attitudini.

Prima però di entrare specificatamente nel merito di razze precise, è necessaria una premessa.

Da quando il lupo ha iniziato a co-evolversi con l’uomo, processo che si aggira a circa 30.000 anni fa dagli ultimi studi, si sono create centinaia di razze che fanno del cane la specie, pare, con la maggiore varietà fenotipica al suo interno: questo significa che, appunto, fanno parte della specie canis lupus familiaris soggetti incredibilmente diversi tra loro.  Partendo dal lupo si è quindi arrivati prima al proto-cane, (che non era il lupo di oggi né un cane ancora) per poi evolversi distinguendosi in diverse tipologie a seconda della loro funzione e della zona geografica, quindi intorno all’anno 0 avevamo già i cani da guerra, da caccia, i levrieri… Ovviamente all’epoca non esisteva la selezione scientifica di oggi né chiaramente il pedigree.

proto-cane lupo cane
The Razboinichya canid. Teschio di proto-cane trovato in una grotta siberiana.
In apertura: lupi che giocano (foto L. Serenthà)

Il cane da compagnia

Nell’epoca Vittoriana il cane ha iniziato sempre di più a diffondersi e a diventare anche uno status symbol, inserendosi nelle famiglie anche come cane da compagnia, senza che gli fosse chiesto di svolgere compiti specifici; in quell’epoca ricordiamo che la rivoluzione industriale stava spopolando le campagne in favore di una forte urbanizzazione, quindi molte famiglie non avevano più ampi spazi o terreni; di conseguenza il cane, sempre più spesso, soprattutto nel mondo anglosassone, ha iniziato a vivere in casa.

La suddivisione delle razze dei cani

A fine 1800 viene fondato l’American Kennel Club, che suddivide tutte le razze all’epoca presenti che vengono “certificate” con il pedigree. Le razze vengono poi raggruppate per attitudine/origine.

Nelle altre nazioni vengono create relative federazioni nazionali e in Italia viene fondata l’ENCI nel 1882. 

Negli anni ovviamente di razze ne sono nate tantissime, ancora oggi ne nascono, e quando questo avviene vengono inserite in uno dei 10 gruppi, che per ENCI sono:

  • Gruppo 1: Cani da pastore e Bovari (esclusi i Bovari Svizzeri)
  • Gruppo 2: cani di tipo Pinscher e Schnautzer – molossoidi e cani Bovari Svizzeri
  • Gruppo 3: Terrier
  • Gruppo 4: Bassotti
  • Gruppo 5: Cani di tipo Spitz e tipo Primitivo
  • Gruppo 6: segugi e cani per pista di sangue
  • Gruppo 7: cani da ferma
  • Gruppo 8: cani da riporto, cani da cerca, cani da acqua
  • Gruppo 9: cani da compagnia
  • Gruppo 10: levrieri
Border Collie
Border Collie (gruppo 1)

Ad oggi questa selezione lascia un po’ il tempo che trova, a mio avviso, perché ci sono molte razze che sono ormai riconosciute e che derivano da incroci tra razze appartenenti a gruppi diversi, quindi in quale gruppo inserirli è un terno all’otto; ad esempio i terrier di tipo bull, come i Bull Terrier, sono dei terrier incrociati con molossi, quindi gruppo 2 e gruppo 3, ma da qualche parte devono pur essere inseriti.

Il gruppo 9, sempre secondo me, ha di per sé poco senso perché al suo interno ci sono cani che derivano da altre categorie, sono semplicemente più piccole, come ad esempio il Bouledogue Francese, il Carlino o il Tibetan Terrier.

Quello che è importante comunque, è essere consapevoli che ogni razza deriva da altre razze e al di là dell’aspetto esteriore, il loro DNA riporta delle caratteristiche a livello caratteriale che influiscono sulla loro personalità, la loro indole, le loro motivazioni e inclinazioni.

Dobbiamo dunque tenere ben presente, quando scegliamo di acquistare o adottare un cane di razza, che, al di là di come noi decideremo di allevarlo, ci sono delle inclinazioni importanti nel suo sangue, che non sarà possibile cancellare. 

carlino Le razze dei cani da montagna  - parte 1
Il carlino è tra le razze tipicamente soggette a ipertipizzazione.

Esasperazione dell’aspetto esteriore nelle razze dei cani

Negli ultimi 200 anni, d’altro canto, la selezione di razza ha visto il focus spostarsi molto sull’aspetto esteriore, molto più che sulle doti caratteriali; questo è avvenuto in prima battuta perché le attitudini caratteriali hanno in parte perso interesse per le persone, in quanto appunto il cane è sempre più visto come compagno di vita e non come ausilio nel lavoro (che fosse guardia, caccia, o altri tipi di ruoli che i cani hanno ricoperto, soprattutto in passato). D’altro lato l’aspetto estetico, nel cane come anche in molti altri ambiti, ha assunto sempre maggiore rilievo e importanza dal punto di vista degli acquirenti, di conseguenza gli allevatori hanno spinto certe caratteristiche esasperandole e creando i famosi “iper-tipi”: alani sempre più grandi, mastini sempre più rugosi, terranova sempre più pelosi, chihuahua sempre più piccoli, boxer col muso sempre più schiacciato e così via. Inutile dire che queste selezioni, basate esclusivamente su fattori estetici, hanno creato moltissimi problemi di salute ai cani stessi, che soffrono di numerose patologie respiratorie, cardiovascolari, articolari eccetera.

Oltre a ciò, concentrando l’attenzione sull’aspetto esteriore, scegliendo quindi di accoppiare due riproduttori solo per cercare di ritrovare nei cuccioli quelle caratteristiche fisiche, si perde talvolta la caratteristica caratteriale che dovrebbe contraddistinguere i soggetti di quelle razze; troviamo quindi cani da guardia che sono amichevoli con tutti gli estranei, cani da pastore che aggrediscono il bestiame, cani da compagnia reattivi e intolleranti alle manipolazioni, cani da caccia che non seguono tracce olfattive.

Welsh Terrier
Welsh Terrier (gruppo 3)

Un cane è frutto della razza, ma non solo…

Anche questo va tenuto presente quando scegliamo una razza, perché dopo tanta fatica nel trovare la razza adatta a noi, dobbiamo scegliere un allevamento serio che selezioni con competenza e professionalità per avere maggiore possibilità di ritrovarci a casa un individuo che corrisponda IL PIU’ POSSIBILE alle nostre aspettative: resta assolutamente importante considerare che oltre alla razza e alla linea di selezione, l’individuo è un essere unico e irripetibile, in quanto tale non possiamo dare nulla per scontato (sono esseri viventi non bulloni fatti in serie in fabbrica).

Quando guardiamo un cane adulto quindi, dobbiamo essere consapevoli che quel soggetto è il frutto della razza (o delle razze in caso di meticcio) alla quale appartiene, che ha magari millenni di selezione alle spalle, che si somma alle sue esperienze di vita e all’ambiente in cui è cresciuto, sapendo poi, che come per i fratelli umani: vivere nello stesso ambiente ed essere figli addirittura degli stessi genitori permette comunque essere molto diversi nell’aspetto esteriore e anche nel carattere! La genetica è una scienza che ancora è poco conosciuta che non regala molte garanzie.

Le razze dei cani da montagna

Con queste consapevolezze alle spalle, la prossima volta entreremo nel merito delle razze che più si adattano, e che più spesso incontriamo, in montagna: parlo dei cani da pastore, dei bovari, dei guardiani degli armenti e anche dei cani da soccorso in valanga.

Alla prossima allora!

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29 Dicembre 2020
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RUBRICA A CURA DI:
Aseizampe

Aseizampe, fondata da Anna Randazzese nel 2012, si occupa di educazione cinofila a 360°.

Anna è da sempre un’appassionata di montagna, che frequenta fin da quando era piccola in tutte le stagioni, in particolare nelle sue amate Dolomiti. Da quando si occupa a livello professionale di cinofilia, ha approfondito l’unione dei due mondi, cani e montagna, facendo esperienze anche variegate che ha piacere di condividere per aiutare tanti binomi a godere di queste gioie.

 

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