Nel libro “Milano in cima”, presentato pochi giorni fa, si raccontano le meraviglie del Sentiero urbano che si snoda per 9 chilometri dentro la metropoli. In fondo si dice che Milano a piedi è ancora più bella…

Una Milano che non ti aspetti
Il Cordusio, via Dante, il Castello Sforzesco, il Parco Sempione, l’Arco della Pace, City Life. Respira, sei a Milano. È una Milano che non ti aspetti quella del Sentiero urbano. Il tracciato ripercorre “la stratificazione evolutiva della città” a quanto si legge nel volume fresco di stampa “Milano in cima” (Meravigli edizioni, 192 pagine, 19 euro). Per enumerarne le meraviglie sono appena sufficienti le quasi 200 pagine del libro curato da Alfredo Costa e tenuto a battesimo il 5 giugno dalla Sezione di Milano del Club alpino.
Il Club Alpino Italiano, Sezione di Milano, conta 6.800 soci e 335 fra istruttori e accompagnatori, tutti volontari. (dato aggiornato a fine 2024) Una piccola folla di questi iscritti si è data appuntamento per la presentazione del volume, ricco di illustrazioni e di curiosità. A quanto risulta, questo di cui si parla è il primo sentiero urbano d’Italia e forse d’Europa. Un progetto stravagante, al quale ha aderito con una certa incredulità il Comune.
Purtroppo è vero. L’incredulità per il ricreare quel legame saldo che c’è tra Milano e le montagne che la circondano nasce in genere dall’impossibilità di fare piazza pulita della CO2 che i milanesi si sono rassegnati a inalare. Lungo poco più di nove chilometri, il sentiero o presunto tale in effetti di CO2 ne offre parecchia, tanto è gratis. Come è gratis l’acqua che zampilla dalle vedovelle, tipiche fontane di colore verde alte un metro e 55 centimetri, con il corpo principale in ghisa e il rubinetto in ottone a forma di testa di drago. Un’istituzione a Milano. Si incontrano in molte vie della città, ce ne sono circa 500.
Anche le due cime, il Duomo e il Monte Stella che ll Sentiero urbano allaccia, sono tra i simboli più rilevanti della città. Nove sono in definitiva i chilometri da percorrere a piedi, suddivisi in in 11 tappe. La durata dei trekking integrali organizzati dal CAI è di circa quattro o cinque ore. Ogni tappa prevede una sosta di 10 minuti o poco più per illustrare aspetti storici, artistici, geologici e botanici.

In apertura: City life a Milano (foto R. Serafin)
Milano, montagne e montagnette
S’intende che il termine sentiero va preso con le molle in una città immersa nel cemento, dedita negli ultimi tempi a organizzare il traffico minore con una fitta rete di piste ciclabili dedicate anche alla crescente ondata di monopattini. Niente impedisce comunque di indicare Ii percorso come “multidisciplinare, sportivo, storico e formativo”. E poi l’ultimo tratto, la salita ai 183 metri del Monte Stella impone un piccolo sforzo supplementare compensato dal panorama che offre la vetta. Già alla fine dell’Ottocento, del resto, passeggiando lungo i bastioni a porta Venezia i milanesi avevano dato prova delle loro inclinazioni pedestri mettendo a frutto la “servitù del Resegone” . Con le belle giornate nessuna costruzione avrebbe dovuto impedire la vista di questa montagna cara al Manzoni.
A voler essere pignoli l’idea del sentiero urbano da tracciare sul Monte Stella, detto anche “montagnetta”, era stato coltivato anche dalla Società Escursionisti Milanesi, l’altra sezione milanese del Club Alpino Italiano. Occorre risalire al 2018. A tracciarlo furono i ragazzi dell’alpinismo giovanile del CAI Milano assieme ad altri volontari e con il citato supporto della SEM. Ma anche in questo caso, niente di nuovo per il Monte Stella costruito nel dopoguerra per la soddisfazione dei milanesi con le macerie dei bombardamenti alleati.
Nella Carta etica della Montagna, sottoscritta anche dal CAI, l’escursione urbana è in ogni modo tenuta nella dovuta considerazione. Nel documento si legge che il “patrimonio sentieristico deve essere tutelato, mantenuto e promosso quale elemento essenziale ai fini del presidio e della coesione territoriale, nonché della frequentazione turistica ambientalmente sostenibile”. Si tratta di un impegno particolare per i milanesi che tra le conquiste della loro “mountcity” annoverano il Bosco verticale progettato nel 2014 dal’architetto Stefano Boeri e situato nel Centro direzionale con più di duemila specie arboree.
La Milano che va a piedi
Valori come la solidarietà, l’amicizia, il rispetto per la natura sono dunque di casa al CAI soprattutto quando si cammina. E Milano, vista camminando, non potrebbe essere più bella”, spiega il presidente Monguzzi, Nè va disconosciuto l’impegno della Associazione Genitori Antismog di Milano in sintonia con il Centro Antartide di Bologna, per alleviare I teneri polmoni degli alunni delle scuole primarie.
E poi camminare o addirittura correre con metodo è un privilegio che sempre più milanesi si concedono approfittando di una città senza saliscendi, liscia e ben piallata con vista sulle pittoresche prealpi. Fu nel 2019 il gruppo Nordic Walking del CAI, abituali frequentatori del Monte Stella quale sede cittadina per i loro allenamenti, che si fecero promotori del tracciamento e della successiva realizzazione di un sentiero CAI. E fu negli anni di piombo che il Fior di Roccia, gruppo alpinistico del Cub Alpino Italiano. diede vita alla Stramilano, la maratona diventata oremai un classico schierando ogni anno alla partenza da piazza del Duomo la bellezza di 50 mila partecipanti a stento trattenuti da una barriera umana prima di dilagare festosamente per la città.
Roberto Serafin
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