A metà ottobre abbiamo ormai tutti gli elementi per fare un bilancio di stagione glaciologica sulle Alpi. Nel complesso abbiamo una situazione in media con l’ultimo trentennio… ma non dobbiamo pensare che sia una cosa positiva, perchè comunque parliamo di bilanci di massa negativi, ovvero rispetto all’autunno scorso sulle Alpi c’è meno ghiaccio. Ci ha spiegato tutto come sempre Daniele Cat Berro
Ascolta la puntata del podcast con Daniele Cat Berro
La situazione dei ghiacciai prima dell’estate
A fine primavera avevamo un bilancio invernale dei ghiacciai che presentava una stagione di neve abbondante su certe zone delle Alpi occidentali, dove, soprattutto le grandi nevicate di aprile avevano dato un notevole contributo al all’accumulo nevoso. Altrove, invece era andata meno bene, come sulle Alpi centro-orientali dove l’innevamento a fine primavera era in deficit tra il 10 e il 30% circa e ancor di più sul versante nordalpino tra la Svizzera e l’Austria le stagioni invernale e primaverile 25 erano state veramente avare di nevicate.
Dopodiché è arrivata un’estate molto calda, partita subito in giugno con gran clamore, con un giugno estremamente caldo, secondo solo a quello record del 2003 e quindi questo ha accelerato notevolmente la fusione sui ghiacciai. È seguito un luglio tutto sommato normale anche con un un’ultima decade fresca per il periodo, ma poi di nuovo agosto è stato molto caldo, soprattutto con una lunga intensa ondata di calore nei giorni intorno al Ferragosto, che, trovando i ghiacciai ormai privi della loro coperta nevosa invernale, ha avuto buon gioco ad asportare anche notevoli spessori di ghiaccio sottostante.

della sporgenza dal ghiaccio della palina n. 2, dove la perdita di spessore glaciale rispetto al 17 settembre 2024 è stata di 205 cm. (foto nimbus.it)
In apertura: Panoramica del ghiacciaio dai pressi del Colle Ciardoney. (foto nimbus.it)
In sintesi la situazioni dei ghiacciai
Ora, da metà settembre i glaciologi sono tornati sui ghiacciai per chiudere il bilancio di massa e si è trovata la situazione che ci aspettavamo. ovunque negativa. Magari non una negatività estrema come in altri anni recenti (ricordiamo tra tutti il 2022), ma un’annata nella media negativa degli ultimi 30 anni. Questo non deve trarre in inganno: non vuol dire che va bene. Semplicemente (e tristemente) continua ad andare male come mediamente è andato male nell’ultimo trentennio di di misure.
Ad esempio al ghiacciaio Ciardoney (Gran Paradiso) il bilancio è stato di -1,36 m di acqua equivalente. Significa che rispetto a settembre 2024, il ghiacciaio ha perso uno spessore medio sulla sua superficie equivalente a una lama d’acqua spessa 1,36 m che tradotto in ghiaccio, visto che il ghiaccio ha una densità leggermente inferiore a quella dell’acqua, un po’ più di 1 metro e mezzo di spessore medio perso nell’insieme del ghiacciaio. (approfondisci qui il bilancio del Ciardoney)
In altre zone delle Alpi è andata anche peggio perché, come detto, l’inverno era stato più povero di nevicate rispetto alle Alpi Occidentali.
Ad esempio, andando oltralpe, Il ghiacciaio Silvretta nella Svizzera nord orientale ha perso 2,3 m di acqua equivalente ed è stata la quinta stagione più negativa in oltre un secolo! Infatti pensate che su questo ghiacciaio svizzero le misure di bilancio di massa sono cominciate nel 1919 ed è la seconda più lunga serie al mondo di misure di bilancio di massa. (Per altro la la più lunga, iniziata pochi anni prima nel 1914 ed è quella del ghiacciaio Clariden che non è molto distante, sempre nella Svizzera nord orientale.) E quindi in Svizzera è stata un’annata molto negativa, si è perso il 3% del volume di ghiaccio nazionale. (approfondisci qui la situazione dei ghiacciai svizzeri)
In sintesi: per i ghiacciai alpini è stata un’altra annata ovunque negativa, meno sulle Alpi occidentali e di più sulle Alpi orientali italiane e a nord delle Alpi.

(fotografia del 5 agosto 2025)
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