Il 2025 è stato indetto anno internazionale per la conservazione degli ghiacciai, ma per far sì che non sia una celebrazione vuota, dobbiamo cercare di capire bene che cosa significhi davvero conservare i ghiacciai. Con Daniele Cat Berro abbiamo cercato di spiegarlo facendo riferimento in particolare ai ghiacciai a noi più vicini, quelli alpini. Ma ovviamente il discorso vale per tutti i ghiaccia della Terra.
In questa puntata del podcast (vai al 2° capitolo cliccando sull’icona libro) Daniele Cat Berro ci ha spiegato cosa significa conservare i ghiacciai
Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai: non sia una celebrazione vuota
Il 2025 è stato indetto anno internazionale per la conservazione degli ghiacciai dal segretariato delle Nazioni Unite su proposta del governo del Tajikistan, una Repubblica dell’Asia centrale che di ghiacciai ne ha parecchi. Ma cosa significa conservare i ghiacciai?
Per far sì che non sia una celebrazione vuota, dobbiamo cercare di capire bene che cosa significhi davvero conservare i ghiacciai e quali sono le prospettive che abbiamo all’orizzonte. Parlando di Alpi, ad esempio, dobbiamo essere consapevoli di cosa possiamo sperare di conservare dei ghiacciai in questo secolo date le attuali condizioni.
Per capirlo dobbiamo rivolgerci agli scenari climatici e di conseguenza agli scenari di evoluzione dei ghiacciai in risposta al clima per questo secolo che troviamo nella letteratura scientifica degli ultimi anni.
Noi sappiamo che attualmente i ghiacciai sono in totale disequilibrio con il clima, quindi ci sono perché sono eredità di un clima freddo passato che ormai sta svanendo.

I diversi scenari climatici e come evolverebbero i ghiacciai
Anche se il clima non dovesse ulteriormente riscaldarsi e si mantenessero le condizioni attuali, stando alle modellizzazioni delle della criosfera alpina perderemmo circa il 40% dell’attuale volume glaciale entro la fine di questo secolo.
Questo avverrebbe per il raggiungimento di un nuovo equilibrio. Immaginando che il clima non cambi ulteriormente rispetto all’attuale, i ghiacciai impiegherebbero alcuni decenni per rimettersi in equilibrio con questo clima nuovo: quindi verso il 2100 ci troveremmo con circa il 40% di ghiaccio in meno rispetto il volume attuale.
Però noi sappiamo che purtroppo questo è uno scenario irrealistico, perché anche qualora fossimo molto bravi a ridurre le emissioni da domani, comunque i gas serra che abbiamo emesso finora continuerebbero ancora per molto tempo a fare il loro sporco lavoro di riscaldamento e quindi comunque le temperature continuerebbero almeno un po’ ad aumentare.
Ragionevolmente supereremo anche le soglie di 1,5-2 gradi di aumento rispetto all’era preindustriale che l’accordo di Parigi auspicava di non superare entro la fine del secolo. In questo caso, considerando uno scenario intermedio di aumento di temperatura di poco superiore ai 2 gradi, arriveremmo al 2100 perdendo circa il 60% del volume del ghiaccio attuale delle Alpi.
Se però le politiche climatiche dovessero fallire e dovessimo continuare con delle emissioni molto elevate, quindi con un riscaldamento anche di 3-4 gradi a livello globale fine secolo, lo scenario sarebbe ancor più tragico: oltre il 90% del ghiaccio delle api entro fine secolo scomparirebbe.
Rimarrebbe una piccola calotta di ghiaccio sul Monte Rosa, sul Monte Bianco… però praticamente al di sotto di 4000 m non rimarrebbe nulla. Con tutto ciò che che consegue.

Cosa significa conservare i ghiacciai
Quindi conservare i ghiacciai significa evitare gli scenari peggiori riducendo il più possibile le emissioni. Bisogna cercare di conservare il più possibile dell’attuale patrimonio di ghiaccio delle Alpi, di tutte le catene montuose del mondo, fino ad arrivare alle calotte polari che sono quelle che governano di fatto l’aumento dei livelli marini. Il problema dell’aumento dei livelli marini sarà in grado di causare gli effetti peggiori, perché da qua a fine secolo non si escludono aumenti dell’ordine del metro che manderebbero a bagno terre ad oggi abitate da centinaia di milioni di persone nel mondo.
Con le unghie e con i denti dobbiamo fare in modo di ridurre il più possibile le emissioni per scongiurare gli scenari peggiori anche se purtroppo tocca constatare che con l’attuale configurazione internazionale geopolitica non sembra si vada verso quella direzione, anzi…
Dove trovare informazioni sull’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai
Sull sito ufficiale United Nations International Year for Glacier Preservation si possono trovare tante risorse.
Anche in Italia ci saranno molte iniziative durante quest’anno da parte dei vari istituti che si occupano di ghiacciai: Il sito di riferimento è quello del Comitato Glaciologico Italiano, ma anche nimbus.it cercherà di tenere traccia delle varie iniziative e di segnalarle mano a mano.
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La Società Meteorologica Italiana è la maggiore associazione nazionale per lo studio e la divulgazione di meteorologia, climatologia e glaciologia. È un’associazione scientifica senza fini di lucro e opera su tutto il territorio nazionale conservando stretto legame con la Società Meteorologica Subalpina che ne è socio fondatore nel territorio alpino occidentale, Francia e Svizzera incluse. SMI promuove ed incoraggia lo sviluppo e la conoscenza delle scienze dell’atmosfera in Italia. Appartiene a UniMet (Unione Meteorologia Italiana) ed all’European Meteorological Society.
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