La primavera nevosa in quota aveva forse acceso qualche speranza di ritrovarsi a settembre con un bilancio di massa dei ghiacciai per lo meno in pareggio, ma non è andata così. Daniele Cat Berro della Società Meteorologica Italiana ci ha spiegato quanto ghiaccio abbiamo perso e soprattutto perché, nonostante le premesse fossero state buone.

Ascolta la puntata del podcast in cui Daniele Cat Berro ci spiega la situazione ghiacciai dopo i rilievi di settembre

Bilanci di massa 2024: meglio, ma non bene

Concluse le campagne glaciologiche possiamo fare il bilancio di come è andata quest’anno per i nostri ghiaccia.

Ci eravamo lasciati a giugno con una situazione molto favorevole dal punto di vista dell’innevamento. Infatti grazie alle intense precipitazioni primaverili la coltre nevosa sui ghiacciai era molto spessa. Un giugno perlopiù normale o lievemte fresco dal punto di vista delle temperature sulle Alpi ci aveva poi fatto sperare (pur senza troppe illusioni) che il bilancio finale tra accumulo nevoso e fusione fosse perlomeno non negativo.

La Società Meteorologica Italiana in collaborazione con Arpa Piemonte, Comitato Glaciologico Italiano e Parco del Gran Paradiso come di consueto ha effettuato, a metà settembre, i rilievi al ghiacciaio Ciardoney (versante piemontese del Gran Paradiso): purtroppo, come si era intuito già durante il proseguo della stagione estiva, la situazione trovata è stata ancora una volta negativa. Non così estremamente negativa come quella degli anni recenti perchè proprio grazie all’accumulo primaverile di neve le perdite sono state relativamente contenute. Però sempre di perdite si parla.

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Ghiacciaio Ciardoney, campagna misure 2024
In apertura: Il settore superiore del Ghiacciaio Ciardoney, con l’omonimo colle sullo sfondo, ripreso il 17 settembre 2024: nonostante lo straordinario innevamento primaverile, al termine di un’estate particolarmente calda tutto l’apparato glaciale è ormai privo di neve residua salvo modesti residui di valanga alla base delle pareti e di accumuli eolici presso il colle
(foto SMI – nimbus.it)

Bilanci di massa sull’arco alpino

I bilanci di massa sul versante meridionale dell’arco alpino sono risultati in genere negativi nell’ordine di un metro. Alcuni esempi:

  • al Ciardoney -1,04 m di acqua equivalente
  • sul versante opposto del Gran Paradiso, in Valle D’Aosta è stato misurato -1,2 m al ghiacciaio del Grand Etret,sul ghiacciaio del Basodino, nel Canton Ticino
  • -0,5 m di bilancio negativo

Qua e là qualche piccolo ghiacciaio, così detto di tipo pirenaico (ghiacciai di circo, molto incassati, spesso alla base di pareti rocciose e alimentati in prevalenza da valanghe) grazie all’accumulo delle valanghe ha un bilancio prossimo all’equilibrio. (Qui link al sito storieminerali.it del glaciologo Giovanni Baccolo per approfondire la classificazione dei ghiacciai)

Sul versante settentrionale delle Alpi è andata peggio, L’accademia svizzera di scienze naturali che coordina le misure glaciologiche nella confederazione ha comunicato che nell’insieme del territorio elvetico i ghiacciai hanno perso il 2,4% del loro volume. Anche in questo caso valor meno negativo rispetto agli anni recenti (nel ’22 3 23 si era perso il 10%), ma pur sempre negativo.

Konkordiaplatz (nell’alto vallese) a 2800 m di quota ha perso 4 metri di spessore glaciale. Questa maggior negatività del versante nordalpino è dovuta al fatto che a fine primavera di neve ce n’era un po’ meno rispetto al versante sud.

Perché i bilanci di massa sono negativi anche quest’anno?

I motivi di questi ennesimi bilanci negativi sulle Alpi, nonostante le abbondanti nevicate primaverili, sono:

Innanzitutto il calore talora eccezionale del bimestre luglio-agosto. Da luglio il caldo è stato ininterrotto e a tratti molto intenso. I dati di diverse stazioni meteo in quota agosto hanno segnato un agosto da record, anche più caldo di quello del 2003.

Non c’è stata (di conseguenza al caldo) alcuna nevicata durante questi mesi. Anche nelle settimane centrali dell’estate ad alta quota può nevicare e questo aiuta a rendere i ghiacciai, con il bianco della neve fresca, altamente riflettenti e ad interromperne per alcuni giorni la fusione

C’era abbondante presenza di polveri sahariane sulla neve. Ne avevamo parlato a giugno: questa diffusa presenza di polvere sahariana caduta con la neve in primavera, via via che la fusione procedeva si è concentra in superficie tendendo a scurire il manto nevoso. La neve più scura perde potere riflettente e assorbe sempre più radiazione solare determinando una più rapida fusione. L’accelerazione della fusione può essere anche di alcune settimane rispetto a quanto avverrebbe in assenza di queste poveri.

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Il manto nevoso inusualmente spesso (290 cm) che il 5 giugno 2024 (data del sopralluogo di fine primavera) copriva la piana proglaciale del Ciardoney presso la stazione meteorologica (immagine webcam)

Estate 2024: caldo da podio

Come bilancio stagionale del trimestre giugno-agosto possiamo dire che sia a livello italiano sia nella sottozona del nord Italia è stato il terzo più caldo dal 1800 dopo i casi del 2003 e 2022. ll fatto che tutte le estati più calde tendano ad “affollarsi” negli anni recenti, ci da l’dea dell’accelerazione in corso.

Cosa ci dicono i bilanci di massa 2024

Tutto ciò fa riflettere. Una primavere innevata come quella di quest’anno, in alcun casi la più innevata da molti decenni, fino a cinquanta o cento anni fa, in un arco alpino più freddo di un paio di gradi rispetto a oggi avrebbe determinato dei bilanci di massa estesamente positivi. Invece ci troviamo con i bilanci negativi perchè a “comandare” sono le temperature estive: le estati troppo calde riescono a vanificare anche il contributo di inverni e primavere eccezionalmente nevose.

Questo ci dice che i ghiacciai poco o tanto sono sempre in perdita, sono ormai dei fossili climatici. A quote sotto i 3500 metri ci sono perchè ci rimangono in eredità da climi più freddi del passato, ma il loro destino è segnato già con l clima attuale anche senza immaginare l’ulteriore aumento delle temperature che gli scenari climatici della comunità scientifica internazionale prevedono . Se saremo in grado di limitare le emissioni di gas serra in tempi rapidi potremo almeno sperare che i ghiacciai alle quote più elevate, intorno ai 4000 metri, possano sopravvivere alle estati del futuro.


Alcuni prossimi appuntamenti
  • 8 e 9 novembre 2024: il tradizionale doppio appuntamento con Climalab (il venerdì) e Meteolab (il sabato) al Forte di Bard (AO) sarà dedicato quest’anno al tema suolo e clima. La partecipazione è gratuita, ma occorre iscriversi. Qui programma e info.
  • 14-17 novembre 2024 torna, per la decima edizione, il Festival Meteorologia di Rovereto. Importante momento d’incontro tra le diverse realtà sia professionali che amatoriali del mondo della meteorologia. Info
  • 13 dicembre 2024 convegno organizzato dalla Cabina di regia dei ghiacciai valdostani dedicato alla situazione glaciologica 2024

7 Ottobre 2024
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Società Meteorologica Italiana

La Società Meteorologica Italiana è la maggiore associazione nazionale per lo studio e la divulgazione di meteorologia, climatologia e glaciologia. È un’associazione scientifica senza fini di lucro e opera su tutto il territorio nazionale conservando stretto legame con la Società Meteorologica Subalpina che ne è socio fondatore nel territorio alpino occidentale, Francia e Svizzera incluse. SMI  promuove ed incoraggia lo sviluppo e la conoscenza delle scienze dell’atmosfera in Italia. Appartiene a UniMet (Unione Meteorologia Italiana) ed all’European Meteorological Society.

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