Il taglio per raccontare la montagna partecipando al Blogger Contest 2020 è quello del reportage narrativo. Prendiamo spunto e ispirazione dai suggerimenti di alcuni componenti della giuria di grande esperienza, per capire come raccontare una storia.

Leggere o raccontare una storia per il Blogger Contest 2020

Sono sempre di più e continuano ad arrivare per essere pubblicati sul sito di Altitudini.it. Sono i racconti che partecipano al Blogger Contest 2020 e che aspettano solo di essere letti. Se avete voglia di concedervi qualche momento di piacevole lettura, ce ne sono davvero tanti: se siete indecisi da dove cominciare potete estrarre a sorte o farvi ispirare dal titolo che più vi tocca. Ce n’è di freschi, profondi, coinvolgenti, di valle o di vetta: tutte opere che entrano nel vivo delle storie di montagna perché quest’anno si punta sul reportage: come già avevamo scoperto, “Nel cuore delle storie, racconti dal vivo” è il tema.

Se qualcuno di voi oltre che essere lettrice o lettore, volesse partecipare, ma indugia ancora, (partecipo o non partecipo? forse non son all’altezza… però mi piacerebbe…) è il momento di vincere le resistenze e mandare il proprio racconto, storia illustrata o audiostoria: c’è ancora tempo fino al 31 dicembre!

Per capire meglio cos’è il reportage narrativo, ci facciamo ispirare dalle parole e dall’esperienza di alcuni dei giurati del Blogger Contest 2020. Cosa significa entrare nel cuore delle storie? Farsi veicolo di racconti dal vivo?

Il trucco per trovare la storia giusta

autore luisa mandrino 01 Blogger Contest 2020: come e perché raccontare una storia

Luisa Mandrino è scrittrice e sceneggiatrice: ha scritto e scrive libri, programmi e documentari per la RAI e ha collaborato con alcune delle più importanti riviste di montagna. Insomma, quando Luisa ci dice che Bisogna camminare, stringere mani, ascoltare e non aver paura di bussare a porte sconosciute perché è lì che troveremo il prossimo racconto” possiamo stare sicuri che è un suggerimento che viene dalla sua esperienza. Certo, sono tutte azioni che in questo momento storico non sono per nulla scontate, anzi quasi impraticabili.

Sono l’atteggiamento e l’attitudine però che devono sopravvivere e adattarsi alle possibilità che si hanno in quel determinato momento. Luisa Mandrino ci svela il trucco per non subire il distanziamento sociale dalle nostre storie: “guardare la realtà dal punto di vista del cuoreperché è solo “sotto la sua lente generosa ogni storia diventa grande”. Ora abbiamo il trucco per cercare quella storia che “quando la incontriamo può diventare la nostra storia, quella che avremmo sempre voluto raccontare”: prendiamo questa lente e iniziamo a guardarci attorno.

Essere curiosi, per dar voce anche agli ultimi

autore ornella bellucci 01 Blogger Contest 2020: come e perché raccontare una storia

Ornella Bellucci è giornalista professionista e, attualmente si occupa di audio documentari perché come lei stessa dice “le voci, attraverso gli umori che rilasciano, non mentono”. Per la radio ha scritto diversi reportage e inchieste e cura la regia di programmi di storie e biografie come “Vite che non son la tua” su Rai Radio 3. Ovviamente potrete ben immaginare che Ornella punti la sua attenzione in particolare sulle audiostorie, sottolineando come il settore del podcasting sia in fortissima crescita. La cosa non può che far piacere anche a Fatti di Montagna che da subito nel podcast ha creduto.

Per Ornella il reportage ci rende testimoni del proprio tempo” e questo riguarda in primo luogo chi racconta, ma anche i destinatari della storia. La curiosità è la chiave: “l’approfondimento, capire le ragioni di una vicenda, descrivere cosa c’è dietro i fatti, sono il pane del reportage”. Solo così cronaca e narrazione riusciranno a fondersi e a dar voce anche agli ultimi.

Gianluca Costantini Blogger Contest 2020 raccontare una storia
Un disegno di Gianluca Costantini
In apertura: foto di Mirko Sotgiu

Chiedersi perché e stare vicini alla storia

gianluca costantin autorei 01 Blogger Contest 2020: come e perché raccontare una storia

Gianluca Costantini, tra i migliori graphic journalist e, come artista e attivista per i diritti umani, ha messo il suo talento grafico al servizio di importanti cause umanitarie. Proprio per la sua opera artistica e umanitaria ha vinto diversi premi come il premio Arte e diritti umani di Amnesty International. Non è quindi per caso che invita a “mostrare con il disegno l’idea che si ha della realtà“. Lui lo ha fatto con forza e spesso molto coraggio.

Il punto per Gianluca, non è come disegnare. Questo ha a che fare con la tecnica, e ad un certo punto la tecnica deve sparire. Quello che conta è il perché.Fare un disegno è un ricordo, guardare e poi abbassare la vista verso il foglio è già un atto di memoria. Disegnare è una dottrina del guardare“. Ecco perché anche per lui diventa importante muoversi, viaggiare, anche solo nel proprio quartiere, per andare incontro alle storie.

Gianluca Costantini ci ricorda la famosa frase di Robert Capa: “Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino”. Ma questo non vale forse per tutto ciò che vogliamo raccontare indipendentemente dalla tecnica? Possiamo raccontare e far cogliere il cuore di una storia se ne siamo lontani? Ad ognuno la sfida di capire cosa significa per sé, essere vicini al cuore di una storia.

16 Dicembre 2020
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RUBRICA A CURA DI:
Luca Serenthà

Sono colui che tiene le fila di quest’intreccio di idee, contenuti e competenze che è Fatti di Montagna. In un certo senso, essendone l’ideatore potrei anche definirmi come primo (cronologicamente parlando) parntner. Ci tengo che si capisca che Fatti di Montagna non è il mio blog, ma uno strumento che serve per raccontare la montagna.

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