Per “Uno scatto un ricordo” questa vota Serafin estrae dal suo archivio una foto di Piero Villaggio, fratello gemello (anche se non si direbbe) del notissimo Paolo. Raccontandoci l’occasione di quello scatto ci presenta la figura del compianto professore socio del Club Alpino Accademico Italiano.

Il fratello Villaggio che non fa ridere
Leggenda vuole che all’inizio di ogni ciclo delle sue lezioni all’università, il professor Piero Villaggio dicesse agli studenti: “Mio fratello fa ridere. Io invece vi farò piangere”. Un battuta seguita da una risata. Fratello gemello del comico Paolo universalmente noto per la macchietta del pavido ragionier Fantozzi, Piero era noto per i suoi studi. Tra l’altro, fu ordinario di Scienza delle costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa. Al pari di suo fratello fu un rocciatore abile e appassionato, socio del Club Alpino Accademico Italiano.
Scomparve nel 2014, tre anni prima di Paolo che certo fisicamente non gli somigliava, perlomeno negli anni della maturità e della vecchiaia. Il professor Piero aveva infatti un’aria ascetica anche se tutti, compreso chi scrive, lo ricordano per la sua “normalità” e amabilità.

La foto: Piero Villaggio all’assemblea CAAI
Gli piaceva partecipare alle adunate del Club Alpino Accademico Italiano. La foto ritrae Piero durante un intervento del 1994 all’assemblea del Club accademico. In quella circostanza il professor Villaggio si espresse contro una troppo disinvolta divulgazione dell’arrampicata in falesia. L’argomento, come rappresentante dell’alpinismo classico, gli stava a cuore. Poco prima di “andare avanti” il professore iniziò a scrivere una tesi su “Physics of Climbing” rimasta incompiuta.
Un altro argomento che lo appassionava erano i ripetuti crolli sulle Alpi e gli Appennini. La notizia più clamorosa fu – non soltanto per lui – il crollo nel primo decennio del secolo del pilastro del Petit Dru nel massiccio del Monte Bianco salito per la prima volta nel 1955 da Walter Bonatti. Quelle ferite alla montagna il professore le sentiva come sue e le rifiutava con il rigore che contraddistingueva le sue ricerche e le sue scalate.
“Di fronte a questa situazione – scrisse- si possono prendere tre posizioni. La prima è di accettare il motto biblico della profetessa Deborah per cui “le montagne sono sabbia agli occhi del Signore. La seconda è di monitorare continuamente quei campanili in bilico, individuando le fessure che preannunciano il distacco di una frana. Il terzo atteggiamento è di porre un freno ai crolli per quanto è possibile con i mezzi tecnici della nostra epoca. Certi interventi d’emergenza, raccomandò Piero Villaggio, sono tecnicamente fattibili con poco costo rispetto al loro vantaggio. In alcuni casi basta un piccolo consolidamento del terreno intorno a una torre dolomitica per rallentare di qualche secolo il crollo. Oppure se ne possono saldare eventuali fessure con tiranti come è stato proposto per la Gusèla del Vescovà nelle Dolomiti Bellunesi.”
Piero Villaggio cercava sempre l’eccellenza
Che Villaggio fosse sempre animato da un grande rigore fu una caratteristica del suo carattere. Lo testimoniò anche l’ex amministratore delegato della Fiat Paolo Fresco, suo compagno di banco al Liceo Doria e compagno di scalate a Cortina d’Ampezzo. “Piero cercava sempre l’eccellenza”, ricorda Fresco. “Avevamo un rapporto di reciproca ammirazione e rispetto oltre a un grande affetto che ci legava, sia con Piero sia con Paolo”.
Particolare significativo. Sul feretro di Piero Villaggio venne appoggiato un libro dedicato alla montagna, la grande passione della sua vita che lo aveva portato anche a una grande amicizia con Guido Rossa, il sindacalista ucciso nel 1979 dalle Brigate Rosse. Caro professor Villaggio, non ti abbiamo dimenticato e non ti dimenticheremo..
Roberto Serafin
RUBRICA A CURA DI:
MountCity è un progetto fondato nel 2013 a Milano che si poggia sulla passione e competenza di uno staff di cittadini appassionati di montagna, all’occorrenza con il sostegno di associazioni di volontariato. La piattaforma, grazie alla competenza e professionalità di Roberto Serafin che l’ha curata per 10 anni, è stata punto di riferimento sull’attualità della montagna e dell’outdoor con migliaia di articoli pubblicati. Ora lo spirito di MountCity vive ancora dentro questa rubrica.
Scheda partner