Iniziate le Olimpiadi ecco emergere dall’archivio di Roberto Serafin degli scatti che ci riportano ad un’altra epoca dello sci azzurro. Celina Seghi e Paula Wiesinger, nate entrambe nel primo quarto del ‘900, celebrate e acclamate nel 2001 per le vie di Milano.

Due campionesse dello sci d’altri tempi per le vie di Milano
Sofia Goggia aveva 9 anni e Federica Brignone 11 quando nel 2001 si fecero fotografare insieme, forse per l’unica volta in vita loro, due indimenticabili regine dello sci. Si potevano considerare due prestigiose nonne di Sofia e Federica. L’immagine può essere considerata eccezionale. Eleganti, ingioiellate, sembravano appena uscite dalle mani del coiffeur Celina Seghi (1920-2022) e Paula Wiesinger (1907-2001). Quel giorno sfilavano a Milano per le vie del centro, una accanto all’altra su una lussuosa cabriolet d’epoca.
Altre glorie della montagna parteciparono alla stessa sfilata organizzata sotto l’egida del Comitato olimpico quale preambolo dell’Anno internazionale delle montagne che si sarebbe celebrato l’anno dopo, nel 2002. I milanesi, quelli biancocriniti, non avevano occhi che per la signora dai capelli ossigenati che agli ammiratori elargiva baci e sorrisi.

Cecilia Seghi e Paula Wiesinger
Ma si, quella era proprio lei, l’abetonese Celina Seghi, il celebre “topolino delle nevi” che sulle piste di sci aveva vinto una medaglia iridata e il maggior numero di medaglie ai Campionati italiani nella storia dello sci alpino. E per un pelo non si è battuta anche alle Olimpiadi di Cortina del 1956. Una pista del comprensorio sciistico dell’Abetone portava e porta tuttora il suo nome.
Dalle prime pagine della Gazzetta dello Sport sembrava uscita anche la signora che le sedeva accanto sulla cabrio. Paula Wiesinger fu la prima campionessa dello sci alpino italiano, conquistando fra l’altro la medaglia d’oro nella discesa libera ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo del 1932. Dominò i Campionati italiani dalla loro prima edizione nel 1931 al suo ritiro, nel 1936, vincendo quindici titoli sui diciotto messi in palio nelle tre specialità previste all’epoca (discesa libera, slalom speciale e combinata).
A riservare a Paula un posto tra le immortali della montagna fu anche il glorioso passato come scalatrice. Erano gli anni Trenta quando la diretta alla parete nord della Cima Una, nelle Dolomiti orientali, venne affrontata da lei assieme al marito Hans Steger; sempre con lui percorse diverse vie sul Catinaccio e accompagnò anche in diverse ascensioni il re Alberto del Belgio.
Roberto Serafin


(Ph. Roberto Serafin)
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