Settembre 2026 è stato più una fine di estate che un inizio d’autunno, con temperature eccezionali. Un settembre che ha seguito un’estate che ha scalato la classifica delle sempre più frequenti estati canicolari. Con Daniele Cat Berro della Società Meteorologica Italiana abbiamo ripercorso questa lunga estate fino ai record di settembre e dato uno sguardo a cosa potremmo aspettarci per il proseguo dell’autunno.

Ascolta il podcast con Daniele Cat Berro

2026, una nuova estate record

L’estate, in teoria, sarebbe finita per il calendario meteorologico con il 31di agosto, ma possiamo dire che è continuata anche tutto settembre e forse solo ora ne usciamo…
L’abbiamo vissuta sulla nostra pelle, ma adesso possiamo dare anche qualche numero di un’estate eccezionalmente calda e lunga in Italia, sulle Alpi, ma anche nell’insieme dell’Europa occidentale.

Nell’insieme dell’Europa occidentale abbiamo avuto 2,5°C sopra la media del trentennio (già caldo) 1991-2020 ed è stato superato il caso del 2003 che reggeva ancora come esempio di un’estate dal caldo record. All’epoca era stata un un cigno nero, cioè un evento rarissimo, per il quale venne calcolato un tempo di ipotetico di ritorno plurisecolare, addirittura millenario. Tuttavia da allora abbiamo avuto un infittirsi sempre più preoccupante di stagioni estive canicolari: da poco abbiamo vissuto quella pure straordinariamente calda e secca del 2022 e ora quella del 2026 ha avuto caratteristiche simili e fin peggiori.

Settembre 2026 caldo come era luglio cinquant’anni fa!

Settembre, come dicevamo, è stato ancora eccezionalmente caldo su tutta l’Italia e su tutte le Alpi, con temperature da 2 a 4°C sopra la media. Ci sono stati ancora dei valori di oltre 35° in Pianura Padana all’inizio di settembre e la fusione sui ghiacciai è continuata imperterrita.

C’è un dato che rende evidente l’anomalia di questo mese di settembre: è stato caldo come la media del mese di luglio del trentennio del 1951-80!

DSCN5764 Un settembre troppo caldo di un'estate troppo calda e troppo lunga

Un’estate non solo calda, ma anche lunga

Abbiamo vissuto giornate veramente surreali per il caldo come, per quanto riguarda il sud delle Alpi, è stato ad esempio l’8 luglio con una situazione di fohn, ma poi di nuovo il 5 settembre, con temperature che si sono avvicinate localmente anche ai 40° perfino nei fondovalle alpini.

Di quest’estate però, a stupire oltre ai record di temperatura su singole giornate, è stata la la durata e la continuità del caldo che ha esordito precocemente alla fine di maggio e poi sostanzialmente si è prolungato salvo brevissime interruzioni fino a gran parte del mese di di settembre.

Sul ghiacciaio del Ciardoney, che la Società Meteorologica Italiana,segueo da tanti anni, abbiamo avuto ben 117 giorni consecutivi senza gelo, né di giorno né di notte, a partire dal 12 giugno fino ai primi giorni di ottobre. Solo il 7 ottobre è arrivata la prima sottile imbiancata di neve. È inedito il fatto che si sia dovuto aspettare fino a questa data per vedere il primo lieve episodio di gelo e la prima spruzzata di neve autunnale.

Alcune immagini che ci rimangono dell’estate 2026 sulle Alpi

Di quest’estate ci rimangono impresse alcune immagini: il Cervino il 25 giugno percorso da impressionanti cascate di acqua sotto un temporale con pioggia liquida fino alla vetta, anziché neve; poi di nuovo il Cervino ancora completamente privo di neve sia vecchia che fresca all’inizio di questo ottobre; poi le frane che hanno battuto le località di alta montagna lungo tutta l’estate dal dal Monte Bianco, alla frana del Monviso il 1º settembre fino ad arrivare al caso più recente della Tofana di Dentro nelle Dolomiti il 4 ottobre.

Come proseguirà l’autunno 2026?

L’inizio di ottobre è stato ancora decisamente mite. Ora le cose sono un po’ cambiate, è passato un fronte freddo in questi giorni che ha portato le prime imbiancate in alta quota in montagna e ha abbassato le temperature facendole rientrare, a seconda delle zone, più vicino alla norma di metà ottobre.

Le previsioni stagionali, la cui affidabilità è aumentata in questi anni, anche se vanno prese sempre con cautela perché si tratta di previsioni comunque a lungo termine, prevedono un autunno e inizio inverno più caldo del normale nell’insieme dell’Europa e sulle Alpi.

Quel che di diverso ci si attende è che potremmo entrare in un regime più piovoso e ce lo auguriamo per rimpinguare i sistemi idrici che hanno sofferto molto della scarsità di piogge. Ovviamente speriamo al contempo che non ci siano troppi eventi estremi “sobbillati” da un Mediterraneo estremamente caldo che è una sorgente enorme di energia e di vapore acqueo per alimentare eventi estremi. Queste sono le previsioni stagionali dell’ECMWF che è il centro europeo per le previsioni a medio termine.

13 Ottobre 2026
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Società Meteorologica Italiana

La Società Meteorologica Italiana è la maggiore associazione nazionale per lo studio e la divulgazione di meteorologia, climatologia e glaciologia. È un’associazione scientifica senza fini di lucro e opera su tutto il territorio nazionale conservando stretto legame con la Società Meteorologica Subalpina che ne è socio fondatore nel territorio alpino occidentale, Francia e Svizzera incluse. SMI  promuove ed incoraggia lo sviluppo e la conoscenza delle scienze dell’atmosfera in Italia. Appartiene a UniMet (Unione Meteorologia Italiana) ed all’European Meteorological Society.

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