In un momento storico in cui linee guida e ordinanze di ogni genere cercano di inquadrare una realtà troppo complessa per delle norme, la montagna non può forse insegnarci la via dell’auto-responsabilità e dell’educazione ad una frequentazione consapevole? Michele Comi risponde con il “non manifesto” delle Guide alpine.

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In piena pandemia ci si chiede spesso se almeno tra le montagne non sia meglio affidarsi alla responsabilità individuale senza delegare la nostra salvezza a protocolli interministeriali, certificazioni e linee guida, che, per quanto azzeccate, non potranno risolvere la complessità in cui ci muoviamo. 

Su questi concetti si sviluppa il “Non manifesto delle Guide alpine sotto(sopra)” che Michele Comi, guida alpina della Val Malenco, geologo, scrittore e disegnatore provetto, ha lanciato il 5 maggio sui social. Un’occasione per ribadire che l’alta montagna è uno degli ultimi luoghi di libertà rimasti “dove ci pregiamo di facilitare esperienze per esplorare conoscere crescere e rigenerarci”, come osserva Comi a nome dei colleghi.

Michele Comi Un “Non manifesto” per le Guide alpine
Michele Comi (foto: OpenCircle)
In apertura: Guida Alpina con clienti in alta Valtellina

Ai colleghi che vorranno aderire alle “Guide alpine sotto(sopra)”, Comi lancia un invito: dovranno farsi riconoscere appuntando il distintivo alla rovescia. “Si tratta di un piccolo e doveroso messaggio di attenzione verso i compagni di cordata, vecchi e nuovi”, tiene a sottolineare, “per ribadire una modalità d’intendere la professione non sempre al centro del messaggio istituzionale di categoria”. Di Comi sono note le prese di posizione contro l’eliski e i relativi corsi di aggiornamento riservati ai colleghi che lo praticano. Il suo alpinismo nasce da presupposti etici e si basa su un’assoluta sostenibilità.

A proposito di messaggi istituzionali, Comi si riferisce, nel documento da lui elaborato, a “vacue linee guida e procedure che tentano di inquadrare ciò che non può essere normato, cioè la natura”. La pandemia ha in effetti ispirato di recente diverse linee guida, forse troppe, relative all’accompagnamento. “Credo importante”, dice ancora Comi, “specie in questo momento, ribadire l’opportunità rigenerativa del ‘fuori’ e in ‘alto’, attraverso l’adozione di intelligenti cautele, oltre il proliferare di regole e linee guida. Ben tre ne sono state redatte nelle ultime settimane.Sono espressioni del Comitato nazionale delle guide alpine, della Società Italiana di Medicina di Montagna,del Collegio Guide Lombardia”. Ma occorre ribadire, a detta di Comi, che forse l’alta montagna è l’unico posto che ci rimane per mettere a fuoco il risvolto soggettivo della ‘sicurezza’, dove il primato dell’interiorità è la sola risorsa che ci rimane per reagire all’insicurezza. Questo non significa negare le ‘paure’, ma saperle selezionare nella loro fondatezza e non lasciarsi da esse manipolare”.

E’ difficile stabilire quante reazioni abbia avuto finora il post di Michele Comi. “Ma se le condivisioni e i like equivalgono a un assenso”, conclude, “mi pare che qualcuno (pure tra i colleghi) abbia gradito”. L’invito è dunque di leggere il documento e soprattutto di meditarci sopra. Ormai abbiamo tutti capito che è stato un errore spargere a piene mani l’idea che la vita (e anche la montagna) fosse un film di Walt Disney o un luna park. (Serafin)

GUIDE ALPINE SOTTO(SOPRA) / IL NON MANIFESTO 

guidesottosopra Un “Non manifesto” per le Guide alpine

Disorientati da cliché resistenti, superomismo, feticismo tecnico e progressivo disamore per la natura (unico rifugio reale su cui si fonda la nostra professione) frastornati dall’ossessione per la sicurezza, sempre più da delegare a strumenti, regole e procedure… e per questo inattuabile nei contesti indefiniti e variabili come gli ambienti selvaggi

RIBADIAMO che l’alta montagna è uno degli ultimi luoghi di libertà rimasti dove ci pregiamo di facilitare esperienze per esplorare conoscere crescere e rigenerarci

SOSTENIAMO la frequentazione consapevole della montagna come un toccasana contro gli aspetti disorientanti di un mondo che corre, spesso senza limiti come occasione per comprendere i luoghi, la loro identità, arrivando a cogliere non solo pochi istanti come un bel panorama o la foto di vetta da “postare”, ma estendendo la comprensione di quel che accade e ci circonda nel tempo, andando oltre la ricerca d’avventura e del fitness svolti entro scenari gradevoli.

PER questi motivi LE GUIDE SOTTO(SOPRA) sostengono l’auto-responsabilità e auto-protezione come miglior strumento per muoversi entro luoghi selvaggi come l’alta montagna e le rupi

RIFUGGONO vacue linee guida e procedure che tentano di inquadrare ciò che non può essere normato (la natura).

7 Maggio 2020
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