Da poco il fotografo Claudio Orlandi ha inaugurato la sua personale Ultimate Landscapes al Museo Alto Garda di Riva del Garda. Fotografando i teli geotessili che in alcuni luoghi ricoprono limitate porzioni di ghiacciaio Orlandi riesce a trasmettere tutta la drammaticità di un ghiacciaio che muore e allo stesso tempo rende evidente che la pratica dei teli geotessili non ha nulla a che vedere con la vera conservazione dei ghiacciai, ma anzi è parte di quel modello di sviluppo che ne sta causando la riduzione. Ne abbiamo parlato proprio con l’autore nell’intervista che potete ascoltare in questa pagina.

Ascolta l’intervista a Claudio Orlandi

Claudio Orlandi, una fotografia che disorienta

Fotografie di ghiacciai, ma non luminose distese di ghiaccio e cime che si stagliano nel cielo. Davanti agli scatti di Ultimate Landscapes di Claudio Orlandi chi osserva subisce inizialmente un disorientamento. È proprio questo lo stile che ricerca il fotografo romano: disorientare rispetto a ciò che ci si aspetterebbe proponendo un punto di vista particolare. Quello che racconta Orlandi con le varie serie di questo suo lavoro è la drammaticità della progressiva scomparsa dei ghiacciai alpini e per farlo il suo obbiettivo è andato a cercare quei teli geotessili che vengono posti su alcune porzioni di essi per rallentarne la fusione. Nelle fotografie, le pieghe, i giochi di luce, gli strappi, le contorsioni del ghiaccio e i frammenti di telo inglobati, privi del respiro del cielo o della presenza di un rassicurante ambiente circostante restituiscono un sentimento misto di angoscia, dolore e desolazione con maggior efficacia di mille parole che spieghino la gravità della perdita dei ghiacciai.

Nell’intervista (assolutamente da ascoltare) Claudio Orlandi ci ha detto che, più che fotografo, si definirebbe “scultore bidimensionale” ed in effetti scultura bidimensionale è un’espressione perfetta per le fotografie di Ultimate Landscapes. Un lavoro che è iniziato nel 2008 quasi per caso sul ghiacciaio del Presena e che ha portato Orlandi negli anni successivi a visitare i luoghi dell’arco alpino interessati dalla pratica dei teli geotessili, fino a quest’anno con l’ultima tappa sulla Marmolada. Durante tutti questi anni in cui Orlandi ha prodotto le 10 serie di Ultimate Landscapes purtroppo sono aumentati i teli ed è diminuito il ghiaccio.

Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes
 2 1 2018 Courtesy of the artist Ultimate Landscapes: la drammaticità dei teli geotessili
Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes 2-1 2018 (Courtesy of the artist)
In apertura: Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes 5-9 2018 (Courtesy of the artist)

I teli geotessili non servono a salvare i ghiacciai

La drammacità di quello che Claudio racconta sta anche nel constatare la difficoltà a cambiare il modello di sviluppo che ha portato e sta portando alla fusione dei ghiacciai. Ricordiamo che sotto i 3500, anche se le temperature non aumentassero ulteriormente sono destinati a sparire non essendo più in equilibrio con il clima attuale. Se si vogliono nutrire speranze di conservazione per quelli a quote superiore è necessario diminuire le immissioni di anidride carbonica per limitare il più possibile il futuro aumento della temperatura.

Orlandi, riprendendo la posizione di tutta la comunità scientifica, lo dice chiaramente: la soluzione non sono i teli geotessili. Questi servono solo a rallentare la fusione di piccolissime porzioni a costi elevatissimi al fine di uno sfruttamento commerciale come le piste da sci o le grotte nel ghiaccio a fini turistici. Una logica ancora una volta predatoria, non certo di cura. Senza contare che sii tratta di materiale plastico che si disperde nell’ambiente, che ogni tre anni va cambiato e che implica grande movimentazione di mezzi per il posizionamento. Come abbiamo già avuto occasione di dire su Fatti di Montagna i teli geotessili non sono una soluzione, ma sono parte del problema.

Claudio Orlandi. Ultimate LandscapesClaudio Orlandi. Ultimate Landscapes ph. Nicola EccherFNE8261 Ultimate Landscapes: la drammaticità dei teli geotessili
Ultimate Landscapes (ph. Nicola Eccher)

Ultimate Landscapes, una mostra immersiva

Come ci ha spiegato Orlandi visitando questa mostra si entra in un ambiente completamente immersivo. Si passa attraversando delle quinte create con dei pezzi di teli geotessili e durante la visita si è accompagnati da un sottofondo musicale appositamente composta dal dal sound designer Alessio Mosti. Per comporre Unveil, questo il titolo, Mosti è partito dai suoni prodotti dai ghiacciai, registrati, ripetuti e resi musica.

Il consiglio è di procurarsi l’occasione per raggiungere il Museo Alto Garda a Riva del Garda (TN) e farsi stimolare dalla fotografia di Claudio Orlandi che è ben consapevole di non avere in tasca soluzioni per risolvere crisi di carattere globale, ma il cambiamento è possibile solo attraverso una presa di coscienza che passa da un approccio meno superficiale alla realtà. Ultimate Landsscapes è senz’altro un buon contributo a questo.


ULTIMATE LANDSCAPES. – Lillusione del ghiaccio
di Claudio Orlandi
a cura di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli

Dal 29 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 e dal 21 marzo al 14 giugno 2026
Museo Alto Garda
Piazza Cesare Battisti 3/A, Riva del Garda (TN)


11 Dicembre 2025
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RUBRICA A CURA DI:
Luca Serenthà

Sono colui che tiene le fila di quest’intreccio di idee, contenuti e competenze che è Fatti di Montagna. In un certo senso, essendone l’ideatore potrei anche definirmi come primo (cronologicamente parlando) partner. Ci tengo che si capisca che Fatti di Montagna non è il mio blog, ma uno strumento che serve per raccontare la montagna.

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