Abbiamo appena trascorso giornate in cui le temperature ci hanno d’improvviso catapultato in estate. Non solo si è trattato di temperature eccezionali, ma come avviene sempre più spesso si è passati dal freddo al caldo in pochissimo tempo: questo è uno degli effetti dei cambiamenti climatici come ci ha spiegato Daniele Cat Berro. Il caldo precoce crea diversi problemi come la fusione troppo anticipata della neve e quello che può sembrare un paradosso: i danni da gelo.

Ascolta il podcast con Daniele Cat Berro della Società Meteorologica Italiana (puoi scegliere i capitoli)

È forse vero che non ci sono più le mezze stagioni?

Sta terminando ora un episodio di caldo con temperature così elevate che ci avevano di colpo trasportati dall’inverno all’estate.

Sappiamo che i cambiamenti climatici stanno portando una maggiore propensione a questi rapidi passaggi tra estremi di segno opposto, non solo per quanto riguarda le precipitazioni, ma anche le temperature. Ormai è stato acclarato dalla letteratura scientifica che c’è una maggiore propensione a passare da episodi di freddo marcato ad episodi di caldo eccezionale, e viceversa, nel giro anche di poche ore.

Anche se gli episodi di caldo sono sempre preponderanti come intensità e frequenza su quelli di freddo, può accadere che ci siano ancora degli episodi di freddo anche abbastanza importanti e quando giungono molto improvvisi fisiologicamente ne sentiamo di più gli effetti.

A inizio aprile temperature estive

È quanto avvenuto a marzo e che ora sta avvenendo in modalità opposta dal freddo al caldo, perché nel giro di pochi giorni ci siamo ritrovati a vivere un periodo di caldo precoce come raramente era accaduto in passato.

Dell’evento non ci sono ancora statistiche complessive (quando abbiamo registrato il podcast e preparato questo articolo), però possiamo dare un primo dato calcolato per Torino: nel periodo di 7 giorni dal 4 al 10 aprile dovrebbe trattarsi del secondo episodio caldo precoce più intenso in oltre due secoli di osservazione.

Fece ancora più caldo e così presto in primavera solo durante l’episodio storico della prima metà di aprile 2011. Quindi siamo di fronte a un evento caldo molto raro e straordinario per la stagione.

Da questo fine settimana le temperature rientreranno nella norma, magari qualcuno dirà che è tornato l’inverno, ma non è così, è tornata semplicemente la primavera! Infatti i valori di questi giorni sono stati tipici della seconda metà di maggio e talora anche dell’inizio di giugno, perché siamo arrivati a 25-26° sulle pianure del nord e a uno zero termico tra i 3000 e i 3500 m che sono valori tipici di fine primavera e inizio estate.

I problemi e i paradossi del caldo precoce

Questo caldo precoce ha accelerato la fusione favorendo la perdita di un patrimonio di neve, di cui sarebbe stato utile beneficiare più avanti nella stagione. La fusione della neve invernale dilazionata nel tempo fino a fine primavera e inizio estate sarebbe importante perchè questi sono i periodi in cui c’è più bisogno di acqua perché piove meno.

Il caldo precoce è un problema anche per la vegetazione perché una ripresa vegetativa troppo rapida espone le piante a grossi danni con l’eventuale arrivo di gelate successive. Probabilmente quest’anno non sarà così visto che siamo quasi alla metà di aprile ed è via via più difficile che arrivano episodi di freddo tali da portare del gelo fino in pianura, ma dovesse capitare, (è avvenuto in anni recenti nel 2021, 2017, anche al 20 di aprile) sarebbero dolori perché il gelo andrebbe ad agire su una vegetazione che è avanti, anche di due settimane.

I danni da freddo potrebbero sembrare paradossali considerando che gli eventi freddi rispetto al passato sono più rari e complessivamente meno intensi. In realtà sono effetti collaterali del caldo: un piccolo episodio di freddo può far danni perché c’è stato un caldo anomalo prima.

A volte si è comunemente portati ad un’erronea interpretazione tendendo a sopravvalutare l’anomalia del freddo, quando in realtà la colpa è soprattutto del caldo precedente che magari inconsciamente veniva valutato come normale. La vera anomalia è stata in questi giorni il caldo estivo e non un eventuale ritorno di freddo e di neve in montagna nei giorni successivi.

10 Aprile 2026
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Società Meteorologica Italiana

La Società Meteorologica Italiana è la maggiore associazione nazionale per lo studio e la divulgazione di meteorologia, climatologia e glaciologia. È un’associazione scientifica senza fini di lucro e opera su tutto il territorio nazionale conservando stretto legame con la Società Meteorologica Subalpina che ne è socio fondatore nel territorio alpino occidentale, Francia e Svizzera incluse. SMI  promuove ed incoraggia lo sviluppo e la conoscenza delle scienze dell’atmosfera in Italia. Appartiene a UniMet (Unione Meteorologia Italiana) ed all’European Meteorological Society.

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