É stato inaugurato il “Sentiero per Bianca”. Un modo per ricordare Bianca Simonato Zasio che invita a percorrere i suoi luoghi nel feltrino con lo stile che la contraddistingueva: camminare, scoprire, imparare

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Sentiero per Bianca: un percorso interpretativo

Viene definito un percorso “interpretativo”. Ma potrebbe definirsi anche “meditativo”. C’è molto da camminare, guardare, meditare scoprire e stupirsi percorrendo a piedi il Sentiero per Bianca, questa traccia che da Cesiomaggiore nel Bellunese si addentra nella boscaglia verso la Val Canzoi attraversando luoghi cari a Bianca Simonto Zasio (1931-2023). Peccato che questa insegnante tanto vicina al Club Alpino Italiano non ci sia più a godersi ancora una volta le sue terre con poca fatica e infinite soddisfazioni. Minimo è il dislivello positivo, 400 metri o poco più con una lunghezza complessiva di 6,6 km

Il tempo per una tranquilla percorrenza è di tre ore. Un’avvertenza colpisce il turista consultando una piccola guida con i testi di Fabio Dal Pan, Lucio Dorz, Teddy Soppelsa messa a disposizione gratuitamente all’inizio del percorso. Vi si lascia intendere che questo è il luogo ideale per entrare in contatto con la Natura. E che la Natura di sicuro non userà il cellulare per parlarci. Dunque è meglio ricordarsi di spegnerlo e sarebbe bello che la regola valesse per tutti i sentieri, compresi quelli invasi abusivamente da rombanti centauri.

E poi sarebbe evidentemente un peccato distrarsi con banalità davanti alle tante meraviglie messe insieme da Teddy Soppelsa che ha ideato il percorso mettendo in pratica la sua idea secondo cui “interpretare i luoghi significa creare legami cognitivi ed emozionali tra i visitatori e quanto essi possono scoprire lungo il sentiero, ma anche rivelare significati e relazioni attraverso esperienze da vivere in prima persona”.

Si apprende dalla guida che qua e là dominano affioramenti della Dolomia Principale e sono evidenti le azioni dei corsi d’acqua, dei ghiacciai quaternari e dei fenomeni carsici.

inaugurazione bianca 02 Sentiero per Bianca: omaggio a una donna speciale
Il giorno dell’inaugurazione

Il miglior modo per ricordare Bianca Simonato Zasio

Da qualche tempo è anche inevitabile che affiori – nel ricordo di chi la conosceva bene – anche il grande cuore di Bianca Simonato Zasio, feltrina, scomparsa il 10 gennaio lasciando un grande rimpianto. Bianca amava la montagna e i suoi paesaggi e in questo paradiso era di casa. Migliore omaggio alla sua figura non si poteva fare.

L’idea di onorarne la memoria è stata della Famiglia Feltrina a cui Bianca apparteneva. E l’idea si è concretizzata con il recupero di questo sentiero dove il paesaggio vegetale è vario: boschi submontani con carpino nero e faggio, versanti più aridi con pini silvestri, aree prative, affioramenti rocciosi e canaloni franosi colonizzati da piante pioniere. 

Gentile d’animo, predisposta naturalmente al dialogo e alla comprensione delle altrui opinioni, generosa quando le si chiedeva aiuto, dotata di intelligente autoironia e arguzia, così viene descritta Bianca. Era nata a Venezia il 18 agosto del 1933, a cinque anni iniziò a frequentare le elementari a Soranzen (Cesiomaggiore) nella scuola dove la madre Antonia insegnava. Per proseguire con le medie, in pieno conflitto mondiale, si traferì a Belluno dove fu ospite delle suore di Maria Bambina. A Padova si laureò nel 1957 con una tesi sulla flora alpina della Valle di Canzoi. In prime nozze sposò Bruno Boz che morì nel 1966 per un incidente di caccia in alta Valle di Canzoi. Successivamente, nel 1969, si coniugò con Guido Zasio.

Numerose sul sentiero che le è dedicato sono le occasioni per ammirare piante rare come la Silene di Veselskyi, l’Asplenio delle Dolomiti, la Lunaria, il Giglio dorato, la Campanella odorosa, il Veratro nero. Chissà quante volte Bianca si sarà soffermata davanti a questi fiori spontanei. I boschi di latifoglie offrono ospitalità a numerosissime specie di uccelli passeriformi, mentre i prati, soprattutto in primavera, sono frequentati dal capriolo e dal muflone

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Camminare, scoprire, imparare: lo stile di Bianca

Camminare, scoprire, imparare erano i tre verbi che caratterizzavano l’attività di Bianca. E lei fece della natura e dell’ambiente prealpino e dolomitico una delle più grandi passioni della sua vita. Dunque per ricordare questa professoressa feltrina, scrittrice e alpinista di valore, non resta che percorrere questo sentiero che da Cullogne si sviluppa alla base del gruppo Tre Pietre-Cimòn, va a mezza costa sul lato est iniziale della Val Canzoi fino alla Val Fosseria e poi rientra ad anello dalla zona di ponte Umin

L’iniziativa è nata di concerto con il Cai di Feltre, altro sodalizio caro a Bianca, nel quale ha ricoperto i ruoli di consigliere e vicepresidente, oltre ad alcuni incarichi legati, in particolare, alla Commissione Cultura e Tutela Ambiente Montano. 

Questo sentiero, spiegano gli amici di Cesiomaggiore tra i quali Teddy Soppelsa che si è preso cura dell’anello per conto del Cai, significa rendere omaggio a una donna un po’ speciale, decisamente diversa nel carattere e nei comportamenti rispetto a certe figure pubbliche femminili che oggi attraggono irresistibilmente i media, talvolta interessate solo a snocciolare distillati di oscurantismo e aggressività. 

Di stile Bianca ne aveva da vendere senza steccati ideologici e prese di posizione preconcette come riconoscono i tanti concittadini che hanno voluto partecipare all’inaugurazione del suo sentiero offrendo sostegno all’iniziativa. Oltretutto è stata studiosa instancabile di storia locale, autrice di numerose pubblicazioni dedicate ai mestieri dell’età moderna o agli eventi bellici. Grande è stato il suo impegno come ricercatrice e scrittrice. L’ultimo libro, presentato pochi mesi prima della sua scomparsa, è stato “Contro la peste. Il Feltrino, Venezia e la difesa sanitaria del territorio (1714-1716)”. 

Diverse sono le realtà che hanno dato la loro collaborazione alla realizzazione del sentiero: l’associazione Can-Cullogne, la Pro loco di Soranzen, il gruppo escursionisti Cesio, il gruppo alpini Cimonega e Protezione civile Ana di Cesiomaggiore e Pez, il nuovo gruppo amici Val Canzoi.  

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La casa di Bianca

Sentiero per Bianca: il percorso

In ogni modo il percorso è di facile accesso per tutti. Il borgo di Culogne appare all’inizio della camminata come un piccolo mondo a sé stante. Ci si immerge abbandonando la strada provinciale e affrontando una salita breve ma impegnativa. Subito ci si spalanca di fronte un piccolo altipiano in posizione dominante rispetto alla Val Belluna. Sembra proprio di entrare in un lascito di un tempo perduto. È un luogo in cui la vita e la montagna era e forse è ancora una cosa sola, modellato nei secoli dal lavoro degli abitanti che dalla montagna traevano fieno, pietre, legname, carbone, calce, che sui pascoli portavano il bestiame, che andavano a caccia di lepri, galli forcelli, caprioli e camosci. 

Prima di lasciare la piccola piazza di Culogne è d’obbligo una visita alla chiesa di San Salvatore. Nel 1611, in occasione della visita del Vescovo Agostino Gradenigo, fu ordinato di intonacare la volta del coro e di rifare la pala che raffigura il Salvatore benedicente affiancato da San Vittore e da Sant’Antonio abate; in alto, sopra la figura del Cristo, si scorge la Madonna con il Bambino.

Il Castello di Culogne appare come l’ultimo avamposto domestico prima di inoltrarsi verso la montagna. Quassù c’è la casa di Bianca. La si riconosce per il grande disegno murale realizzato da Gianantonio Cecchin, raffigurante uno scorcio del paese: sullo sfondo l’imponente Sass de Mura, un’aquila in cielo e un capriolo sulla sinistra; sulla destra Bianca seduta su una roccia che legge un libro e sembra augurarci buon cammino.

Va ribadito che per iniziare il giro occorre recarsi nella piazzetta di Culogne (in Comune di Cesiomaggiore). Accanto alla vecchia fontana si noterà una casetta in legno rosso scuro. Una volta aperta la porticina si trova la guida “Sentiero per Bianca” con tutte le istruzioni. Al termine, la guida deve essere rimessa nella casetta in modo che possa essere utilizzata anche da altri escursionisti. Se invece si desidera tenerla non resta che fare una offerta di cinque euro. Sicuramente ben spesi. 

Testi guida al percorso: Fabio Dal Pan, Lucio Dorz, Teddy Soppelsa.

Mappa cartografica: Fabio Padovan, Fabiano Isma.

Roberto Serafin

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25 Maggio 2023
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