C’è molta esercitazione e apprendimento in una unità cinofila del Soccorso Alpino, certo, ma c’è molto di più: c’è una relazione tra cane e umano che è il vero segreto che permette al binomio di affrontare le situazioni più complicate. Nel quinto episodio del podcast “La chiamata” di Sofia Farina e Giorgio Tidei, scopriamo cosa significa essere un’unità cinofila.

d606e023be672fca002af95da08c40ec Quella cinofila del Soccorso Alpino è una vera unità

Una relazione affascinante: l’unità cinofila del Soccorso Alpino

Vedere in azione un’unità cinofila del soccorso alpino è affascinante. Sarebbe affascinante se non fosse che le situazioni in cui intervengono non hanno mai nulla di piacevole. Le unità cinofile del soccorso Alpino, come ci spiega Sofia Farina in questo nuovo episodio del podcast “La chiamata”, operano in tre scenari: ricerca in superficie, in catastrofe e nella più classica situazione in valanga.

Più classico perchè l’arruolamento dei cani nel soccorso alpino è nato quasi per caso da un’intuizione del parroco di Solda negli anni ’60: Don Hurton si accorse di quanto il fiuto di un cane potesse essere utile per ricercare un disperso in valanga.

Oggi un cane da valanga viene preparato per i primi due anni della sua vita utilizzando il gioco come metodo. (qualche tempo fa ne avevamo parlato su FdM intervistando un istruttore) Ma non si può parlare mai solo di cane o solo di umano: è infatti una vera unità cinofila quando entra in azione. La relazione che si crea all’interno del binomio è così forte che dire chi guida l’altro è forse non corretto: ciascuno mette a disposizione al massimo le proprie capacità per raggiungere l’obbiettivo, anche nelle condizioni più avverse.

Non perdetevi questo episodio perché contiene come sempre molte storie che ci fanno entrare dentro al soccorso Alpino, e in questo caso dentro una relazione che va oltre il soccorso, una relazione forte e commuovente come può essere quella cane-umano.

3 Giugno 2026
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RUBRICA A CURA DI:
Luca Serenthà

Sono colui che tiene le fila di quest’intreccio di idee, contenuti e competenze che è Fatti di Montagna. In un certo senso, essendone l’ideatore potrei anche definirmi come primo (cronologicamente parlando) partner. Ci tengo che si capisca che Fatti di Montagna non è il mio blog, ma uno strumento che serve per raccontare la montagna.

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