Una ricerca di Ires Piemonte evidenzia la provincia di Cuneo come quella i cui abitanti si ritengono maggiormente soddisfatti. Molte cose sono cambiate dal “Mondo dei vinti” di Nuto Revelli…

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Provincia di Cuneo: la più felice in Piemonte secondo Ires

Il mondo dei vinti Provincia di Cuneo, sorridono i figli dei vinti
Il Mondo dei Vinti di Nuto Revelli

Rimarrebbe probabilmente allibito Nuto Revelli (1919-2004). Quel “mondo dei vinti” delle vallate cuneesi (titolo del suo libro più famoso) dove nel 1977 lo scrittore, partigiano e ufficiale degli alpini, ambientò una ricerca denunciando le condizioni di vita dei contadini poveri, si scopre oggi la provincia più felice in Piemonte. A determinare questo successo sono uomini con più di 64 anni. Risultano di professione dirigenti, tecnici, insegnanti, come rivela un sondaggio dell’Ires Piemonte, istituto pubblico di ricerca che, con 1200 interviste, ha misurato la “soddisfazione complessiva” dei piemontesi

Una novità? Per modo di dire. Già nel 2015 la Provincia Granda, ovvero l’area vasta di Cuneo, risultava tra le migliori d’Italia per il relativamente basso tasso di disoccupazione (5,3 %), battuta solo da Bolzano (3,8%) e Vicenza (4,8%) 

Sembrerebbe quindi che in questa terra le cose funzionino a dovere, favorite dalla laboriosità e dalla propensione al risparmio dei suoi abitanti. Dai racconti dei 270 intervistati all’epoca da Revelli – i contadini e montanari delle valli cuneesi, i vinti di sempre – emergeva invece la condizione umana di una minoranza costretta a lasciare il proprio ambiente e i propri modelli di vita. Una società malata. Altri tempi per fortuna.Nell’anno terribile della crisi del Covid non stupisce gli osservatori che la Provincia Granda si scopra tanto felice. L’istituto di ricerca nota che sono più soddisfatti gli uomini delle donne (che hanno “manifestato una maggiore paura di perdere il lavoro”), più gli anziani dei giovani (solo il 31% della fascia di età 18-24 anni contro il 48% degli over 64).

Altre classifiche: ma alla fine dove si vive meglio?

Nuto Revelli
Nuto Revelli

Questo non significa che le aree alpine siano quelle in cui si vive meglio come cerca di dimostrare il sociologo Christian Arnoldi nel suo libro “Tristi montagne. Guida ai malesseri alpini”. Tanto per dire, la Valle d’Aosta è la regione in cui si bevono più alcolici in base al Rapporto Osservasalute 2018. E’ seguita a ruota da Bolzano e dal Friuli Venezia Giulia. Brutti segni.

In un’altra classifica risalente al 2017 a dominare tra le aree dove si vive meglio era invece tutto il Nordest: dopo Bolzano, vincitrice assoluta, veniva  Trento. Questa classifica venne stilata sulla base di un’indagine del Dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma. Gli indicatori erano affari e lavoro, ambiente, tasso di criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, fruizione dei servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita in generale. 

Nel 2017 Il Sole 24 Ore dimostrò con una ricerca che in genere si sta meglio dove spira aria di montagna. In questo caso fu Belluno la regina della classifica della qualità della vita e ben sette province montane si trovarono nei primi dieci posti. 

Alla fine del 2020 il referendum del suddetto quotidiano economico sulla qualità della vita nelle province italiane sulla base di 90 indicatori vide salire sul podio Bolzano e Trento (2° e 3° posto), mentre Aosta fu solo settima e addirittura al 28° posto per ambiente e servizi. Belluno, la provincia delle Dolomiti, si collocò questa volta al 46° posto dopo essere stata al 51° posto nel 2019 e al quarto nel 2018. La classifica generale premiò inaspettatamente Bologna, seguita come si è visto da Bolzano e Trento. E ancora una volta non si chiarì l’eterno dilemma: si vive meglio in città o in montagna? (Serafin)

12 Maggio 2021
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