La leggendaria Via Vandelli è salita ai primissimi posti tra i “Luoghi del cuore”, il referendum del Fondo Ambiente Italiano. Progettata nel 1739, attraversa l’Appennino tosco-emiliano e le Alpi Apuane. Il dislivello è di quasi 5.400 metri, la lunghezza di 172 chilometri. Ecco qualche ragguaglio per viandanti del terzo millennio decisi a percorrerla.

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38800 luoghi del cuore per l”11ª edizione

Hanno votato in 1.500.638 scegliendo un paesaggio, un monumento, una chiesa, un castello, anche un itinerario ferroviario. L’11esima edizione della campagna “I luoghi del cuore” lanciata dal Fai — Fondo per l’Ambiente Italiano — con Intesa Sanpaolo, è stata un’occasione per comprendere il legame tra i diversi territori, i singoli cittadini e le intere comunità: 38.800 sono stati i luoghi votati in 19 Regioni italiane con il coinvolgimento di 6.508 Comuni. Le segnalazioni sono arrivate da semplici abitanti, da Comuni e proloco, da comitati e gruppi organizzati in scuole, parrocchie, biblioteche, musei. Il censimento si conferma la più importante campagna italiana di sensibilizzazione dei cittadini sul valore del patrimonio e sulla necessità di proteggerlo e valorizzarlo, com’è nella missione del FAI.

Colpisce un elemento: i primi tre “Luoghi del cuore” e ben 45 tra i cento più votati in tutta Italia sono legati alla devozione religiosa popolare. La prova che, come ha specificato il presidente del Fai Marco Magnifico, “se la pratica di fede è in crisi, alcuni edifici e contesti continuano a rappresentare eloquenti testimonianze di identità, di appartenenza, di affezione. Un dato sul quale riflettere per comprendere i sentimenti più diffusi e condivisi”. 

La classifica nazionale, disponibile sul sito web della Fondazione, vede sul podio, al primo posto, la chiesetta di San Pietro dei Samari a Gallipoli (Le), seguita dal Museo dei Misteri a Campobasso e, al 3° posto, la chiesa di San Giacomo della Vittoria ad Alessandria

classifica luoghi del cuore fai

La Via Vandelli al 4° posto dei “luoghi del cuore”: un tracciato sorprendente

Il quarto posto conseguito dalla Via Vandelli riporta invece alla ribalta questa leggendaria strada del Ducato Estense, progettata attraverso l’Appennino tosco-emiliano e le Alpi apuane, tra Emilia-Romagna e Toscana. Fu fortemente voluta da Francesco III d’Este (1698-1780), duca di Modena, che regnò per 43 anni, in funzione dello sviluppo del commercio dalla Pianura Padana al porto di Massa. 

Il percorso di 172 chilometri è accuratamente illustrato nella “Guida alla Via Vandelli. 170 km a piedi da Modena e Sassuolo a Massa” (pp. 132, Terre di Mezzo editore, 2021, € 16.00). Culmina nel Passo della Tambura, a 1.620 metri, e copre un dislivello complessivo di quasi 5.400 metri

Il tratto più spettacolare è la discesa Campaniletti-Massa che, con 6 chilometri di muri a secco realizzati dal costruttore Domenico Vandelli per sostenere la carrozzabile, scende dalle Apuane al mare. Fare a piedi la “Vandelli” può essere una bella soddisfazione per viandanti del terzo millennio. E chi se la sente di farla è meglio che cominci a prepararsi coscienziosamente.

“L’attraversamento degli Appennini, per chi da Nord desideri raggiungere la Toscana per poi proseguire il suo viaggio verso Roma, ha sempre riservato piacevoli sorprese al viaggiatore una grande possibilità di scelta”, osserva Dario Monti di Vie Storiche. “Se in particolare consideriamo solo il tratto compreso fra l’Emilia e la Garfagnana i passi di interesse storico sono almeno otto di cui la metà carreggiabili.”.
La Via Vandelli è considerata l’ultima delle strade antiche e la prima delle strade moderne. Realizzata nel 1739 era la più avveniristica delle strade carrozzabili e paradigma della rivoluzione viaria settecentesca. Percorrendola si possono osservare fenomeni geologici come i vulcani di fango e un lago termale, e l’emergenza del tutto particolare di un ponte naturale in arenaria detto Ponte Ercole o Ponte del Diavolo

via vandali selciato

Ma la vera peculiarità del cammino è costituita dai tratti di pavè originali ancora presenti, di cui i più notevoli si trovano nella Selva Romanesca nel comune di Frassinoro (MO), nella discesa da San Pellegrino in Alpe (Lucca). L’infrastruttura sicuramente più imponente è rappresentata dai sei chilometri di tornanti costruiti su muro a secco che scendono dal Passo della Tambura verso Resceto (MS). 

Nel suo insieme la Via Vandelli è l’unico cammino che ripercorre esattamente il tracciato di una vera strada progettata per essere percorsa in carrozza nel secolo dei Lumi. A piedi occorrono 7 giorni, una passeggiata non da poco ed è un peccato non farla. 

“La viabilità storica, ora in parte ancora percorribile”, spiega ancora l’esperto Dario Monti, “è ben più importante di quella moderna, con itinerari e periodi diversi in cui il passo aveva importanza militare e commerciale e dal passo transitavano materiali e vettovaglie da e per le colonie romane anche attraverso la dimenticata strada delle Cento Miglia dell’Itinerarium Antonini, direttissima militare da Parma a Lucca. 

via vandali mappa percorso
Il percorso dell Via Vandelli

Alternativa alla Via Vandelli

Particolare interessante per gli immancabili collezionisti di cammini. In alternativa al Vandelli è stato di recente riscoperto da appassionati del Cai di Reggio Emilia il Sentiero dei Ducati, un itinerario inserito all’interno del progetto “Camminare (non) stanca”, finanziato da DTE (Destinazione Turistica Emilia). La guida “Il Sentiero dei Ducati” (di Giovanni Fiori, Carlo Possa, Anna Pratissoli, Terre di Mezzo editrice, 14 pagine, 18 euro) contiene tutte le informazioni utili per mettersi in cammino. Sono 200 i chilometri da percorrere in 12 tappe dalla pianura di Reggio Emilia fino al passo del Lagastrello e attraverso i borghi dell’alta Lunigiana, per sfiorare le Apuane, scendere all’antica Luni romana e concludere il viaggio alla città fortificata di Sarzana, dove si incontrano la Via Francigena e il mar Tirreno. Qui nella bella stagione un tuffo ristoratore è d’obbligo.

Roberto Serafin

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23 Febbraio 2023
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