Metro-montagna sembra un concetto un po’ strano. Ha a che vedere con i rapporti tra montagna e città. Per approfondire questo tema abbiamo parlato con Giuseppe Dematteis, una delle voci più autorevoli sul tema, che da anni ormai insiste sulla necessità della metro-montagna.

Qui puoi ascoltare l’intervista a Giuseppe Dematteis in cui ci spiega cos’è la metro-montagna

Giuseppe Dematteis, voce autorevole sui rapporti città-montagna

Il tema del rapporto montagna-città è estremamente importante e strategico. Anche senza accorgercene, ci abbiamo a che fare tutti i giorni, ovunque viviamo in Italia e indipendentemente dal nostro interesse o meno per la montagna. Per questo motivo abbiamo voluto ascoltare una voce autorevole che da anni si prodiga a spiegare la necessità dello sviluppo della metro-montagna.

Giuseppe Dematteis è professore emerito del Politecnico di Torino. Nella sua carriera accademica ha insegnato geografia economica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino e geografia urbana e regionale presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Ha inoltre diretto il Dipartimento Interateneo Territorio del Politecnico e dell’Università di Torino ed è stato Coordinatore del dottorato in Pianificazione territoriale e mercato edilizio del Politecnico di Torino, direttore del centro EU-POLIS del Politecnico e Università di Torino, presidente del Comitato scientifico di SiTI (Sistemi territoriali per l’innovazione, Torino). Qui potete trovare tutte le sue pubblicazioni.

Come se non bastasse, ricordiamo che è socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino, membro del Comitato direttivo del Consiglio italiano per le scienze sociali, della Società Italiana degli economisti, della Società dei Territorialisti/e, della Società Geografica Italiana, della Società di Studi Geografici, della Società Italiana degli Urbanisti

Non ultimo è socio fondatore ed attuale presidente dell’Associazione Dislivelli.

Giuseppe Dematteis metro-montagna
Giuseppe Dematteis

Città e montagna: complementarietà e dipendenza

Tra città e montagna, in senso strutturale c’è complementarietà, ma nei fatti c’è dipendenza reciproca. La città ha dipendenza nei confronti dei servizi ecosistemici della montagna (ad esempio approvvigionamento idrico, fruizione dell’ambiente, risorse agricole, energetiche…).

Viceversa c’è una dipendenza della montagna per quanto riguarda i servizi e il lavoro che da origine in molti casi, specie quando la città è vicina, ad una forte pendolarità.

Nel primo caso la dipendenza è data da fatti essenzialmente naturali, mentre il tipo di dipendenza della montagna dalla città è qualcosa che sarebbe auspicabile cambiasse perché ha effetti negativi sullo sviluppo della montagna. (Nell’intervista che potete ascoltare qui sopra, Dematteis spiega bene cosa andrebbe ad esempio modificato)

La montagna ha diritto alla città

La montagna, ci ha spiegato Dematteis, ha diritto alla città. Si tratta del diritto di godere di quell’aspetto della città che va sotto il nome di “civitas”. La “civitas” è tutto ciò che riguarda i rapporti sociali e culturali tra gli abitanti, che invece, anche per la mancanza di servizi, in montagna sono spesso piuttosto rarefatti e di difficile sviluppo.

Diversamente è stata spesso esportata in montagna l’“urbs”: la città delle strutture fisiche, la città dei condomini, che diventa un’enclave montana di pezzi di città. Avviene lo sfruttamento di quello che in città manca, ma alla montagna non viene data l’opportunità della civitas.

Torino città-montagna
Torino (fonte foto Dislivelli.eu)
In apertura: Lecco (foto Klaus Dell’Orto)

Cos’è la metro-montagna?

Il concetto di metro-montagna ha a che vedere con il campo di relazioni che si instaurano e che si possono instaurare tra un territorio montano e uno metropolitano. Si parla di sistema metro-montano perché coinvolge la montagna, le città più vicine e attraverso loro la metropoli.

I territori coinvolti non coincidono necessariamente con quelli istituzionali, ad esempio, delle città-metropolitane. In alcuni casi le città metropolitane possono comunque esserne la base, come Torino, ma in altri vanno ben oltre. Ad esempio la città metropolitana di Milano che è l’unica (assieme a Venezia) in Italia a non avere territori montani all’interno dei suoi confini amministrativi, ha in realtà molti rapporti con i territori montani della Lombardia e non solo. Non bisogna quindi sovrapporre le città metropolitana al concetto di metro-montagna: quest’ultima è un sistema di relazioni già esistente in parte e che potrebbe essere potenziato e rafforzato. Un territorio metro-montano, infatti, più che qualcosa che già esiste è una costruzione da realizzare, anche al di là delle circoscrizioni amministrative: un territorio in cui andrebbero esaltate e supportate quelle relazioni proficue sia per la città che per la montagna. La metro-montagna è da pensare come uno spazio di relazioni: alcune delle relazioni in essere sono utilizzabili per costruire questo territorio e in parte sono invece da modificare.

Milano metro-montagna
Milano

Come iniziare a costruire la metro-montagna

I primi passi per creare questo spazio di relazioni andrebbero fatti non attraverso imposizioni legislative, ma attraverso forme di cooperazioni che si sviluppano volontariamente tra città e territori montani di riferimento, nel momento in cui si rendono conto della possibilità di costruire rapporti vantaggiosi per entrambe.

Per fare degli esempi concreti, si potrebbe partire anche da cose semplici come la filiera del cibo, la quale filiera potrebbe tra l’altro essere uttilizzata per il food planning delle città (qui un approfondimento per capire cos’è l’urban food planning).

Altro esempio. Le amministrazioni pubbliche della città che hanno una capacità tecnico-gestionale superiore a quelle dei Comuni montani o delle Unioni montane, potrebbero sviluppare forme di collaborazione per implementare una pianificazione strategica della montagna che sarebbe utile alle terre alte e alle aree interne, ma risulterebbe vantaggiosa anche per la città.

Si potrebbe in oltre, come passo successivo, ricorrere a degli strumenti pattizzi, cioè strumenti che regolino i rapporti città-montagna in forma giuridica, sulla tipologia dei contratti di fiume.

In conclusione è indispensabile uscire da vecchi schemi, che non hanno mai funzionato, ma che ora sono più che mai superati. Schemi che ci fanno pensare ad un territorio chiuso in compartimenti stagni. Non è così e lo abbiamo visto: uno sviluppo positivo e sostenibile nel tempo sia per la montagna che per la città, deve necessariamente passare attraverso questa consapevolezza e alla creazione di un sistema metro-montano.

I patti città-montagna

Il N. 111 GIUGNO-LUGLIO 2021 di Dislivelli.eu in uscita tratterà il tema con molti articoli di approfondimento. Troverete qui il link e la presentazione non appena (a giorni) sarà pubblicato.

Se lo si desidera è possibile ricevere via e-mail i prossimi numeri del bimestrale dell’Associazione Dislivelli.

30 Giugno 2021
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RUBRICA A CURA DI:
Associazione Dislivelli

L’Associazione Dislivelli è nata nel 2009 a Torino, dall’incontro di ricercatori universitari e giornalisti specializzati nel campo delle Alpi e della montagna, allo scopo di favorire l’incontro e la collaborazione di competenze multidisciplinari diverse nell’attività di studio, documentazione e ricerca, ma anche di formazione e informazione sulle terre alte.

 

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