Concluse le campagne glaciologiche sui diversi ghiacciai alpini, iniziano ad arrivare i primi dati ufficiali. È stata un’annata di nuovo estremamente pesante per tutti i ghiacciai delle Alpi. Più di tutti rende l’idea della tragicità della situazione il dato diffuso dai glaciologi elvetici: un quinto del ghiaccio svizzero è fuso negli ultimi cinque anni. Con Daniele Cat Berro della Società Meteorologica Italiana abbiamo commentato i primi dati dei bilanci di massa 2026.

Ascolta il podcast con Daniele Cat Berro (puoi selezionare i capitoli)

2026 altro anno di bilanci fortemente negativi su tutte le Alpi

Si sono da poco concluse le campagne glaciologiche e iniziano ad arrivare i primi dati ufficiali sullo stato dei ghiacciai dopo la torrida stagione estiva. Non che si aspettassero notizie positive, ma i dati sono davvero impressionanti. È stata un’annata di nuovo estremamente pesante per tutti i ghiacciai delle Alpi da ovest a est. Solo nel 2022 andò peggio di quest’anno nell’insieme dell’arco alpino, perché in quell’anno c’era un po’ meno neve in primavera. Per quanto ce ne fosse poca anche quest’anno soprattutto sulle Alpi centro-orientali. Neve che comunque anche quest’anno è fusa in anticipo di un mese rispetto a quello che dovrebbe essere la norma.

I glaciologi svizzeri segnalano che non è andata peggio del 2022 anche grazie al fatto che quest’anno c’era meno polvere sahariana sulla neve. La presenza di polvere, che dal Sahara viene trasportata dalle correnti atmosferiche e si deposita sui ghiacciai, può accelerare la fusione del manto nevoso perché ne altera l’albedo. Infatti la neve più sporca e quindi più scura assorbe più radiazione solare accelerandone la fusione. Altro elemento che ha giocato a favore della relativa minor fusione è stato qualche episodio in più di nebbia. Comunque sono sottigliezze queste: il bilancio, inutile girarci attorno, è stato ugualmente un disastro.

Molti dati sono ancora in elaborazione, però possiamo dire che su moltissimi ghiacciai le perdite di spessore di ghiaccio sono state comprese tra 3 e 4 m.

Il rapporto dei glaciologi svizzeri

Sono proprio i glaciologi svizzeri a comunicare il dato forse di maggior impatto. Il primo ottobre, con la tradizionale puntualità svizzera, è uscito anche il rapporto di sintesi sui ghiacciai svizzeri nel 2026. Emerge ovviamente un anno estremamente negativo che ha visto perdere oltre il 5% del volume di ghiaccio presente in Svizzere e parliamo del paese più glacializzato delle Alpi. Moltissimi ghiacciai hanno perso più di 3 m di spessore, peraltro anche alle rocce più elevate.

Già questo è un dato orribile, ma il dato veramente sbalorditivo e che circa il 20% del volume di ghiaccio della Svizzera se è andato tra il 2022 ed oggi. Quindi avete capito bene: 1/5 di tutto il ghiaccio della Svizzera è fuso in cinque anni. Questo valore fa tremare le gambe perché è veramente un enormità.

260929 Ciardoney BilancioSet2026 I ghiacciai svizzeri hanno perso il 20% del volume in 5 anni (e il resto delle Alpi non sta meglio)
Ghiacciaio Ciardoney durante la campagna glaciologica appena conclusa (nimbus.it)
In apertura: Glaciologi sul ghiacciaio Findel. Il ghiaccio intorno al Cervino continua a ritirarsi in modo drammatico e la zona antistante il ghiacciaio, con i suoi laghi e ghiaioni, si sta espandendo. (ph Matthias Huss)

Ghiacciaio Ciardoney

Sul Gran Paradiso, al ghiacciaio del Ciardoney seguito direttamente dalla Società Meteorologica Italiana, il bilancio di massa è stato di -3,17 m di acqua equivalente, quindi il ghiaccio perso è equivalente a una lama d’acqua alta più di 3 m spalmata su tutto il ghiacciaio. Anche questo è un dato impressionante, superato solo dal 2022 e simile solo ai casi del 1998 e del del 2003.

Si teme che al perdurare delle condizioni attuali entro 10-15 anni il monitoraggio con il bilancio di massa terminerà perché sarà ormai così piccolo che, come già capitato per altri ghiacciai, le misure non saranno più significative. Inoltre il ghiacciaio tenderà sempre di più a ricoprirsi di detriti rocciosi franati dalle pareti intorno, quindi le condizioni diventeranno davvero difficili.

Questo al perdurare delle condizioni attuali, senza immaginare un ulteriore aumento delle temperature che purtroppo sappiamo che è probabile.

Gli altri ghiacciai italiani

Analoga la situazione per le Alpi Centrali, rilevata dai primissimi dati dell Servizio Glaciologico Lombardo, sempre molto organizzato e attivo nelle misure glaciologiche e anche tempestivo nella comunicazione dei risultati.

Comunque a breve avremo il quadro generale, con i dati di tutte le campagne, pubblicato dalla Fondazione Glaciologica Italiana.

Quella che rimane è una sensazione desolante

Camminando in alta montagna si avverte davvero questa sensazione di sfacelo dove si vedono dei ghiacciai completamente anneriti, battuti dalle frane e umiliati da questa estate infinita. Una situazione che per altro va anche a ad aggravare i rischi oggettivi per chi frequenta l’alta montagna.

C’è un peggio però che si può ancora evitare avendo il coraggio di prendere sul serio la crisi climatica inequivocabilmente causata da scelte e comportamenti umani.

15 Ottobre 2026
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Società Meteorologica Italiana

La Società Meteorologica Italiana è la maggiore associazione nazionale per lo studio e la divulgazione di meteorologia, climatologia e glaciologia. È un’associazione scientifica senza fini di lucro e opera su tutto il territorio nazionale conservando stretto legame con la Società Meteorologica Subalpina che ne è socio fondatore nel territorio alpino occidentale, Francia e Svizzera incluse. SMI  promuove ed incoraggia lo sviluppo e la conoscenza delle scienze dell’atmosfera in Italia. Appartiene a UniMet (Unione Meteorologia Italiana) ed all’European Meteorological Society.

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