Al “Non manifesto” per le guide alpine di Michele Comi, di cui avevamo raccontato settimana scorsa, risponde, sentendosi chiamata in causa, Oriana Pecchio della Società Italiana Medicina di Montagna. Se non prendiamo questo scambio di opinioni come una banale polemica, possiamo trovarvi in entrambe i punti di vista interessanti spunti di riflessioni su un tema oggi più che mai centrale: quello della libertà e della responsabilità individuali, messe in relazione con le indicazioni finalizzate alla sicurezza di tutti.

Qui il podcast con anche questa notizia

“Adesso, in piena pandemia, ci si torna a chiedere se almeno quassù, in alto, non sia meglio affidarsi alla responsabilità individuale. Senza delegare la nostra salvezza a protocolli interministeriali, certificazioni e linee guida, che, per quanto azzeccate, non potranno risolvere la complessità in cui ci muoviamo”. Questo si era chiesto in FB Michele Comi, guida alpina della Valmalenco, in un beffardo “Non manifesto” di cui ha dato notizia Fatti di Montagna. Bersaglio delle sue critiche erano le linee guida elaborate per il ritorno al lavoro dalle guide alpine con e senza mascherine. Un documento elaborato con il concorso della Società Italiana di medicina di Montagna. [Di questo documento avevamo già dato notizia in un precedente articolo, dove è possibile scaricarlo e leggerlo integralmente]

Era scontato che la provocazione, che tale voleva essere, non sarebbe caduta nel vuoto. A replicare a Comi in una nota pubblicata da MountCity è stata Oriana Pecchio, medico di montagna e giornalista, che si è sentita chiamata in causa per avere collaborato alle raccomandazioni della Società Italiana di Medicina di Montagna di cui fa parte. 

Oriana Pecchio 1 Guide alpine e mascherine
Oriana Pecchio.
In apertura: una cordata (foto di Mirko Sotgiu)

“Pur condividendo con te l’idea che la montagna sia un luogo di libertà e che l’autoresponsabilità sia importante, anzi fondamentale, in questi anni e soprattutto in questi mesi”, scrive la dottoressa Pecchio rivolgendosi a Comi, “mi sono convinta che tuttavia sia utile dare indicazioni e raccomandazioni a chi cerchi di mettere la sicurezza sua e dei clienti al primo posto. Il rischio zero non esiste, tanto più per il Sars CoV2, ma opportune precauzioni seguite con cura e scrupolo possono limitare la diffusione del contagio, fondamentale in questo periodo pre vaccino”. 

“Ogni tanto le raccomandazioni comportamentali sono utili”, scrive ancora Oriana Pecchio, “soprattutto per chi non ha tutti gli strumenti decisionali che possono essere forniti da esperti o da chi un pochino di più ne sa rispetto alle conoscenze della guida alpina media. Nessuno pretende la perfezione, l’errore è sempre in agguato, ma resto convinta di aver fornito con i colleghi della Società Italiana di Medicina di Montagna degli strumenti di facile utilizzazione. Poi…massima libertà e spero che vada bene a tutti. Rimane il rammarico, e veramente profondo, che invece di collaborazione ci sia sempre e solo la voglia di essere contro, qualcuno o qualcosa, ma contro. Veramente rammarico profondo”, ribadisce incavolatissima la dottoressa Pecchio.

Non è tardata, sempre in MountCity, la replica di Comi. “Cara Oriana”, scrive, “ogni intelligente cautela indicata dalla scienza medica è di grande aiuto, pure per avventurarsi negli spazi aperti dell’alta montagna. Credo però, in questo momento soprattutto, che tentare di elevare l’individuo al rango di protagonista e responsabile delle proprie azioni, per noi stessi e per gli altri, sia fondamentale, oltre il proliferare di successive linee guida aggiunte a quelle esaustive della Società Italiana di Medicina di Montagna. Intanto leggo che da lunedì coiffeur e centri estetici saranno al lavoro, così come riprenderanno gli allenamenti in gruppo del calcio. Mi auguro che anche le guide possano tornare a condurre piccole cordate per creste e ghiacciai. Un saluto e arrivederci in montagna”. (Serafin)

14 Maggio 2020
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MountCity è un progetto fondato nel 2013 a Milano che si poggia sulla passione e competenza di uno staff di cittadini appassionati di montagna, all’occorrenza con il sostegno di associazioni di volontariato. La piattaforma è aperta a chiunque si offra di collaborare con la dovuta esperienza sui temi abitualmente trattati con un’attenzione particolare rivolta all’attualità della montagna e dell’outdoor.

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