Nella rassegna di questa settimana si passa dal’Alto Garda dove si cercano Rangers per la manutenzione delle infrastrutture outdoor alla Carnia dove Paularo diventa Villaggio degli Alpinisti. Infine parliamo di freddo e di giorni della merla.

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In questa rassegna leggi anche:

Alberto Angela e il Nivolet “incontaminato” 

Gli angeli custodi dell’outdoor

garda trentino bike 1 copia Garda Renger - Paularo Villaggio degli Alpinisti - Il buon freddo della merla

A proposito di luoghi incontaminati, non si può dire che lo sia l’affollatissimo Alto Garda assediato da turisti di ogni parte del mondo. Però qualcosa si può fare per mantenere intatto l’incanto che suscita. Giunge perciò a proposito un recente bando. Riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria dei sentieri, degli itinerari  per le mountain bike, delle falesie, delle vie ferrate e delle infrastrutture che rientrano nell’ambito dell’Outdoor Park gestito dall’Apt. Tale bando è stato indetto da Garda Dolomiti S.p.A. – “Stay Young”. L’intento è quello di creare una squadra di Garda Ranger che si  dedicheranno alla cura del patrimonio outdoor del territorio. La squadra dei Garda Ranger prescelta sarà impegnata a visionare almeno due volte all’anno l’intera rete sentieristica e MTB del territorio per verificare le condizioni di percorribilità e della segnaletica, provvedendo ai lavori di pulizia del fondo, taglio della vegetazione, pulizia delle canalette, piccole sistemazioni e cosette del genere.

A chi è interessato al bando va segnalato che il termine ultimo per presentare la candidatura è fissato per venerdì 28 gennaio 2022 entro e non oltre le ore 12.

Paularo in Carnia è il sesto villaggio degli alpinisti

Paularo copia Garda Renger - Paularo Villaggio degli Alpinisti - Il buon freddo della merla

Una delle buone notizie con cui si è aperto il 2022 riguarda i Villaggi degli Alpinisti (VDA) che ora salgono a sei. Dopo la Val di Zoldo (Dolomiti bellunesi), Mazia e Longiarù (Alto Adige), Triora (Liguria) e Balme (Piemonte), a questa famiglia di località alpine immerse nella natura, prive di strutture impattanti e caratterizzate dal permanere di tradizioni mantenute vive dalla popolazione, si aggiunge Paularo.  Il territorio del comune si trova in Carnia orientale, in una valle denominata Valle d’Incarojo o Val Chiarsò o Valle di Paularo, compresa tra i 400 e i 2.199 metri. La vallata è stata ammessa a questo circuito internazionale, di cui al momento fanno parte 36 località tra Austria, Italia, Slovenia, Svizzera e Germania, con un occhio di riguardo alle strategie e alle possibilità di crescita futura incentivando forme di turismo sempre più rispettose dell’ambiente e promuovendo una frequentazione della montagna responsabile e attenta.

Va ribadito che i VDA, che nascono da un progetto del Club alpino austriaco a cui oggi partecipa anche il Club alpino italiano, sono piccole località montane che sono riuscite a conservare le loro meraviglie naturali e culturali e intendono impegnarsi in maniera consapevole per un futuro sostenibile.

“Grazie a chi ha offerto questa occasione alla nostra comunità e a chi ha lavorato affinché fossero riconosciute le qualità di Paularo”, ha detto il sindaco di Paularo Marco Clama. “Un ringraziamento va al Cai e in particolare alla Sezione di Ravascletto, che due anni fa aveva proposto all’amministrazione questo importante percorso. Importante il supporto dell’Università di Udine, che ha collaborato con il Comune e la Sezione Cai nell’iter progettuale. Il riconoscimento del marchio rappresenta una prova delle ottime qualità naturali, paesaggistiche, culturali e alpinistiche di Paularo che attraverso boschi, malghe, pascoli e sentieri offre ai visitatori scorci e itinerari unici”.

Verranno i giorni della merla? 

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Come certo saprai, caro Luca, nella tradizione popolare del mondo contadino i ”giorni della merla” sono gli ultimi tre di gennaio. Dovrebbero essere i giorni più freddi dell’anno. Le giornate impercettibil­mente si allungano e l’inverno è alle spalle. E arriva il carnevale. “Da bambini”, ricorda l’amico Paolo Crosa Lenz nel suo giornalino “Lepontica” di gennaio, andavamo a scuola im­bacuccati in maglie e guanti di lana filati da mamme e nonne. Cantava­mo: ‘Merla, merlascia…stria, striascia’ (merla, merlaccia … strega, stregaccia). Un mantra per combattere il freddo”.

“Un freddo”, aggiunge Crosa Lenz, “che non è detto sia ancora quello di una volta. 

I vecchi raccontano che quando è fred­do per i giorni della merla, la primave­ra sarà tiepida e precoce. Se fa caldo, arriverà in ritardo. Oggi la scienza e i cambiamenti clima­tici ci obbligano a pensare al freddo come a un ricordo, alla neve in pia­nura come memoria. Gli eventi meteorologici estremi, pos­sibili e che ci coglieranno sempre più alla sprovvista, ci ricorderanno di quanto, tutto sommato, fosse buono il freddo”.

E con questo elogio del “buon freddo” di cui parla Crosa Lenz vi saluto con la consueta simpatia ringraziandovi per avermi letto fin qui. Alla prossima!

Roberto Serafin

13 Gennaio 2022
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