Serafin, un po’ scherzosamente, un po’ seriamente ci propone 20 condizioni (più una sbadatamente non inclusa) perché una persona “giovane dentro” come lui possa decidere di trasferirsi dalla città in montagna.

Andare a vivere in montagna… da non più giovane
In Fatti di Montagna se ne è parlato spesso del dell'”andare a vivere in montagna”. Ultima occasione cronologicamente parlando è stata una chiacchierata con il sociologo Andrea Membretti: partendo dal suo “Diventare montanari” (ed. People) si cercava di capire chi sono le persone che scelgono di spostare tutta o buona parte della propria vita in montagna. Interessante è capire cosa spinge, specie i più, giovani a pensare un proprio progetto di vita in montagna.
Ma per i diversamente giovani, quali potrebbero essere le condizioni indispensabili per decidere di vivere in montagna? Una nostra lettrice che vive a Milano suggerisce un particolare di grande interesse: avere amici e parenti nelle vicinanze “in modo da non sentirsi fuori dal proprio mondo affettivo, che come sappiamo ognuno di noi costruisce piano piano nel corso del tempo”.
E voi, cari amici cittadini e amiche cittadine diversamente giovani, a quali condizioni potreste trasferirvi tra i monti? Nel compilare questo prontuario sulle condizioni auspicabili per vivere in montagna è stata colpevolmente dimenticata la SADAE, ovvero la Sindrome di Attenzione Deficitaria Attivata dall’Età. Si manifesta con una serie di sbadataggini. Forse a chi si candida alla vita in montagna non è mai successo, ma non è detto che non possa succedere prima di quanto si crede. Se non fosse così il Soccorso alpino non sarebbe oberato dalle richieste di ricerche nei boschi di anziani dispersi, in particolare nella stagione dei funghi. I vecchi fungaioli si lasciano infatti portare dall’entusiasmo e avanzano come diesel nei boschi finché non viene notte. Invano i cani molecolari vanno alla loro ricerca. La SADAE colpisce anche di notte…
20 condizioni per trasferirsi dalla città in montagna per diversamente giovani
- Avere dimestichezza con la montagna fin da ragazzi, averla frequentata camminando, scalando, sciando.
- Raggiungere la terza età con meno acciacchi possibili..
- Non superare quota mille.
- Poter contare su un ambulatorio a breve distanza o su un medico in grado di visitare a domicilio.
- Godere di buona vista e discreto udito eventualmente corretti da dispositivi.
- Guidare con sicurezza l’auto, ovviamente provvisti di patente.
- Disporre di una discreta pensione.
- Obbligatoria è una vocazione a socializzare.
- Obbligatorio è anche disporre di una casa ben riscaldata, meglio se dotata di caminetto.
- Almeno una camera confortevole sia riservata agli ospiti.
- Opportuno coltivare un fertile orticello.
- Disporre di: smartphone, computer, televisione, lettore Cd
- Essere abbonati a un quotidiano on line.
- Saper giocare a carte o a scacchi.
- Un frequentato bar ristorante deve risultare aperto nelle vicinanze.
- Un campo di bocce è l’ideale per fare amicizia e trascorrere il tempo.
- Facili sentieri nei dintorni che si prestino a percorrere in ogni stagione
- Alimentari e generi di conforto devono risultare disponibili a domicilio.
- Ovviamente si richiede che siano disponibili anche servizi pubblici adeguati (treni, autobus extraurbani, ecc,)
- Se ci si annoia no problem: tornate pure in città
Roberto Serafin
RUBRICA A CURA DI:
MountCity è un progetto fondato nel 2013 a Milano che si poggia sulla passione e competenza di uno staff di cittadini appassionati di montagna, all’occorrenza con il sostegno di associazioni di volontariato. La piattaforma, grazie alla competenza e professionalità di Roberto Serafin che l’ha curata per 10 anni, è stata punto di riferimento sull’attualità della montagna e dell’outdoor con migliaia di articoli pubblicati. Ora lo spirito di MountCity vive ancora dentro questa rubrica.
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