Daniele Matterazzo tenterà la vetta dell’Ojos del Salado: un’impresa alpinistica per una nuova raccolta fondi e per abbattere i pregiudizi sulla disabilità

La raccolta fondi per la Cooperativa Sociale Magnolia
L’amico di Fatti di Montagna, Daniele Matterazzo sta per partire per un’altra avventura. Abbiamo avuto modo già di conoscerlo in occasione di sue passate imprese come ad esempio la traversata dell’Islanda o la Polar Route in Groenlandia sempre con il fine di raccogliere fondi per progetti sociali.
L’obiettivo questa volta è una raccolta fondi a favore della Cooperativa Sociale Magnolia di Piove di Sacco (PD), ente no profit che opera nella provincia di Padova gestendo servizi diurni e residenziali per persone adulte con disabilità fisiche, cognitive e psico-sensoriali.
I fondi raccolti aiuteranno ad ampliare l’impegno della cooperativa non solo nell’erogazione dei servizi, ma anche nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, contribuendo a superare pregiudizi e stereotipi ancora presenti nell’immaginario collettivo legati alla disabilità.

Daniele Matterazzo
Originario della provincia di Padova, nel 2005, a soli 15 anni, rimane vittima di un grave incidente stradale in motorino che gli ha causato una severa disabilità fisica, compromettendo in modo permanente l’uso dell’arto superiore sinistro e mettendo a rischio la sua amputazione.
Dopo anni difficili, è attraverso lunghe traversate a piedi che ritrova il coraggio di rimettersi in gioco e, a distanza di 15 anni dall’incidente, decide di trasformare la propria esperienza in un messaggio di resilienza e inclusione.
Dal 2020 Daniele realizza, ogni anno, progetti sportivi sempre più ambiziosi, affrontati quasi sempre in solitaria e in totale autosufficienza, trasformando lo sforzo fisico e la passione per l’avventura in strumenti di sensibilizzazione e raccolta fondi a favore di temi per lui fondamentali come disabilità, inclusione sociale e pediatria.
Negli ultimi anni ha attraversato territori selvaggi e remoti come la Lapponia svedese, l’Islanda, l’Irlanda e la Groenlandia. Accanto alle grandi traversate a piedi, non sono mancati cicloviaggi e contesti sportivi competitivi, tra cui la recente partecipazione all’Ironman 70.3 di Cervia 2025, gareggiando volutamente con atleti normodotati per sostenere il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Padova.
Daniele Matterazzo tenta la salita dell’Ojos del Salado
Cosa è venuto in mente per sostenere questa causa a Daniele? Niente meno che provare a raggiungere la vetta dell’Ojos del Salado!
L’Ojos del Salado (6893 m) è la montagna più alta del Cile e il vulcano attivo più alto del mondosi trova al confine tra Cile e Argentina, nella regione cilena di Atacama, uno dei territori più suggestivi al mondo dal punto di vista naturalistico, caratterizzato da deserti d’alta quota, montagne innevate, cactus e lagune popolate da fenicotteri rosa.
Daniele partirà l’1 febbraio e per affrontare l’ascensione finale, dovrà seguire un percorso di acclimatamento che prevede due salite preliminari: Los 7 Hermanos (4.950 metri) e il Vulcano San Francisco (6.100 metri)
Dopodiché in presenza di condizioni meteo favorevoli, tenterà la vetta dell’Ojos del Salado.
Una volta raggiunta la cima, Matterazzo dispiegherà la bandiera del Disability Pride, simbolo di giustizia, uguaglianza e fratellanza. La bandiera, caratterizzata da uno sfondo nero attraversato da una banda diagonale multicolore, rappresenta le diverse forme di disabilità: rosso per le disabilità fisiche, giallo per la neurodiversità, bianco per le disabilità invisibili, blu per le disabilità mentali e verde per le disabilità sensoriali.

L’intera avventura potrà essere seguita attraverso aggiornamenti sui canali social ufficiali, in particolare sulla pagina Instagram: @daniele_matterazzo
Questo è il link per sostenere il progetto e contribuire alla raccolta fondi.
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Sono colui che tiene le fila di quest’intreccio di idee, contenuti e competenze che è Fatti di Montagna. In un certo senso, essendone l’ideatore potrei anche definirmi come primo (cronologicamente parlando) partner. Ci tengo che si capisca che Fatti di Montagna non è il mio blog, ma uno strumento che serve per raccontare la montagna.
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