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I miei luoghi del cuore sono tre valli del Monte Rosa, la Valsesia, la Valle del Lys e la Val d’Ayas, e spesso cammino tra una e l’altra fermandomi a dormire nei rifugi. Mi piacciono i passi che mettono in comunicazione una valle con l’altra, gli antichi villaggi walser che raccontano la vita di quegli antichi montanari, i tanti laghi e laghetti che si incontrano da queste parti, gli alpeggi d’alta quota che ancora oggi vengono utilizzati.

2014 09 01 11.53.37 9# Valli d’Ayas, Lys e Sesia: viaggio tra passi, laghi e Walser
Il laghi sotto al colle Palasina
In apertura: Il vallone che scende verso Mascognaz dal Colle Palasina
(foto L. Serenthà)

Partendo da casa mia a Estoul, in Val d’Ayas, un bel giro potrebbe essere questo:

Giorno 1: Estoul – Colle Palasina – Mascognaz – Crest con pernottamento al Rifugio Vieux Crest

Sul lato di Estoul, la salita al colle Palasina è un susseguirsi di alpeggi, pascoli assolati e laghetti alpini. Mascognaz è un villaggio walser perfettamente ristrutturato, così come il Crest che si raggiunge dopo una traversata nel bosco.

Giorno 2: Crest – Colle del Pinter (ascensione alla Testa Grigia) – discesa ad Alpenzu con pernottamento al Rifugio Alpenzu.

Il Colle del Pinter è uno dei passi principali tra la Val d’Ayas e la Valle del Lys. Sotto il colle, i due laghi omonimi offrono l’occasione per una sosta. Alpenzu, dalla parte di Gressoney, è un altro villaggio walser.

Giorno 3: Alpenzu – Gressoney St. Jean – frazione di Valdobbia – salita al Colle Valdobbia e pernottamento all’Ospizio Sottile.

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I laghi Pinter appena sotto l’omonimo colle (foto L. Serenthà)

Se un paese, in questo giro, vale la pena di essere visitato, è senz’altro quello di Gressoney St. Jean. Sul colle sorge uno dei più antichi rifugi delle Alpi, l’Ospizio Sottile, costruito all’inizio dell’Ottocento per dare riparo agli emigranti che dal Piemonte partivano verso la Francia e la Svizzera.

Giorno 4: Colle Valdobbia – Val Vogna – Passo del Maccagno – Niel e pernottamento alla Gruba.

La Val Vogna è forse la più bella vallata dei walser, tutta punteggiata dai loro antichi villaggi.

Giorno 5: Niel – Gaby – Gressoney St. Jean – col Ranzola – Estoul.

Suggerisco la variante che dalla frazione di Pont Trenta sale al passo di Frudière, incontra i due omonimi, splendidi laghi (incidentalmente sono i luoghi del mio romanzo “Le otto montagne”), risale al passo della Garda e scende a Estoul per la strada del col Ranzola.

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Il più grande dei due laghi Frudière (foto L. Serenthà)

LEGGI IL TESTO COMPLETO DELL’ANELLO D’AUTORE DI PAOLO COGNETTI

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L’autore

Cognetti Paolo 9# Valli d’Ayas, Lys e Sesia: viaggio tra passi, laghi e Walser

Paolo Cognetti (1978) vive tra Milano, sua città natale, e la baita a Estoul dove, montanaro per scelta, risiede buona parte dell’anno. Qui ha scritto e pubblicato nel 2013 Il ragazzo selvatico (ed. Terre di mezzo). Ha esordito come narratore nel 2003 dopo essere stato autore anche di alcuni documentari. Tra gli altri titoli pubblica nel 2012, per Minimum fax, Sofia veste sempre di nero.
Con Le otto Montagne (Einaudi) vince il Premio Strega nel 2017 e si fa meritatamente conoscere al grande pubblico. Il romanzo è stato tradotto in 37 lingue.
Dal 2017 organizza con l’associazione Gli Urogalli “Il richiamo della Foresta”, festival di arte, libri e musica in montagna (nel 2020 ovviamente il Festival si prende una pausa).
Per i suoi 40 anni decide di tornare in Himalaya, percorrendo la regione del Dolpo e portando con sé taccuino e penna. Durante questo viaggio a piedi scrive Senza mai arrivare in cima – Viaggio in Himalaya (Einaudi, 2018).
Il suo blog è paolocognetti.blogspot.com

QUI TROVI LA RACCOLTA DI TUTTI I FATTI AD ANELLO PUBBLICATI

15 Luglio 2020
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MountCity

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