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Odle Bragles 11# Giro delle Odle: nel cuore del giardino incantato
Fioritura sotto le Odle e in apertura gruppo delle Odle (Foto di M. Sotgiu)

Il giro delle Odle permette di entrare nel cuore delle Dolomiti, a cavallo tra la val di Funes, la Badia e la Val Gardena, facendo la conoscenza dei diversi, contrastanti volti di questo giardino incantato. Si attraversano le aspre, rocciose forcelle di montagna elevandosi fino a 2600 metri di quota; si incontrano deserte valli di dolomia candida, aride benché attraversate da ruscelletti che sgorgano direttamente dalla roccia; infine si percorrono lungo il “Sentiero delle Odle” i dolci verdeggianti declivi delle malghe che si estendono ai piedi delle imponenti pareti nord della catena montuosa.

Fino a qualche anno fa capitava di vedere branchi di camosci che si rincorrevano sui ghiaioni. Una epidemia di rogna ne ha purtroppo ridotto notevolmente la presenza, ma sarete accompagnati dall’acuto fischio delle marmotte, ormai assuefatte alla presenza dell’uomo, e non vi sarà difficile individuare la sentinella che eretta sulle zampe posteriori avvisa le compagne della presenza di disturbatori.

Allo stesso tempo il suono delle campane delle mucche all’alpeggio accompagnerà la vostra camminata mentre ammirate la parete nord della Furchetta dove nel 1925 l’alpinista tedesco Emil Solleder inaugurò la stagione del sesto grado. Ospitali malghe disposte strategicamente a poco più di un’ora di cammino l’una dall’altra vi permetteranno di gustare lo speck, knoedel e il Keiserschmarren, una sorta di crèpe condita con marmellata di mirtilli rossi. È una camminata dolce, senza grandi dislivelli, quella finale.

È consigliabile prevedere di fare il giro in due giorni, fermandovi a dormire al Rifugio Firenze, per apprezzare la varietà dei luoghi, godere di brevi riposi in angoli ogni volta diversi e soprattutto non tornare a casa distrutti dalla fatica.

Primo giorno : 1000 metri di dislivello, 5-6 ore.

ll giro comincia in valle di Funes, che si raggiunge abbandonando l’autostrada al casello di Chiusa, prima uscita dopo Bolzano. […]

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Malga Iman, Val Gardena, Naturpark Puez-Geisler, Alto Adige (foto M. Sotgiu)

Proseguite attraversando poco più su la carrozzabile che porta al rifugio Genova e imboccate nuovamente un sentiero diretto alla Forcella della Croce (Kreuzjoch m. 2293) che si affaccia, sull’altro versante, sulla valle di Longiarù, una laterale della val Badia. Attraversata la forcella, se scendete verso sinistra di qualche metro, potrete bere latte fresco e mangiare lo strudel alla panoramica malga Medalghes.[…]

Visto che dalla forcella in due orette siete al rifugio Firenze, se avete ancora abbondanti energie potete risalire la valletta fino a raggiungere, per ghiaino e facili roccette la vetta dell’Odla di Valdussa dalla quale si ammira un aereo panorama sulla valle di Funes. Altrimenti attraversate la valle seguendo il sentiero 13a che con qualche passaggio un po’ esposto, ma dotato di una rassicurante corda d’acciaio e ripide serpentine, vi porta sulle ampie distese dei prati che attraverserete per raggiungere il rifugio Firenze (m.2037), dove avrete avuto cura di riservare un letto.

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Sass Rigais, Odle, Naturpark Puez-Geisler, Alto Adige (foto M. Sotgiu)

Secondo giorno: dislivello 600 metri di salita, 1000 di discesa. 5-6 ore.

Conviene partire presto al mattino dal rifugio Firenze, per non fare la salita alla forcella Pana (m.2447) sudando sotto un sole cocente, ma anche per cercare l’occasione di vedere i caprioli che pascolano poco distanti dal rifugio prima che la funivia del Col Raiser riversi sui sentieri torme di villeggianti. […]

Più avanti incontrerete un piccolo incrocio che indica la discesa verso la valle di Funes. Voi dovrete proseguire restando in quota, ma vale la pena andare a gustare la più buona acqua della valle (Fontana Bianca, Weissbrunnen) direttamente alla sorgente che si trova pochi metri più sotto, all’inizio della discesa.

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Odle, Sas Rigais, versante Nord, Odle (foto M. Sotgiu)

Una volta dissetati proseguite il percorso che vi ha portati ad attraversare un bosco di pini mughi e sbucate in una radura sassosa dove comincia la salita con una breve deviazione verso la malga Casnago (Gschnagenhardt m. 1996). Vale la pena andarvi. È il luogo che Messner ama di più, per la bellezza dell’ambiente e perché vi passava le estati da ragazzino. […]

Al Rifugio delle Odle, una bella costruzione in legno, potrete gustare un piatto speciale, la minestra di formaggio grigio, alla più raccolta malga Casnago, la prima che incontrate, è d’obbligo l’assaggio del Kaiserschmarren. […]

Siamo ormai alla fine dell’itinerario, bisogna seguire le frecce che indicano malga Zannes, dove avete lasciato l’auto. Prima di abbandonare la valle, se non avete fretta, fermatevi a bere un bicchiere di vino bianco accostato a un assaggio di speck alla malga Schwaige: dalle panchine esterne potrete avere l’ultimo colpo d’occhio sulle Odle che al tramonto si tingono di rosso.

LEGGI IL TESTO COMPLETO D’AUTORE DI LIVIO SPOSITO

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L’autore

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Livio Sposito nato a Trieste nel 1941, operatore cinematografico per i Tg fino al 1966, giornalista all’Alto Adige fino al 1971, poi 15 anni al Corriere della Sera (caporedattore), tra i fondatori di Italia Oggi, 15 anni al Sole 24 ore (caporedattore centrale). E’ autore di tre libri: “Il mondo dall’alto” vincitore del premio Bancarella sport, racconta la storia della prima scalata al Cervino “Mal d’avventura” biografia di Mario Appelius, globe trotter ante-litteram, giornalista, scrittore, propagandista del regime fascista nell’ultima guerra mondiale, “Paul Grohmann” biografia del pioniere delle Dolomiti. Appassionato di montagna, ha scalato il MacKinley in Alaska e il Mustag Ata in Cina, oltre a numerose salite sulle cime dolomitiche e sulle Alpi Occidentali.

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29 Luglio 2020
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