Serafin ci dona alcuni suoi splendidi scatti dell’ora del tramonto e dell’alba da Milano in cui le montagne ci ricordano la loro esistenza non lontana dalla metropoli apparendo sull’orizzonte infiammato. Se ci pensate bene è un modo poetico per renderci conto che montagna e città non sono separate. Se anche voi avete scatti di “tra-monti (o albe) dalla città” , e volete mandarceli, li pubblicheremo volentieri.

Tramonto settembre 2024 Tra-monti dalla città
Tramonto settembre 2024 (ph. R. Serafin)

I tramonti spettacolari da Milano

“Ognuno ha il suo raggio di sole” cantava il Quartetto Cetra quando Garinei, Giovannini e Kramer composero questa canzone e Renato Rascel la intonò sulle scene. Ricordo che folle da tutto esaurito ascoltavano il piccoletto nella platea del Nuovo dove l’appuntamento con il minuscolo attore romano era tra i più ambiti della stagione teatrale. 

Ebbene, canzonette a parte, c’è chi a Milano ha la fortuna di ricevere saltuariamente il suo raggio di sole al tramonto e magari per sovrapprezzo uno spicchio di cielo, un quarto di luna e il profilarsi sullo sfondo del Monte Rosa in tutto il suo splendore. Personalmente risiedo ai piani alti e sono tra quei privilegiati. Milano la ricordo da giovane come un teatro immenso, ricchissimo di spunti. Oggi non è più così anche se la metropoli conserva un discreto rapporto con la natura. Lo dimostrano il Bosco in Città lanciato verso il cielo, la piazza del Duomo ornata di palmizi e ora di verdi alberelli, le affollate distese del Parco Sempione dei Giardini Pubblici e, appena fuori, il Parco di Trenno un tempo campo d’aviazione per i velivoli militari della Grande Guerra. 

Tramonto con Rosa copia Tra-monti dalla città
Qui e in apertura tramonto con Monte Rosa da Milano (ph. R. Serafin)

A mio avviso dunque Milano vanta, quando il cielo è bello, tramonti spettacolari. Tali da fare invidia alle rinomate “enrosadire” delle Dolomiti. Dura però pochi istanti questo calare del sole. Anche per questo suo concedersi a fatica, quasi con degnazione, l’ultimo raggio sollecita i milanesi (quorum ego) a immortalarlo con una reflex. Oppure, meglio ancora, con il cellulare. Uno strumento che non richiede particolari accorgimenti.  

Monte Rosa allalba dietro a San Siro Tra-monti dalla città
Monte Rosa all’alba dietro San Siro (ph. R. Serafin)

Quando la sera il sole dà spettacolo talvolta la città si trasforma in palcoscenico e la natura sembra riprendersi la città. Al centro della skyline spunta immancabile come si è detto la sagoma del Monte Rosa. Che favola. Sembra di trovarsi davanti una balena arenata su una spiaggia sterminata. È affiancata dalle montagne del Vallese che sono più lontane rispetto a Milano e perciò sembrano più bassotte con le silhouettes ritagliate nel cielo rosso fuoco.

Verso il Rosa e i Mischabel Tra-monti dalla città
Verso il Rosa e il Mischabel (ph. R. Serafin)

No, non esiste un tramonto uguale all’altro. Dipende dalla temperatura, dal vento, dalla stagione. Potremmo vivere sette vite e non rivederlo mai più uguale. “Laddove mi trovo”, osserva lo scrittore e sociologo francese Edgar Morin, “è possibile vedere in faccia il sole che tramonta. Uno schermo di bruma mi impedisce di esserne accecato; è come una luna, più intensamente luminosa, lunare e solare al tempo stesso”.  

Tre torri al tramonto copia Tra-monti dalla città
Tre torri al tramonto (Ph. R. Serafin)

Secondo uno studio condotto dal Washington Post sembra, per concludere, che ammirare i tramonti sia una di quelle piacevoli “attività” che permettono di ridurre lo stress. È una terapia che non costa niente. È sufficiente che le componenti blu e verde dell’atmosfera vengano rimosse quasi completamente dalle gocce d’acqua in dispersione. Solo così si rendono visibili le tonalità arancioni e rosse della lunghezza d’onda più lunga e occorre essere lesti per inquadrarle e fotografarle.

Roberto Serafin

9 Ottobre 2024
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