I temporali estivi sono uno dei fenomeni atmosferici più classici con cui i frequentatori della montagna si trovano ad avere a che fare. Capiamo perché sono poco prevedibili e a cosa dobbiamo prestare attenzione per non trovarci nel posto sbagliato al momento sbagliato.

In questa puntata del podcast Daniele Cat Berro ci fa conoscere meglio il temporale e le nuvole da cui si genera

Perché il temporale estivo è poco prevedibile?

Il temporale per sua natura è poco prevedibile: può esserlo più o meno a seconda delle situazioni da cui si sviluppa, ma essendo un fenomeno di portata locale rimane difficile prevedere con precisione i dettagli di spazio e tempo.

I temporali frontali o prefrontali, che si formano in corrispondenza di una perturbazione vera e propria, sono quelli più prevedibili in quanto fanno parte di un sistema meteorologico anche molto esteso. Possono essere una serie di celle allineate che vanno a formare una linea temporalesca che avanza.

I temporali più difficili da prevedere sono quelli a sviluppo locale, i cosiddetti temporali di calore, che possono generarsi anche in condizioni di tempo anticiclonico (bel tempo). Si sviluppano solitamente al termine di giornate estive molto calde: frequentemente già al pomeriggio in montagna e la sera nelle pianure adiacenti. Questi temporali innescandosi localmente non possono essere previsti con indicazione di luogo e ora. A volte in condizioni di caldo intenso basta davvero poco, come uno sbuffo d’aria più fresca in quota o una particolare convergenza di brezze sui versanti, per rompere la stabilità atmosferica e innescare un temporale in un contesto altrimenti sereno.

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Cumulus Congestus, cumulo che ha già iniziato il suo sviluppo verticale andato a sembrare panna montata (foto tratta dll’Atlante delle nuvole a cura della Società Meteorologica Italiana – Sezione Liguria)

I cumulonembi, le nuvole dei temporali

Le particolari nubi che generano i temporali sono i cumulonembi: sono le nuvole più imponenti, e per certi versi affascinanti, che si possano formare. Spettacolari, ma anche pericolose per escursionisti e alpinisti. Iniziano a formarsi a partire dal piccolo cumulo, che sono quei batuffoli nuvolosi che vediamo svilupparsi sulle creste al mattino o ad orari diversi a seconda di quanto è umida e instabile l’atmosfera.

Con il passare delle ore si sviluppano in maniera verticale, alimentati dall’apporto di aria caldo-umida trasportata dalle brezze che soffiano dal fondovalle verso la montagna: a seconda del grado di instabilità dell’atmosfera possono fermarsi senza arrivare allo stadio temporalesco oppure con atmosfera instabile o con riscaldamento molto intenso che alimenta correnti ascensionali fortissime, possono svilupparsi fino allo stadio più maturo.

I cumuli diventano molto imponenti, delle torri che assomigliano a panna montata, passando così allo stadio di cumulonembi fino alla fase più matura che è quella dalla forma ad incudine. Questa particolare forma è data alla nuvola perchè raggiunge quote elevatissime nel suo sviluppo verticale: ai limiti della troposfera (circa 13-15 mila metri di quota) si spalma, come fosse un soffitto, sul confine con la stratosfera. Questo avviene perché con la stratosfera si ha inversione termica, cioè improvvisamente l’aria anziché perdere temperatura con l’aumentare della quota, inizia a diventare più calda. La bolla d’aria calda che è salita fino a quella quota generando lo sviluppo verticale del cumulonembo, arrivata al confine della troposfera incontrando aria più calda non può piò salire.

cumulonembo temporali estivi in montagna
Cumulonimbus Incus, Cumulonembo a incudine (foto tratta dll’Atlante delle nuvole a cura della Società Meteorologica Italiana – Sezione Liguria)

L’importanza del bollettino meteorologico per non farsi sorprendere dal temporale

Come dicevamo queste formazioni nuvolose costituiscono un serio pericolo per chi si trova in montagna perché generano fenomeni molto violenti: intensità di pioggia, grandine, fulmini, colpi di vento, riduzione di visibilità. Ovviamente più si è in quota più il pericolo è maggiore: si pensi a creste, luoghi esposti a fulmini o peggio ancora sui ghiacciai dove può oltretutto diventare impossibile orientarsi.

Talora il peggioramento del tempo causato dal temporale può essere estremamente rapido, in meno di mezzora da un cielo completamente sereno si può passare ad una situazione di temporale. Sebbene l’allenamento all’osservazione di quello che accade attorno a noi sia molto importante, in certi casi può non bastare senza aver letto un buon bollettino meteorologico che possa metterci all’erta sulle possibili evoluzioni del tempo. lo avevamo già detto proponendo il meteodecalogo per interpretare e utilizzare correttamente le previsioni: avere l’abitudine a leggere i bollettini locali affina la nostra capacità di interpretazione delle situazioni.

Diventa importante fare caso al grado di affidabilità che il previsore solitamente associa al bollettino: infatti in base a quanti modelli sono concordi o meno su una determinata evoluzione per i giorni successivi, egli conosce quanto quella previsione è affidabile. Quando c’è poco accordo tra i vari modelli significa che l’atmosfera è poco prevedibile.

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Colate detritiche del 3 settembre 2011 in Val Cenischia (TO): confluenza del T. Gioglio nel T. Cenischia in cui è visibile il cospicuo apporto di materiale fangoso-detritico. (foto nimbus.it)

Un pericolo sottovalutato dei temporali improvvisi: le piene torrentizie

Un altro pericolo molto serio causato dai temporali violenti e improvvisi, a cui prestare attenzione in montagna d’estate, sono le piene torrentizie e le colate detritiche. Quando questi temporali intensi vanno ad agire su suoli detritici, quindi grande presenza di rocce sbriciolate nel suolo, questo terreno può essere mobilizzato rapidamente da scrosci d’acqua intensi dalla durata anche di pochi minuti e determinare quelle colate detritiche che capita si propaghino fino al fondovalle coinvolgendo strade, abitazioni, campeggi

Bisogna fare molta attenzione ai dintorni di questi corsi d’acqua che, a differenza dei grandi fiumi, hanno tempi di risposta molto rapidi: a seguito di un diluvio, nel giro di un quarto d’ora si potrebbe verificare la piena che invade il campeggio, che travolge l’auto che passa sul ponte o l’escursionista…

Anche quando sentiamo solo tuonare e dove siamo in quel momento non sta piovendo, può essere che pochi chilometri più a monte si stia verificando un evento meteorologico che potrebbe raggiungere con le sue conseguenza la zona dove ci troviamo, anche molto rapidamente.

Diminuire i rischi dei temporali in montagna

In conclusione. Sebbene nessuna previsione potrà mai darci ora e luogo (ancor meno con giorni d’anticipo) di un temporale a sviluppo locale, affinando la nostra sensibilità meteorologica e leggendo con attenzione i bollettini locali (vedere punto 7 del meteodecalogo) possiamo prendere le giuste precauzioni per diminuire la possibilità di trovarci nel posto sbagliato al momento sbagliato.

18 Agosto 2021
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Società Meteorologica Italiana

La Società Meteorologica Italiana è la maggiore associazione nazionale per lo studio e la divulgazione di meteorologia, climatologia e glaciologia. È un’associazione scientifica senza fini di lucro e opera su tutto il territorio nazionale conservando stretto legame con la Società Meteorologica Subalpina che ne è socio fondatore nel territorio alpino occidentale, Francia e Svizzera incluse. SMI  promuove ed incoraggia lo sviluppo e la conoscenza delle scienze dell’atmosfera in Italia. Appartiene a UniMet (Unione Meteorologia Italiana) ed all’European Meteorological Society.

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