Un’azienda svizzera annuncia la nascita dell’E-Ski per una sciata “assistita“… Ce lo racconta Serafin facendoci notare l’evoluzione incredibile che gli attacchi degli sci hanno avuto dalla prima metà del ‘900 ad oggi.

22074026 e skimo 837x628 1 Sci elettrici: ce n'era bisogno?
Questa immagine e quella in apertura sono tratte dal sito dell’azienda: e-skimo.swiss

“Un sistema di cinghie e di pezzi metallici che permette di fissare gli ski alla calzatura”. Tutto qui. Era il 1931 quando nel manuale “Lo ski” di Muckenbrunn e Hallberg veniva data questa definizione dell’attacco.  Trascorse un’altra cinquantina d’anni quando Philippe Traynard notò (“Ski de Montagne”, Arthaud 1974) che a ogni stagione invernale nuovi modelli vengono puntualmente messi in vendita. Questa moltiplicazione fu considerata un segnale inequivocabile che gli attacchi perfetti in quegli anni non erano ancora stati inventati.

Mai più Traynard avrebbe immaginato che nel terzo millennio un’azienda svizzera avrebbe annunciato la commercializzazione di attacchi (addirittura!) elettrificati. Cioè studiati per scalare pendii fino all’80% più velocemente rispetto agli sci non motorizzati e con il 30% di sforzo in meno. 

Le riviste specializzate di lingua francese alla fine del 2024 ne hanno dato notizia d in preda allo stupore. Possibile mai? Dopo le biciclette a pedalata assistita c’era forse bisogno di elettrificare anche gli sci?  E se si trattasse un pesce di aprile anticipato? 

È tuttavia sufficiente andare sul sito dell’E-Skimo Electric Assist System per capire che non si tratta di un incubo né di un’assurdità. Dagli svizzeri non ci sarebbe da aspettarselo. 

Nello specifico, ogni sci è dotato di motore, batteria e battistrada in gomma fatto ad anello, simile ai cingoli di una motoslitta. Infilato nel corpo dello sci, il battistrada passa sotto l’attacco e la scarpetta. La descrizione a questo punto non può che adottare i termini di una tecnologia decisamente spinta. Ogni motore dispone di una centralina d’inerzia accoppiata a un GPS per rilevare quando lo sci deve rimanere fermo o quando deve avanzare sospinto dal piede. Ciascuno dei due sci monta un motore con mozzo gearless rimovibile da 20 Nm (15 lb-ft), una batteria al litio da 220 Wh e un battistrada in gomma infilato attraverso il corpo dello sci.  Ciascuna unità motore è a sua volta dotata di un’unità di misurazione inerziale con rilevamento del movimento a 6 assi e di un modulo GPS.  

Chiaro il funzionamento? C’è chi osserva che la salita è la parte migliore della gita di sci alpinismo, a quale scopo farla finire più in fretta? Ma soprattutto, perché sostituire ancora una volta l’unica energia veramente e completamente sostenibile, quella muscolare, con un motore?

Roberto Serafin

8 Gennaio 2025
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