A volte basta poco per un incidente in montagna, che per quanto banale può avere gravi conseguenze. Al nostro Roberto Serafin, protagonista di una caduta su un sentiero, questa volta è andata abbastanza bene, ma ci tiene a raccontare l’accaduto per ricordare che in montagna anche un semplice sentiero non va sottovalutato e a volte il rischio si nasconde. Il messaggio vale per chiunque, ma ancor più, ci tiene a sottolineare Serafin, se i riflessi non son più quelli di una volta.

Un attimo di distrazione in montagna può costare moltissimo
Me la sono cavata con una profonda scorticatura all’avambraccio sinistro. La pelle sottile che la vecchiaia mi riserva non ha opposto resistenza quando sono finito lungo disteso in un cespuglio dopo essere inciampato su un grosso sasso. Risultato: uno sbrego tremendo, carne viva che più viva non si può. Una ferita che ha richiesto le cure dell’ambulatorio del medico Compagnoni a Silvaplana. Quando alla vista dell’avambraccio fasciato qualcuno oggi mi chiede che cosa mai sia successo, rispondo che sono caduto come un cretino.
Il fatto è che ottengo sempre lo stesso commento. Tutte le cadute sono da cretino. L’idea che mi sono fatto è che quella caduta su un tratto di sentiero privo di asperità lungo le sponde del lago di Silvaplana sia stato una cosa seria che poteva finire peggio, molto peggio.
Avevo scelto quella passeggiata perché esente dalle onnipresenti bici elettriche in quel tratto vietate con mio grande sollievo. Ma al termine il divieto non era più valido e occorreva condividere il percorso con una folla di ciclisti elettrificati. Ormai l’Engadina è un’immensa pista ciclabile, inutile prendersela. Sono spariti dovunque i cartelli con le raccomandazioni per una serena convivenza tra ciclisti e pedoni. Ognuno si regoli come meglio crede.
Scelsi di fuggire dalla pazza folla di ciclisti e ritornare sui miei passi. Una decisione presa d’impeto mentre il sole s’impadroniva di vasti tratti del sentiero. Per mia sfortuna portavo gli occhiali da sole, pessimi compagni in quell’alternarsi traditore di luce e ombra.
Oggi posso affermarlo. Furono le lenti affumicate a impedirmi di valutare con esattezza il terreno su cui mi muovevo a piedi. Quel sasso in cui sono inciampato proprio non l’avevo visto. Di colpo ho sentito il mio corpo spiccare il volo. Questione di secondi. Il cervello non mi guidava verso la salvezza come aveva fatto altre volte. Nessuno scatto, nessun colpo di reni poteva salvarmi. Atterrato pesantemente mi concessi qualche minuto per valutare la situazione. Tutto bene? Macché. Il braccio sinistro era in carne viva. Sanguinava alla grande. Aiutato da una ragazza mi rimisi in piedi piedi usato un fazzoletto per bloccare il sanguinamento. Un tedesco tolse dallo zaino un disinfettante spray e me lo spruzzò sulla ferita facendomi vedere le stelle. E con generosità e infinita cortesia mi regalò poi la bomboletta.
Più che mai oggi che la ferita si sta lentamente rimarginando attribuisco la colpa dell’incidente agli occhiali sa sole. Ma non m’illudo. La vecchiaia costituisce un pericoloso intralcio anche quando si cammina sui marciapiedi in città. Dove capita talvolta a noi anziani di perdere l’equilibrio e di sentirci incapaci di ritrovare l’assetto giusto. Occorre tenerne conto quando si va per sentieri, anche quelli pianeggianti e accattivanti dell’Engadina. Per quanto possa sembrare strano, lassù l’incanto della natura può rivelarsi complice delle nostre disfunzioni pedestri. Un improvviso cambio di passo, un attimo di distrazione può farcela pagare cara.
Roberto Serafin
In via di guarigione Serafin ci dice “state attenti” e ci segnala…
DOVE IL RISCHIO SI NASCONDE
C’è chi, è vero, non ha una minima idea di come si vada in montagna. Si incammina senza zaino, solo con portafoglio, telefonino e pantaloni corti, senza protezioni per la pioggia o privo anche di una bottiglia d’acqua e poi si lamenta di non trovarne durante il tragitto.
Ma esistono trappole che scattano anche quando i più esperti, i migliori (o che si credono tali) hanno valutato tutto il valutabile
TRAPPOLE EURISTICHE
L’insidia si nasconde talvolta nelle cosiddette “trappole euristiche”. Il termine “Euristico” si riferisce al procedimento per il quale le decisioni su eventi incerti vengono affidate a scorciatoie logiche basate su poche regole e/o su esperienze precedenti. Quali sono queste trappole? Eccone alcune: la troppa familiarità con un luogo, l’eccesso di determinazione nel raggiungere il proprio obiettivo che porta a filtrare solo informazioni positive, la ricerca del consenso sociale, l’affidamento a un leader e l’effetto gregge che ne consegue, la competitività sociale.
OCCHIALI
Gli occhiali da sole lungo un sentiero che si snoda tra luci e ombre possono impedire di distinguere in tempo gli ostacoli (soprattutto i sassi che affiorano). Il rischio è di inciampare con conseguenze anche gravi come vi ho raccontato. Meglio togliersi gli occhiali prima d’incamminarsi qualora non si renda indispensabile proteggere gli occhi. Oppure esistono lenti fotocromatiche che schiariscono efficacemente quando c’è meno luce.
DISTRAZIONE
Per distrazione, scivolando o inciampando è possibile cadere. Chiunque può distrarsi, anche chi pensa di essere immune alla distrazione (e forse proprio per questo).
FATICA
Molti degli incidenti, specie quelli del tardo pomeriggio sulle vie di ritorno, sono dovuti a disattenzione causata dall’eccesso di fatica.
ETÀ
Per cercare di non cadere sono fondamentali prontezza di spirito e reazioni veloci, che però particolari condizioni fisiche o l’eta rendono meno efficaci. Ho raccontato il mio capitombolo anche per mettere in guardia i miei coetanei.

RUBRICA A CURA DI:
MountCity è un progetto fondato nel 2013 a Milano che si poggia sulla passione e competenza di uno staff di cittadini appassionati di montagna, all’occorrenza con il sostegno di associazioni di volontariato. La piattaforma, grazie alla competenza e professionalità di Roberto Serafin che l’ha curata per 10 anni, è stata punto di riferimento sull’attualità della montagna e dell’outdoor con migliaia di articoli pubblicati. Ora lo spirito di MountCity vive ancora dentro questa rubrica.
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