Due “diverse” discese con gli sci dall’Everst: Kammerlander e Bargiel
La discesa con gli sci dal monte Everest del polacco Andrzej Barguel sta facendo discutere. A esprimere perplessità è Hans Kammerlander sul quotidiano austriaco Der Standard. Kammerlander era sceso dall’Everest con gli sci nel 1996 lungo la parete nord orientale fino al campo base avanzato. Bargiel ha dal canto suo affrontato la discesa senza ossigeno supplementare dalla vetta lungo il versante sud fino al campo base. La spettacolarizzazione dell’impresa di Bargiel è stata commentata con un certo sarcasmo da Kammerlander sottolineando che soltanto la sua discesa sia stata un’impresa insuperata. Hans compì tra l’altro l’impresa da solo e soltanto con un litro di the come “genere di conforto”.
Ben diverso è stato in effetti l’assetto di Bargiel che era seguito con un drone come è ormai consuetudine ed è sponsorizzato da Red Bull con grande dispiegamento mediatico. Rimane discutibile il fatto che la sua sia stata “la prima discesa in sci dalla montagna più alta del mondo”.
Dal Colle Sud dell’Everest scese nel 1970 Yuichiro Miura
Nessun uomo al mondo in realtà si era mai gettato con gli sci dal Colle Sud prima che a tale impresa si dedicasse nel 1970 il giapponese Yuichiro Miura.
Non esistevano ancora i droni, ma Miura trovò il modo di farsi riprendere con la cinepresa e vincere nel 1976 l’Oscar con il cortometraggio “The Man Who Skied Down Everest”, regia di Bruce Nyznik e Lawrence Schiller. Eccezionale sciatore estremo, il giapponese si gettò quell’anno verso la base del Lhotse con due paracadute attaccati all’imbragatura. Opportunamente manovrati da lui stesso i paracadute ne rallentarono la velocità e fecero si che l’atleta arrestasse provvidenzialmente la corsa a 76 metri dal crepaccio terminale nel quale sarebbe precipitato perdendo la vita.

Yuichiro Miura alpinista da record
Sarebbe giusto e corretto tenere conto che Miura è celebre in tutto il mondo per una serie di record da Guinness.
Oltre a essere stato il primo uomo al mondo a scendere con gli sci dalle pendici dell’Everest, è oggi è il più anziano alpinista uomo ad aver scalato il “Tetto del Mondo“. La scalata venne compiuta al compimento di settant’anni nel 2003 e ripetuta nel 2008 a 75 anni. Nato nel 1933, Yuichiro è figlio d’arte. Suo padre Keizo è una leggenda dell’alpinismo nipponico. Nel 2004 fu decorato in Francia con la medaglia d’oro della Giovinezza e dello Sport. Si spense a 101 anni per una malattia. Protagonista di imprese incredibili sui ghiacciai del Monte Bianco e dell’Everest e sulle nevi del Kilimangiaro, venne considerato il patriarca di una dinastia di sciatori estremi professionali.

La discesa di Bargiel
Alla luce di questi dati riportati ampiamente sul web, sembrerebbe chiaro che la discesa di Bargiel risulta un po’ meno “storica” di quanto si vuole far credere. Ciò non toglie che la sua impresa rimanga di di grande risalto. Il 37enne polacco ha scalato per oltre 16 ore dal Campo IV alla vetta dell’Everest (8.849 metri) prima di agganciare gli sci e scendere attraverso il Colle Sud per raggiungere il Campo II al calar della notte. La mattina seguente ha ripreso a sciare superando l’insidiosa cascata di ghiaccio del Khumbu prima di arrivare sano e salvo al Campo Base dell’Everest.
Roberto Serafin
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