È da poco uscito il primo numero di “Pantai”, nuova rivista bilingue italiano/occitano che nel sottotitolo recita “La Valle Stura tra sogno e realtà”. Per presentare il progetto di questa bella pubblicazione pubblichiamo un’intervista a Sara Rubeis, coordinatrice del progetto, e un testo di Flavia Cellerino (Artesulcammino), storica e storica dell’arte profonda conoscitrice della Valle Stura.

Screenshot 2025 08 13 alle 16.52.25 In Valle Stura nasce Pantai, rivista tra realtà e sogno

Sara Rubeis ci presenta Pantai

– Sara, che rivista è Pantai? Come potremmo presentarla in pochissime parole?

Pantai in occitano transalpino significa “sogno”, o “incubo”, in taluni casi. Per noi Pantai è una raccolta, in evoluzione, di storie, impressioni, articoli che suggeriscono sguardi su alcuni aspetti della Valle Stura, e oltre, qui e ora, tra realtà e sogno. È una rivista bilingue (italiano/occitano) che alle parole accosta le immagini: le illustrazioni di Marco Paschetta, rappresentazioni visive in forma di personaggi (il bambino con vessillo, la donna cardatrice, il gigante musicante….) di alcuni dei temi espressi attraverso il linguaggio verbale.

– Che periodicità ha? Come si fa a leggerla?

Pantai nasce come rivista semestrale, è uscito il primo numero estivo e stiamo lavorando al secondo che andrà in stampa a fine novembre. È quindi una rivista che non ha una scadenza a breve termine, non vuole offrire istantanee o articoli cronachistici, ma spazi e tempi lenti di lettura, riflessioni e cura.

Può essere letta nel suo formato digitale nella sezione dedicata all’interno del sito visitstura.it. Le 500 copie cartacee sono in viaggio tra bar, biblioteche, librerie, centri di documentazione, rifugi, panetterie e i luoghi degli eventi estivi valligiani. Ci piaceva l’idea che trovare Pantai fosse qualcosa di inaspettato, un poco nascosto, in attesa di essere scovato nei vari tragitti che percorriamo ogni giorno.

Screenshot 2025 08 13 alle 13.26.07 In Valle Stura nasce Pantai, rivista tra realtà e sogno

Pagine rivoluzionarie

di Flavia Cellerino

Sono una delle 500 persone che hanno avuto il privilegio di prendere in mano e leggere “PANTAI La valle Stura tra sogno e realtà”, primo numero della rivista bilingue occitano/italiana.

Pantai ovvero sogno, nell’occitano della Valle.  E se i sogni sono immateriali, questi fogli colorati delicatamente, illustrati con grande eleganza da Marco Paschetta danno al sogno consistenza di realtà, di relazioni e prospettive, di presenze fisiche tangibili che operano in Valle.

Come storica le dimensioni della rivista mi hanno ricordato i fogli che circolavano di villaggio in villaggio, alla vigilia della Rivoluzione Francese, in cui non scrivevano solo gli intellettuali cittadini, ma le persone di quella amplia terra del reame che non si riconosceva nei riti di Versailles e di Parigi. Penso che queste pagine siano, già, una piccola rivoluzione: danno fiato e presenza a persone attive nella Valle, giovani, preparate, attente, animate da interessi profondi a attenzioni diverse.

I personaggi e gli oggetti disegnati in copertina vi guideranno nelle pagine interne alla scoperta di una lingua dolce e morbida, poetica e antica, che da voce a racconti (che non vi rivelo) e a note su cultura, geografia, storia, etnografia, recensioni filmografiche,  quotidianità condivisa, racconti e suggestioni calviniane.

Se non conoscete l’occitano niente paura: qui trovate tutti gli articoli in traduzione, e qui potete sognare con Pantai se, per ora, non riuscite a trovare la copia cartacea

– Che bisogno c’era di una rivista come Pantai, addirittura stampata?

Forse il bisogno non c’era! Battute a parte. Pantai nasce all’interno di un percorso pluriennale di ricerca e valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale della Valle Stura, in larga parte sostenuto dai finanziamenti previsti dalla Legge statale 482/99 che tutela 12 minoranze linguistiche storiche tra cui l’occitano. Un percorso che costantemente si interroga e si impegna a riflettere intorno alle possibili modalità di valorizzazione della lingua e alle sue relazioni con gli aspetti culturali e sociali delle comunità. Progettare una rivista fatta di pezzi di vario genere (dissertazioni di taglio più etnolinguistico, riflessioni intorno allo “spiritus loci”, nuove leggende, voci dai presìdi culturali e sociali del territorio etc…), scritti da persone a vario titolo legate alla valle Stura, ci è parso un buon modo per contribuire ad alimentare un “racconto di comunità” per così dire.

– Quali sono le prospettive e gli obiettivi?

Ci auguriamo che Pantai possa essere una buona compagnia, alimentare riflessioni e dibattiti, generare pensieri, ragionamenti, favorire incontri, aprire nuove strade. La fortuna di avere un finanziamento a disposizione per la realizzazione dei primi due numeri ci ha permesso di creare un prodotto curato anche in molti suoi aspetti estetici. Siamo consapevoli che sarà necessario fare alcune valutazioni sul proseguimento, sulle forme future che potrà assumere Pantai.

– Quale è stata l’accoglienza del progetto da parte della comunità locale? Il primo numero è stato lanciato d’estate quando la valle stura si arricchisce di ospiti nuovi e abituali: che riscontri state avendo da chi frequenta la valle da non residente?

Eh, é sempre un poco strano “autovalutarsi”. Abbiamo dedicato a “Pantai” dei piccoli momenti di presentazione all’interno di alcuni eventi estivi e abbiamo trovato curiosità e apprezzamenti negli occhi e nelle parole delle persone. Una bella sensazione vedere molti infilarsi la rivista sotto il braccio, proprio come si fa con i quotidiani (o con le baguette!), o aprirla e iniziare a sfogliarla in piedi. Alcuni residenti ci hanno segnalato che avrebbero preferito trovare nella rivista, per i testi in occitano, la grafia “Escolo dou Po” al posto della “grafia classica” che abbiamo scelto.* Immaginavamo che questo potesse essere motivo di non approvazione da parte di alcuni, perché è un po’ un “leit motiv” all’interno del mondo linguistico occitano, ma abbiamo spiegato i motivi alla base della nostra scelta proprio in un paragrafo all’interno della rivista.

*Più info sulla grafia occitana

In questa rivista, per rendere graficamente l’occitano della Valle Stura, si è scelto di utilizzare la cosiddetta “Grafia Classica” o “Normalizzata” elaborata dell’I.E.O. (Institut d’Estudis Occitans). Tale scelta, rispetto alla grafia dell’Escolo dou Po, sicuramente più diffusa nelle valli occitane italiane, è dovuta al fatto che quest’ultima non sarebbe stata rappresentativa di tutte le varianti di occitano presenti in Valle Stura. Per questo motivo si è scelto di adottare una grafia di tipo etimologico, cioè che risale all’origine della parola, che contiene al suo interno la possibilità di pronunciare in maniera diversa una singola parola, a seconda della provenienza del lettore. Per il dettaglio delle indicazioni sulla pronuncia ti invitiamo a visitare la pagina dedicata sul sito.


PANTAI è una rivista-fanzine bilingue (italiano e occitano) realizzata all’interno del progetto dell’Unione Montana Valle Stura “Paraulas en viatge per la cultura occitana” (Parole in viaggio attraverso la cultura occitana)”, con il contributo della “Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie” grazie ai fondi della Legge 482/99 (“Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”) È realizzata in collaborazione con: l’Ecomuseo della Pastorizia, l’associazione Espaci Occitan, noau – officina culturale, il consorzio Valle Stura Experience.


14 Agosto 2025
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RUBRICA A CURA DI:
Luca Serenthà

Sono colui che tiene le fila di quest’intreccio di idee, contenuti e competenze che è Fatti di Montagna. In un certo senso, essendone l’ideatore potrei anche definirmi come primo (cronologicamente parlando) partner. Ci tengo che si capisca che Fatti di Montagna non è il mio blog, ma uno strumento che serve per raccontare la montagna.

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