È stato inaugurato il nuovo ascensore della Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte. Curiosiamo tra precedenti come gli ascensori del Forte di Bard e, in un’ideale corsa verso il cielo, tra le meraviglie tecnologiche anche in altri paesi del mondo.

In apertura: Sacra di San Michele (foto di Elio Pallard)
Nuovo ascensore e nuove strutture per la Sacra di San Michele che ispirò Umberto Eco
È stato complicatissimo scavare nella roccia rimuovendone 55 metri cubi poi smaltiti attraverso una complessa operazione logistica, lavorando in spazi ristretti e con precisione millimetrica. I lavori sono partiti nel marzo 2025 e il 29 settembre 2026 è stato l’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa Roberto Epole a inaugurare e benedire il nuovo ascensore della Sacra di San Michele, millenaria abbazia eretta all’imbocco della Val di Susa sulla vetta del Monte Pirchiriano. “È un segno molto bello”, ha detto il vescovo, “perché una realtà così antica, tradizionale e simbolica mostra di essere viva”. La parte verticale dello scavo, profonda otto metri, è stata realizzata con taglio a disco, mentre per i sei metri di taglio orizzontale è stata utilizzata la tecnica del filo diamantato.
Il cantiere ha coinvolto tre imprese e circa 15 operai specializzati. Nel monastero salgono circa 450 mila visitatori all’anno. Si è trattato di un intervento altamente specialistico, realizzato con il contributo delle maestranze del territorio capaci di dialogare con un monumento millenario senza alterarne l’identità e senza impattare sulla bellezza del luogo. Altra novità per chi visita la Sacra è la piccola cappella esterna, ricostruita a partire dalle antiche rovine dell’Abbazia di cui conserva ancora tracce evidenti. Il soffitto di vetro si apre sul cielo e su architetture mozzafiato. “Abbiamo voluto realizzare la cappella esterna perché i fedeli che vogliono salire qui per un momento di ritiro possano avere un luogo in cui pregare in silenzio, separati dai turisti”, ha spiegato il rettore della Sacra don Claudio Papa.
Il nuovo ascensore si collega al sistema di ascensori già presente all’interno della Sacra e fa sì che l’Abbazia sia ora pienamente accessibile ai visitatori. Il nuovo intervento strutturale è stato sostenuto dalla Fondazione Crt e dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.
Il progetto, con un investimento complessivo di 400mila euro, collega infatti i quattro livelli che ospitano il Museo del Quotidiano, la Biblioteca, la Sala Carlo Alberto con il Refettorio e l’Officina antica. Prima dell’avvio del cantiere sono stati riprogettati i flussi di accesso per visitatori e personale, con nuovi percorsi e una scala dedicata. La biglietteria è stata trasferita all’interno della Porta di Ferro per ampliare gli spazi di accoglienza, mentre sono stati ristrutturati caffetteria e bookshop, ora collocati nei pressi del Sepolcro dei Monaci.
L’Abbazia, solenne sentinella al confine fra la pianura torinese e la montagna alpina, rappresenta anche lo scenario monastico che ha ispirato il romanzo storico di Umberto Eco “Il nome della rosa”. Fra le attrazioni turistiche va segnalata la “Via dei pellegrini”, un itinerario fantastico tra elementi naturali (massi erratici, fonti d’acqua, boschi, laghi), architettonici maggiori (il Castello di Rivoli, l’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, la Sacra stessa) e minori (antiche borgate, cappelle, torri di segnalazione) e elementi della cultura immateriale (leggende e antichi toponimi). Vicino al Laghetto dei Camosci, a pochi metri dal parcheggio, in corrispondenza con un vistoso sperone di roccia, parte la via ferrata che offre una vista suggestiva sulla Val di Susa. La via termina contro i muri dell’Abbazia. Di qui si prosegue sulla destra lungo un sentiero che conduce alla strada asfaltata di accesso alla Sacra.

Gli ascensori del Forte di Bard
Il nuovo sistema di ascensori della Sacra richiama alla mente quello del Forte di Bard in Valle d’Aosta, dove domina la mole imponente del forte e delle sue opere accessorie che attraverso un attento e preziosissimo lavoro di restauro costituisce oggi un polo museale assai vivo. Dal 2001 a Bard è possibile accedere al Forte grazie ai tre ascensori inclinati che hanno una corsa complessiva di 131 metri e tre diversi gradi di inclinazione, 39° 44° e 52°, dovendo affrontare un percorso impervio su un terreno roccioso. I tre ascensori sono caratterizzati ognuno da una cabina panoramica dalla particolare forma arrotondata e dal carrello verniciato in rosso. All’interno si trovano poi altri 9 impianti fra ascensori per i visitatori e ascensori di servizio per permettere di vivere il Forte in tutta la sua maestosità.

Gli ascensori più arditi tra le montagne del mondo
Il nuovo ascensore della Sacra di San Michele suggerisce in realtà anche uno sguardo ad altre strutture che in Europa e nel mondo invitano a salire “ecumenicamente verso il cielo”. Stupisce per l’arditezza delle forme la torre di collaudo Test KK-Elevator (una delle strutture ingegneristiche più all’avanguardia al mondo dedicate alla ricerca e allo sviluppo nel settore del trasporto verticale) a Rottweil in Germania tra i rilievi boscosi della Foresta Nera e l’altopiano delle Alpi Sveve.

In Svizzera l’ascensore dell’Hammetschwand sul Bürgenstock, capolavoro tecnico della Belle Époque, in meno di un minuto consente di superare 153 metri fino alla cima con vista sul Lago di Lucerna e sulle Alpi.

Un record mondiale di arditezza lo stabilisce la Skylon Tower alle Cascate del Niagara (Ontario, Canada). Qui gli ascensori esterni in vetro detti Yellow Bug salgono lungo la torre con una vista magnifica e vertiginosa sulle cascate.

L’ascensore delle meraviglie si trova invece, a quanto risulta, nel Parco forestale nazionale di Zhangjiajie nella provincia di Hunan, in Cina. Tra gli spettacolari pilastri di arenaria si erge una struttura imponente in acciaio e vetro: il Bailong Elevator, traducibile come “l’ascensore dei cento draghi”. Con i suoi 326 metri di altezza sarebbe questo l’ascensore esterno più alto del mondo a quanto risulta dal Guinness World Records. I primi 150 metri sono incorporati all’interno della parete della montagna, mentre i restanti sono costituiti da una torre di acciaio esposta. La costruzione è iniziata nel 1999 e, dopo un investimento di circa 20 milioni di dollari, l’ascensore è stato aperto al pubblico nel 2002.

Ascensori, qual è il “piano”?
Cambiando scenario a costo di andare fuori tema, un altro ascensore ha fatto epoca. Nel 1958 fu il regista Luis Malle a girare “Ascensore per il patibolo” (Ascenseur pour l’échaffaud), capolavoro del cinema noir reso celebre dalla colonna sonora di Miles Davis. Improvvisazione pura: Davis e il suo quintetto suonarono improvvisando in tempo reale mentre guardavano le scene del film. La tromba di Davis svolge il tema d’apertura associato al volto di Jeanne Moreau. La trama? Sullo schermo un imprevisto blocca un ascensore e manda all’aria il piano di un assassino.
Che c’entra con gli ascensori montani di cui stiamo parlando? Benvengano opere utili come quella della Sacra di San Michele, ma puntare verso la volta celeste con ascensori sulle montagne, per quanto ingegnosi, è un piano che può funzionare? Qualcuno ci prova a farlo…
Roberto Serafin
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