Gli scatti di ghiacciai del grande fotografo Sebastião Salgado saranno un importante filo conduttore del prossimo TrentoFilmfestival: dal manifesto della 73ᵃ edizione “L’urlo del ghiacciaio”, all’imperdibile mostra “Ghiacciai” . Le splendide immagini meriteranno sicuramente un pellegrinaggio in occasione di questo “Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai“

La fotografia di Salgado per celebrare l’Anno dei ghiacciai
Le esequie sono per ora rinviate. Quest’anno, come annunciato in “Fatti di Montagna”, si celebra l’Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai. Un’iniziativa che potrebbe continuare ancora a lungo in attesa di tempi migliori e a dispetto dei ripetuti gridi di allarme. L’obiettivo consiste nell’evidenziare ancora una volta il ruolo vitale dei ghiacciai e le sfide urgenti poste dalla loro liquefazione accelerata. Con la raccomandazione, va ribadito, che questa che si annuncia non sia una celebrazione vuota. E chi meglio di un maestro della fotografia come Sebastião Salgado potrebbe enfatizzare l’evento riempiendolo di significati e dando fondo alla sua ispirazione di artista?
A rendere omaggio all’incanto dei ghiacciai di tutto il mondo provvede infatti il manifesto di Salgado suggestivamente intitolato “L’urlo del ghiacciaio” che il maestro dedica al Trento Film Festival 2025, 73ᵃ edizione, in programma dal 25 aprile al 4 maggio. Festival a parte, l’artista latinoamericano è anche protagonista di una delle mostre più attese in Italia, “Ghiacciai”, ospitata nelle sedi del Mart di Rovereto (dal 12 aprile al 21 settembre 2025) e del MUSE Trento (dal 12 aprile all’11 gennaio 2026).
Un ghiacciaio, quello di Kluane Park in Canada, è il soggetto della fotografia scelta per il manifesto del festival che richiama l’attenzione anche su altre importanti iniziative: dalla presentazione del World Water Report 2025, con i nuovi dati sulla liquefazione dei ghiacciai, al progetto didattico “Next Generation – The challenges of climate change” sviluppato in dieci scuole italiane con la presentazione dei risultati del progetto fotografico e scientifico “Sulle tracce dei ghiacciai” da parte del fotografo e divulgatore scientifico Fabiano Ventura e dei suoi collaboratori dell’Associazione no profit Macromicro.
Quale situazione climatica potrebbe accompagnarsi alle temute nuove perniciose ondate di caldo? “Entro la fine secolo potremmo perdere dal 69% al 92% dei ghiacci alpini, a seconda dello scenario che si verificherà”, osserva Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival. “Per questo motivo era importante che il Festival onorasse l’Anno internazionale nel modo migliore. Di spicco è dunque la partecipazione di Salgado, un intellettuale capace di raccontare a milioni di persone i profondi cambiamenti sociali e ambientali che in questi decenni stanno trasformando il Pianeta”.

Anche con “Ghiacciai” Salgado ci mette davanti agli occhi la dura realtà
Ma non illudiamoci. Salgado non esita a metterci davanti agli occhi la dura realtà. In un bianco e nero che drammatizza ancora di più un’immagine già carica di tensione, il ghiacciaio sembra parlarci, o meglio, urlare la sua sofferenza.
Senza dimenticare che la mostra annunciata in Trentino è stata preceduta da altri prestigiosi appuntamenti. In “Migrazioni” Salgado raccontava i movimenti di popolazione alla fine del XX secolo con oltre 350 fotografie. In “Genesis” – Un inno al pianeta Terra” presentato nel 2023 alla milanese “Fabbrica del vapore” l’obiettivo della sua reflex si rivolgeva invece alla bellezza e alla diversità del pianeta.
Oltre ai suoi contributi fotografici, Salgado utilizza di norma la piattaforma di cui dispone anche per sostenere cause ambientali e sociali. Insieme con sua moglie Lélia ha fondato non a caso l‘Istituto Terra, un progetto di riforestazione ed educazione nel suo Brasile. Grazie a Salgado possiamo ora conoscere popolazioni come quella degli Awá-Guajá che contano solo 450 membri e sono considerati la tribù più minacciata del pianeta, o gli Yawanawá, che, sul punto di sparire, hanno ripreso il controllo delle proprie terre e la diffusione della loro cultura.
Inutile aggiungere che ’”Ghiacciai” è un’occasione in più per visitare Trento e Rovereto e sostare come in un pellegrinaggio davanti alle straordinarie immagini di Salgado.
Roberto Serafin
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