Anche nel mondo dell’associazionismo della montagna le donne iniziano (finalmente) ad occupare posizioni ai vertici. Di questo ci parla Serafin nella prima rassegna dell’anno oltre ad una geniale previsione che fece Buzzati nel ’66 e al tentativo che in questi giorni Hervè Barmasse porterà alla parete Rupal del Nanga Parbat.

Ascolta la rassegna di notizie della settimana

Montagne sempre più rosa

Roberta Silva SAT
Roberta Silva

Con più di 25 mila soci e 87 sezioni sparse sul territorio, la Società Alpinisti Tridentini si prepara a celebrare, nel 2022, i centocinquant’anni dalla fondazione. Un’occasione in più per ribadire quanto la presenza della donna nei ruoli chiave stia connotando la montagna. Nove donne su 19 componenti erano state infatti elette nel 2021 nel nuovo Consiglio direttivo e la più votata è stata ancora una volta Anna Facchini arrivata al termine del primo triennio di presidenza. 

Pioniere, creative, influencer, rivoluzionarie, resilienti, anticonformiste: le donne della montagna lanciano quest’anno da Trento un messaggio importante, in qualche modo rivoluzionario. Impossibile non tenerne conto mentre la pandemia non dà tregua e crea ostacoli apparentemente insormontabili al turismo alpino. 

Alla fine del 2021 una pennellata rosa ha aggiunto un tocco di grazia ai rifugi del Trentino. Roberta Silva è stata eletta nuova presidente dell’Associazione dei gestori. A Roberta, alla neo vice presidente Raffaele Alimonta e alla squadra del direttivo, la presidente della Sat Anna Facchini ha augurato di saper innovare come è negli auspici del nuovo e giovane direttivo. 

“Oggi la montagna ha bisogno anche di linguaggi e stili innovativi nella cultura dell’accoglienza”, ha spiegato Anna Facchini. Roberta Silva è persona a noi conosciuta perché gestrice di un rifugio Sat. Da tempo con l’Associazione Gestori Rifugi del Trentino lavoriamo portando avanti ottimi spunti di collaborazione. I problemi sono comuni a tutti i rifugi pur nella diversità e peculiarità delle singole strutture. Auspico quindi che questa intesa possa continuare con sguardo alto verso le nostre montagne”. Roberta Silva vive in Fassa dal 2001 ed è mamma di due bambini. D’inverno fa la maestra di snowboard. 

Nel firmamento della Sat e dei suoi rifugi è entrata alla fine del 2021 anche Carmela Caola, maestra di sci di fondo a Mavignola, sportiva appassionata. A Carmela è stata affidata la gestione del rifugio Segantini posto su un fantastico balcone a 2.300 metri al cospetto delle Dolomiti di Brenta e ai piedi di Cima Presanella (3.558m), la più alta vetta in territorio trentino, di proprietà della Società Alpinisti Tridentini. 

La domanda che circola è se l’avanzata delle donne in settori legati al turismo sia da mettere in relazione con l’imporsi di Trento nella classifica delle migliori città per qualità della vita, una graduatoria del Sole 24 Ore in cui Trento è al terzo posto dopo Trieste e Milano. Il sondaggio prende in esame 90 indicatori, suddivisi nelle tradizionali sei macro-categorie tematiche (ciascuna composta da 15 indicatori) che accompagnano l’indagine e che sembrerebbero in sintonia con la presenza delle donne nei ruoli chiave: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. 

Lorella Franceschini Donne ai vertici, le previsioni di Buzzati, Barmasse sulla Rupal
Lorella Franceschini

Una ventata innovativa sembra riguardare anche il vertice del Club Alpino Italiano che nel 2022 deve eleggere un/una presidente generale e da più parti si avverte la tendenza a puntare su candidati femminili. Per ora gli sguardi degli iscritti sembrano puntati sulla reggiana Lorella Franceschini  riconfermata nel 2021 alla carica di vice presidente generale, rieletta fino al 2023 con 440 voti. Che Lorella punti più in alto è cosa nota. Excelsior Lorella!

Il futuro secondo Buzzati

Buzzati scrive copia Donne ai vertici, le previsioni di Buzzati, Barmasse sulla Rupal
Buzzati

Come cambieranno, se cambieranno, le montagne del futuro? “Fatti di montagna” se lo è chiesto come ben sa chi ci segue proponendo una scorribanda tre le bollicine del Capodanno 2052 in una località delle prealpi lombarde. Sul tema si sono esercitate diverse penne, alcune delle quali note nell’ambiente. Ma nessuna probabilmente più fertile della penna di Dino Buzzati (1906-1972), bellunese, grande amico della montagna, alpinista provetto. Impresso nella mente di ciascuno di noi rimane il suo quadro del Duomo con le guglie trasformate in appicchi dolomitici e la grande piazza con le figurette che fanno il fieno. Un sogno dipinto con sorridente malizia.

Particolare importante. Nel 1966, Buzzati scrisse un racconto in cui immaginava, dopo essere stato ibernato su richiesta del suo direttore che voleva per il Corriere un reportage sul futuro, di ridestarsi nella Milano del terzo millennio. L’autore trova dunque una città cambiata ovunque, tranne che alla Scala. Dove, tuttavia, si registra una grande novità, i teletini: “Si tratta di un malcostume diffuso da pochi mesi in seguito di certi telefoni-televisori tascabili con i quali è possibile parlare e vedersi entro un raggio di trenta chilometri. Una moda diventata una sorta di frenesia. Le donne passano intere giornate a chiacchierare e a spettegolare con le amiche fornite anch’esse di teletini“. Non è forse questa la frenesia in cui si dibattono le generazioni odierne, schiave dei loro smartphones?

Il passaggio si trova nel racconto “Cronache del 2000”, tratto dalla raccolta “Lo strano Natale di Mr. Scrooge e altre storie” (Arnoldo Mondadori Editore, 1990). Era più che giusto ricordare questo passaggio nel nostro giocare a rimpiattino con le montagne del futuro. Potremo mai noi blogger del terzo millennio misurarci con uno scrittore geniale e inarrivabile che ha continuato a scrivere, nei suoi racconti, di dischi volanti, alieni e astronavi oltre che di montagne? Che, andando controcorrente negli anni Sessanta, non esitò a denunciare il calo d’interesse per le conquiste alpinistiche himalayane alle quali attribuiva il torto di avere ucciso il fascino di certe vette invano corteggiate da generazioni di alpinisti? 

Barmasse sfida la montagna nuda

Herve Barmasse © Paolo Sartori Donne ai vertici, le previsioni di Buzzati, Barmasse sulla Rupal
Hervé Barmasse

Hervé Barmasse, assieme al tedesco David Göttler e all’americano Mike Arnold, tenta in questi gelidi giorni di gennaio in stile alpino l’ascesa invernale al Nanga Parbat dalla parete Rupal, la più grande del mondo (oltre 4.500 metri), mai scalata durante la stagione invernale. La notizia è stata data alla stampa alla fine del 2021 e si può dire che abbia fatto il botto. Alpinista, atleta del Global Team The North Face®, scrittore, regista di film di montagna, Barmasse, 44 anni, è uno dei pochi alpinisti che buchino gli schermi, sempre disposto a raccontarsi con garbo con la sua aria da scavezzacollo. Appartiene a una famiglia segnata da una lunga tradizione e passione per la montagna. Tra il 10 e il 20 gennaio lo aspetta il versante Sud della nona montagna della Terra (8.126 metri), situata nel distretto di Diamir di Gilgit-Baltistan, in Pakistan il cui nome si traduce anche in “montagna nuda”. Un capitolo importante ancora da scrivere per l’alpinismo mondiale e questo spiega perché saremo in tanti a tifare per Hervé.

Roberto Serafin

Leggi anche:

Un progetto per il turismo nello Swat (Pakistan)
7 Gennaio 2022
Condividi
RUBRICA A CURA DI:
MountCity

MountCity è un progetto fondato nel 2013 a Milano che si poggia sulla passione e competenza di uno staff di cittadini appassionati di montagna, all’occorrenza con il sostegno di associazioni di volontariato. La piattaforma, grazie alla competenza e professionalità di Roberto Serafin che l’ha curata per 10 anni, è stata punto di riferimento sull’attualità della montagna e dell’outdoor con migliaia di articoli pubblicati. Ora lo spirito di MountCity vive ancora dentro questa rubrica.

Scheda partner