Sempre più spesso si presentano situazioni in cui, anche su tracciati di montagna, i mezzi motorizzati hanno libero accesso come se fosse possibile una convivenza con chi cerca una ambiente sano in cui trascorrere la giornata o fare attività fisica. É chiaro che i secondi sceglieranno altre mete: è questione di scelte...

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Moto, quad e fuoristrada la cui presenza è esclusa il martedì e il giovedì, sono tornati a rombare sull’Alta Via del Sale da Limone Piemonte a Monesi. Che da sabato 20 giugno 2020 è di nuovo aperta al pubblico. L’itinerario interamente sterrato, a pagamento per i motorizzati, si snoda tra i 1.800 e i 2.100 metri di quota su un’antica strada militare (vedi https://altaviadelsale.com/ita/alta-via-del-sale). Gli escursionisti e i ciclisti devono dunque accontentarsi di andarci il martedì e il giovedì. Non hanno altra scelta, lo sanno tutti…

jeep via del sale Disneyland sull’Alta Via

D’altra parte l’incontro con i motorizzati di chi cammina o pigia sui pedali risulta tutt’altro  che piacevole vista la larghezza e conseguente pericolosità della strada e il suo stato di manutenzione. Teoricamente dovrebbe essere consentito l’accesso a un numero chiuso di mezzi motorizzati (80 auto e 140 moto/quad al giorno), ma sul nuovissimo sito della via non siamo riusciti a trovare alcun cenno alla questione. In ogni modo piange il cuore nel vedere una simile opera inserita in uno scenario davvero magico, venduta come una Disneyland qualunque a gente dalla dubbia sensibilità ambientale. Il fatto è che le persone definite “sensibili” col cavolo che vogliono convivere con chi gli sgomma a due centimetri dl naso!

Ma questo è ciò che passa la politica turistica locale che spinge a vendere le montagne ai centauri soprattutto stranieri ben forniti di contanti e carte di credito e dunque di grande soddisfazione per gli operatori.

Tutto il mondo però è paese quando sono le ragioni del lucro a prevalere. Nella Bergamasca, tra la Roncola e Costa Imagna dove esiste anche una sottosezione del Club Alpino Italiano, i centauri hanno trasformato l’incantevole carrozzabile, che offre visioni mozzafiato sul Resegone e la Costa del Palio, in una pista da gran premio. I centauri emuli di Valentino Rossi la fanno da padrone e a nulla sono valse nella bergamasca così dedita ai motori le bandiere nere di Legambiente. Lo stesso avviene nel Trentino dove scorrazzano orde di motociclisti austriaci e tedeschi violando perlopiù impuniti ogni limite di velocità nel bel mezzo dei paesi. Ma santo cielo, questi ragazzi sono buoni clienti, la sera s’ingozzano di birra e canederli e sono lesti a pagare il conto, che ci volete fare? Il business innanzitutto. (Serafin)

16 Luglio 2020
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