Anche per i cani, come per noi, durante un trekking l’acqua è un aspetto fondamentale da considerare. Da una parte è indispensabile che ci sia, dall’altra può creare situazioni pericolose. Nel nostro binomio a sei zampe è dunque importante che sappiamo come comportarci per aiutare il cane quando serve.

Qui puoi ascoltare la puntata del podcast con le spiegazioni di Anna

Quando andiamo a fare dei trekking in montagna, spesso ci capita di incontrare fonti d’acqua, più o meno salubri, sia per noi che per il cane. Come fare allora se il cane beve o si tuffa lì dentro?

Innanzitutto sarebbe buona norma, prima di scegliere il trekking da fare, sapere se incontreremo corsi d’acqua, torrenti o laghetti, perché in tal caso possiamo ridurre la quantità di acqua da portare, almeno per il cane, alleggerendo lo zaino. Se parliamo di torrenti o laghi, naturali o artificiali, possiamo tranquillamente lasciare che il cane si abbeveri, anche se sarà gelida. Per quanto riguarda gli abbeveratoi agli alpeggi, come avrete visto spesso è indicato, così come nelle fontane fuori dai rifugi o nei bagni dei rifugi, che l’acqua non è potabile: questa è una norma sanitaria che tutela le persone, perché quando le mandrie sono in alpeggio potrebbero contaminare la fonte da cui arriva l’acqua (più in alto) che non viene poi depurata prima di finire nelle fontane/abbeveratoi/rubinetti; dunque potrebbe esserci la possibilità che i batteri siano nell’acqua che beviamo. Ovviamente questo vale anche per i cani, sebbene in generale i cani abbiano una capacità di uccidere i batteri che entrano in bocca molto maggiore di noi, o considerando quello che spesso mangiano o leccano sarebbero già sterminati!

Oltre a questo, c’è la possibilità che i cani che amano l’acqua si tuffino dentro a fonti di qualunque genere, comprese pozzanghere con fango o letame. Molto spesso questo avviene perché i cani trovano così refrigerio; consideriamo infatti che i cani, al contrario di noi, non hanno la pelle che trasuda per espellere il calore, ma possono usare solo la lingua e i polpastrelli per lasciare uscire particelle di sudore che, rispetto all’intera superficie corporea, è una parte molto limitata. Per quanto possa farci orrore o venire i brividi (non solo di freddo), per i cani è un comportamento naturale, quindi non impedite che accada, pur tenendo presente che prima di rientrare a casa/hotel dovrete trovare il modo di pulire il cane! 

Quello che potrebbe essere invece pericoloso è che cani molto amanti dell’acqua si precipitino verso una fonte per potersi tuffare quando la fonte è invece pericolosa; mi riferisco ad esempio a torrenti che hanno dei salti con cascate più avanti, o laghi grandi con piante che possano agganciare il cane sul fondo, o ancora fiumi con una forte corrente o bacini artificiali con bordi difficili da risalire. Su questo bisogna fare attenzione perché non tutti i cani sono sufficientemente coscienziosi e prudenti da rendersi conto di quanto quella situazione possa risultare pericolosa. So per certo di diversi cani che purtroppo sono morti in tali circostanze, quindi l’idea che “i cani sanno sempre cosa fare” non è corretta.

Se abbiamo un cane giovane o inesperto possiamo ad esempio portarci una lunghina per farlo entrare e nel caso aiutarlo a uscire impedendogli di prendere il largo, ma concedendogli al contempo di rinfrescarsi. Indossare la pettorina come detto potrebbe portare il cane a restare impigliato in rami o altro sul fondo, ma lasciare il cane senza indosso nulla porta lo svantaggio di non potere recuperarlo se per esempio la corrente lo portasse via. Il collare è meno a rischio di impigliarsi, ma se accade è più rischioso della pettorina: insomma, ogni scelta comporta un rischio, la regola d’oro è fare sempre molta attenzione, soprattutto in posti che non si conoscono (ad esempio se arriviamo a un lago in cui non si vede il fondo o che sulla riva ha piante va usata maggiore prudenza).

In ogni caso è possibile lavorare con un cane eccessivamente spavaldo per aiutarlo a modularsi; certo non è una cosa che si risolve in 5 minuti, ma vale la pena se il rovescio della medaglia è essere più tranquilli che possiamo gestire le situazioni pericolose sono sotto controllo.

Oltre a questo va tenuto presente il tema temperatura: i torrenti ad alta quota possono essere davvero freddi e capita che i cani si tuffino senza pensarci troppo per essere colpiti da crampi muscolari o congestioni. Anche bevendo tanta acqua gelida tutta insieme capita che il cane poi vomiti; ogni soggetto è un mondo a sé quindi come sempre va valutata la “coscienza” e il fisico del soggetto per aiutarlo a regolarsi se necessario. Lo stesso vale per il cane che resta bagnato, se sia o no un problema dipende dal soggetto.

Non tutti i cani tuttavia amano l’acqua, e dovremmo fare attenzione a rispettarli, ad esempio quando capita di guadare un torrente passando sui sassi, sapendo che sarà magari difficile per il nostro amico fare lo stesso.

Conoscere il proprio cane, i suoi limiti, rispettarlo e aiutarlo al meglio è la base per una perfetta relazione di binomio! (Anna Randazzese)

Se vi sono rimasti dubbi o domande che volete porre ad Anna potete farlo nello spazio dedicato ai commenti qui sotto. Se invece preferite contattarla direttamente potete usare i riferimenti che trovate nella scheda partner di Aseizampe.

22 Giugno 2020
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Aseizampe

Aseizampe, fondata da Anna Randazzese nel 2012, si occupa di educazione cinofila a 360°.

Anna è da sempre un’appassionata di montagna, che frequenta fin da quando era piccola in tutte le stagioni, in particolare nelle sue amate Dolomiti. Da quando si occupa a livello professionale di cinofilia, ha approfondito l’unione dei due mondi, cani e montagna, facendo esperienze anche variegate che ha piacere di condividere per aiutare tanti binomi a godere di queste gioie.

 

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