L’occasione è un recente caso in cui una giovane guida alpina e influencer francese ha preparato a lungo un coetaneo youtuber mettendolo a suo avviso nelle condizioni di scalare l’Everest. Serafin ci propone qualche spunto di riflessione sul condizionamento dei social alla frequentazione della montagna. Forse è questione di responsabilità e limiti: non esattamente i meccanismi che fanno funzionare la “macchina” dei social

I social condizionano la frequentazione della montagna

Da qualche tempo anche la montagna annovera personaggi noti come influencer. Popolari sui social e in alcuni casi seguiti anche dai media tradizionali, si  attribuiscono il compito di influire sui comportamenti e sulle scelte degli appassionati di montagna e non. Il loro lavoro? Semplice. Creare contenuti per i social media. Un influencer può scegliere di incentrare il proprio canale su moda, musica, cucina, videogiochi, auto e moto, make-up, sport, viaggi, intrattenimento. Ma anche sull’alpinismo, se il terreno sembra da arare e promette buoni frutti.

Per lo più sono contenuti sotto forma di foto, video e testi. Niente di speciale a prima vista. E niente che già non si sia fatto finora. Ma il mondo cambia e si rinnova e anche nelle professioni spira una nuova aria. Si tratta di interrogarsi su come la frequentazione delle terre alte stia cambiando e quanto i social la condizionino.

Questo concetto non a caso fa parte del focus del corso per nuovi istruttori nazionali per il Collegio delle Guide Alpine Italiane, che fra le altre cose riguarda le “non technical skills”, cioè le capacità relazionali, di leadership, di comunicazione, oggi sempre più importanti per chi lavora a stretto contatto con le persone.

La guida alpina e lo youtuber

Un caso ha sollevatorecentemente l’attenzione degli appassionati di montagna in Francia. Riguarda la figura di Mathis Dumas, giovane guida alpina e influencer che ha preparato a lungo con adeguati allenamenti un coetaneo youtuber mettendolo a suo avviso nelle condizioni di scalare l’Everest. Nessuno dei due s’immaginava di intraprendere un giorno un’avventura simile. Ma mai dire mai. Del resto il marketing di fine secolo ha fatto tesoro del concetto secondo cui l’Everest è facile, l’Everest è per tutti. Niente o quasi di vero, ovviamente. Eppure continua a salire il trend di crescita del turismo himalayano. Si tratta solo di inventare sofisticate tecniche di promozione. E anche questo gli influencer sono chiamati a fare. Anche perché oggi circa 130 persone possono arrivare sul tetto del mondo in una sola giornata.

Fotografo emergente e atleta affermato, il versatile Mathis Dumas brilla ora sia nel mondo dello sport d’élite sia sulla scena social. È specializzato nell’arrampicata sulle cascate di ghiaccio, sulle pareti nord alpine e sulle Big Wall. Anche lo sci estremo e il parapendio fanno parte delle sue attività predilette. Le sue spedizioni, i suoi progetti sportivi e le sue capacità fotografiche lo hanno portato alla ribalta in un campo spesso riservato a scalatori più esperti..

L’avventura di Mathis ha rapidamente attirato l’attenzione di un certo Inoxtag che ha documentato gran parte della spedizione all’Everest sui social media. In un alpinismo in continua evoluzione (ma cosa dobbiamo chiamare ancora alpinismo?) figure come quella di Mathis Dumas svolgono evidentemente un ruolo chiave. Combinano tecnologia, arte, avventura e trasferimento di conoscenze, aprono la strada a una nuova forma di pratica in cui performance, contemplazione e prodotto social non solo coesistono, ma si mescolano nelle priorità e nei fini.

L’impegno per la conservazione del patrimonio naturale e il desiderio di condividere l’amore per la montagna hanno reso a quanto risulta  Mathis Dumas un personaggio chiave nel mondo dell’alpinismo moderno. Inoxtag, il cui vero nome è Inès Benazzouz, si definisce invece un “content creator”. 

Una premessa. La partnership con Mathis a qualcuno è sembrata a prima vista improbabile. Ma non è forse l’unione che fa la forza? Se da un lato, Mathis rappresenta l’esperienza, la conoscenza approfondita della montagna e un approccio ponderato all’alpinismo, dall’altro Inoxtag incarna la giovinezza, l’energia e il desiderio di spingere i propri limiti in un ambiente che conosce poco. 

Questa collaborazione ha creato un ponte tra due mondi. Una strategia che nell’alpinismo sembra avere pochi precedenti, ma qui qualcuno potrebbe essere di diverso parere. Non è certo da oggi che l’alpinismo cerca mediaticità.

FEATURED mathis dumas Quando l'influencer va in montagna

La responsabilità degli influencer

Sicuramente gli influencer d’alta quota hanno una grande responsabilità. L’emulazione non consapevole può essere molto pericolosa. Allargando il ragionamento anche a chi invece produce contenuti più dedicati ai turisti, sappiamo che con gli strumenti di cui dispongono riescono a far scoprire e diventare virali dei luoghi che prima non lo erano. Ma questi luoghi avevano davvero bisogno di diventare virali ed essere sottoposti ad una fruizione non consapevole?

A volte responsabilità dovrebbe significare chiedersi prima che impatto avrà ciò che si sta pubblicando sui social. Se invece il fine è solo crescere nei followers, il rischio di conseguenze negative è alto.

Montagna anche fonte di ispirazione artistica

Mathis Dumas vanta, per concludere, oltre 700.000 follower su Instagram. Collabora con importanti marchi e partecipa a spedizioni internazionali. Il suo profilo è focalizzato sull’outdoor e il lifestyle, a cui ha deciso di aggiungere un focus sulla sostenibilità e l’ambiente.

Per lui, ha detto, la montagna non è solo un parco giochi o un luogo di lavoro, ma è anche una fonte di ispirazione artistica. Esattamente come si conviene a un influencer del suo stampo.

Roberto Serafin

5 Novembre 2025
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MountCity

MountCity è un progetto fondato nel 2013 a Milano che si poggia sulla passione e competenza di uno staff di cittadini appassionati di montagna, all’occorrenza con il sostegno di associazioni di volontariato. La piattaforma, grazie alla competenza e professionalità di Roberto Serafin che l’ha curata per 10 anni, è stata punto di riferimento sull’attualità della montagna e dell’outdoor con migliaia di articoli pubblicati. Ora lo spirito di MountCity vive ancora dentro questa rubrica.

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