Ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri, il disegno di legge sulla montagna approda ora alle camere. In attesa della sua approvazione e quindi del testo definitivo, iniziamo a capire cosa dovrebbe contenere.

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La legge sulla montagna è (quasi) realtà

In primo piano questa settimana non può che risultare, tra i “fatti” di cui di solito ci occupiamo, il varo del nuovo disegno di legge sulla Montagna. È ormai a un passo dall’approvazione definitiva del Parlamento. Insomma, questa volta dovrebbe farcela. Di questi tempi, caro Luca, è meglio pensare positivo. 

Per cominciare, i fondi a disposizione sembrano consistenti: 100 milioni di euro quest’anno che raddoppiano dal 2023. Ma, al di là dei pur decisivi stanziamenti di risorse contano gli obiettivi e il percorso. Limitare gli squilibri, contrastare lo spopolamento, dare una prospettiva di sviluppo ad aree finora ritenute marginali… Ecco, proprio questo è il punto. Si è compreso, alla buonora, che la montagna rappresenta quel valore aggiunto che la politica finora non è stata finora in grado di riconoscere. 

Leggo con piacere che con il 60 per cento del territorio nazionale e il 22 per cento della popolazione italiana, il sistema di montagna e delle aree interne include zone di cerniera che devono avere un rapporto sinergico con le realtà urbane

Cosa contiene il disegno di legge sulla montagna

Il via libera è stato dato dal Consiglio dei Ministri. Ora la legge passerà all’esame delle camere. In sintesi ciò che posso desumere è che:

  1. Il provvedimento, promosso dalla ministra Gelmini con delega sulla montagna, introduce misure, anche fiscali, per sostenere la crescita dei Comuni montani e contrastarne lo spopolamento.
  2. Con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento si raccoglieranno in un testo unitario e sistematico interventi normativi per la riduzione delle condizioni di svantaggio dei Comuni montani.
  3. Si punta a rafforzare la sanità valorizzando gli operatori e i professionisti socio-sanitari che lavorano nelle strutture montane.
  4. Un credito di imposta è previsto per chi presta servizio nelle scuole di montagna di ogni grado e nella salvaguardia dei pascoli montani. Incentivi andranno agli investimenti degli agricoltori e selvicoltori di montagna che in verità non se la passano molto bene.
  5. Viene data attenzione ai giovani con misure fiscali per piccole e microimprese, oltre all’introduzione della misura “Io resto in montagna” a sostegno della residenzialità.
  6. Priorità viene data al digitale con la famosa banda ultralarga nei comuni più a rischio di spopolamento.
Gelmini La legge sulla montagna arriva alle camere
La ministra Mariastella Gelmini durante il confronto sulla bozza di Legge quadro sulla montagna

Legge sulla montagna: quanto serve!

Vorrei osservare per esperienza diretta che la mancata valorizzazione di medici di cui parla la legge è stata negli ultimi anni uno dei motivi di depauperamento degli ospedali. Hai mai provato, caro Luca, a romperti un dito come è capitato a me inciampandomi su un sentiero a Cortina d’Ampezzo? In tal caso dovrai raggiungere, districandoti nell’ingorgo disastroso del traffico sulla via Alemagna, il borgo di Pieve di Cadore dove si limitano se tutto va bene a metterti una stecca di legno per immobilizzare il dito. 

Per l’ingessatura hai facoltà di scegliere. O Brunico o Belluno. E io saprei già quale località suggerire. Meno male che per le Olimpiadi, il governatore del Veneto va chiedendo una sanità rafforzata. Il minimo che ci si possa aspettare con tutto quello che i Giochi ci costano.

Mi sembra il caso di ricordare come si è espresso il Presidente Mattarella l’anno scorso in occasione della Giornata Internazionale della Montagna. Il Capo dello Stato, lo ricorderai, definì la montagna come un modello di economia sostenibile “al quale guardare e i cui equilibri vanno gestiti con saggezza”. 

Quali dovrebbero essere questi equilibri da gestire con saggezza? Mattarella non ebbe dubbi nell’indicare la carenza di trasporti pubblici, di servizi sanitari, di servizi educativi, di posti di lavoro qualificati quali concause di un trasferimento di popolazione. Il quale trasferimento o fuga che dir si voglia, a sua volta provoca il venir meno degli standard minimi per la persistenza di servizi sul territorio. E dunque produce, sono ancora parole di Mattarella, “una spoliazione ulteriore, sino all’esaurimento”. 

Non ricordo se Mattarella ha accennato al fatto che la fruizione di alcuni di questi servizi è tutelata costituzionalmente. Sarebbe bene ricordarsene e sono sicuro da quell’ottimista che mi ritengo di essere che la nuova legge ne terrà conto.

Roberto Serafin

Nella rassegna di questa settimana leggi anche:

Tecnologia a due ruote – I sentieri di Reggio Emilia – Volume (in) alto
24 Marzo 2022
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