Nel giro di due generazioni, a causa del cambiamento climatico la montagna è notevolmente cambiata. La scuola non sembra essere pronta e aggiornata anche se alcune lodevoli iniziative cercano di colmare queste lacune come la Summer School per insegnanti “Ghiaccio fragile”. Serafin suggerisce che anche i nonni come lui, possono avere un ruolo importante nell’introdurre i nipoti alla montagna e raccontarne i cambiamenti di cui loro stessi sono stati testimoni.

628451493 1212941291031674 3847650566472832717 n Chi racconta il cambiamento della montagna alle nuove generazioni?

A scuola i cambiamenti vengono poco spiegati

Quale può essere il rapporto tra i cambiamenti climatici e il tempo che la scuola dedica a spiegarli? Praticamente pari a zero secondo molti addetti ai lavori. C’è ancora molto da operare nella formazione di una coscienza ambientale dei giovani. Per cominciare, risulta che le linee guida per i licei e gli istituti tecnici vadano obbligatoriamente aggiornate con particolare riguardo ai legami tra clima e attività umane. Più che mai occorre fornire agli insegnanti indicazioni metodologiche e riferimenti a contenuti specifici. 

Raramente, per fare un esempio, viene preso in esame il ritiro dei ghiacciai, marker del surriscaldamento globale. Così gli insegnanti risultano in gran parte privi di un orientamento. Nei libri di testo le trasformazioni climatiche vengono poi trattate appena dal 4% del totale delle pagine (fonte: Progetto Ghiaccio fragile).

Qualche iniziativa cerca di supplire alle lacune dei programmi scolastici

Qualcosa tuttavia si muove. Un particolarissimo “stimolo alla conoscenza” porta da tempo a Genova le “Classi della montagna” del professor Stefano Piana (appoggiato dal Cai di Bolzaneto) ad allestire piccoli spettacoli teatrali, gite sui sentieri, letture sulle vaste tematiche che riguardano il mondo alpino e appenninico. A quanto si apprende, questo prof genovese conduce il progetto didattico in orario scolastico durante i tre anni di scuola media.

Direttamente agli insegnanti si rivolge invece la Summer School “Ghiaccio Fragile” che vedrà la sua 11a edizione quest’estate dal 20 al 26 luglio tra Courmayeur e Ceresole Reale. I posti sono limitati e le iscrizioni sono state aperte in questi giorni. L’obbiettivo del progetto è formare e aggiornare gli insegnanti con approccio interdisciplinare sui temi del cambiamento climatico in montagna con lezioni e uscite sul campo andando a creare “un ponte tre la ricerca e la scuola”.

Screenshot 2026 03 27 alle 17.12.15 Chi racconta il cambiamento della montagna alle nuove generazioni?

Dalla montagna dei nonni a quella dei nipoti

Ma se la scuola è oggi costretta in Italia ad affrontare altre gravose problematiche, a supplire non possono che essere i nonni già in parte impegnati in famiglia nell’offrire ai nipoti utili tracce per incontrare la natura con i suoi equilibri. Ed è ai nonni che fa riferimento il 2 aprile 2026 ad Arvier in Valle d’Aosta un convegno sulla cultura del cambiamento: un viaggio tra generazioni dai nostri nonni ai nostri nipoti. L’annuncio è della Fondazione Montagna Sicura nell’ambito del progetto “Agile Arviere, la cultura del cambiamento dedicato al forte impatto ambientale avvenuto nel corso delle ultime generazione a causa dei cambiamenti climatici che imperversano sul fragile habitat dei territori. L’incontro è fissato alle ore 20.30 presso la Sala Polivalente del Comune di Arvier o in collegamento tramite diretta streaming sul canale Youtube della Fondazione Montagna Sicura. 

Andare in montagna con i nipoti

Non è in ogni modo raro il caso di certi nonni ben allenati e con un passato montanaro che oggi si trovano ad avere uno “zainetto” in più. Certo, i ritmi, le mete, i tempi sono tutti ridimensionati a misura di bimbi. Sicuramente non ci sono levatacce con sveglie impossibili. E dove non arriva il sapere, viene in aiuto la fantasia. È infatti con  spirito ludico che i nonni possono avvicinare i bimbi alla montagna. Ovvero alla natura nel suo insieme.

Settimane in montagna per nonni e nipoti rientrano tra le attività del Gruppo Amici della Montagna, sottosezione del Cai Milano. L’età dei bambini è compresa tra i 3 e i 10 anni. L’idea venne da una socia che, da poco diventata nonna, portò le creature in montagna condividendo la fatica con altri nonni. Di questa esperienza, la simpatica nonna ricorda l’uscita di sera per ascoltare il lupo. Qualcuno tra i bimbi si aggrappò alle gambe del nonno, qualche altro, più coraggioso, voleva andare a vedere il lupo dal vero…

Anche per i nonni è un’esperienza positiva andare in montagna con i nipoti perché hanno aperto il mondo della montagna a un bimbo sottraendolo a questo mondo senza pace. D’accordo, il tempo corre e lascia il segno. Sembra proprio che il tempo si sia fermato per un nonno alla scoperta di nuovi orizzonti con i nipoti. 

Altra segnalazione.  A Courmayeur un hotel “di famiglia” promuove una speciale offerta dedicata ai nonni e ai nipoti. L’offerta prevede un soggiorno settimanale a tariffa agevolata. I bambini fino a 12 anni di età soggiornano gratuitamente in camera con i loro nonni, e, fatto ancora più speciale, sono previsti sconti anche per i genitori. 

Nonni alpinisti

Meglio ancora se i nonni dei fortunati bambini hanno sempre avuto la montagna nel cuore. Un aspetto questo che potrebbe anche rappresentare, che c’è di male?, una malattia di famiglia. Marta, la nipote del grande Riccardo Cassin, diventata grande ha continuato a coltivare la passione per l’alpinismo contribuendo a creare una fondazione in ricordo del suo illustre nonno. Anche Cesare Maestri, celebre “ragno delle Dolomiti”, aveva una particolare predilezione ricambiata per la nipote Carlotta. Quando nonno Cesare partì con l’intenzione di far sventolare la bandiera della pace su un ottomila himalayano, Carlotta gli scrisse una lettera augurandogli di riuscire a portare a termine anche questa ennesima avventura. “Quando arriverai in cima”, scrisse,” e sventolerai la tua bandiera della pace, pensa a tutto il male del mondo: con l’immaginazione mettilo in una bolla di sapone e soffialo via”.

Roberto Serafin

27 Marzo 2026
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MountCity

MountCity è un progetto fondato nel 2013 a Milano che si poggia sulla passione e competenza di uno staff di cittadini appassionati di montagna, all’occorrenza con il sostegno di associazioni di volontariato. La piattaforma, grazie alla competenza e professionalità di Roberto Serafin che l’ha curata per 10 anni, è stata punto di riferimento sull’attualità della montagna e dell’outdoor con migliaia di articoli pubblicati. Ora lo spirito di MountCity vive ancora dentro questa rubrica.

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