Nella selezione di notizie troviamo anche l’alpinista e scrittore Giuliano Stenghel con la sua particolare concezione di alpinismo e storia di vita e Messner narratore per bambini.

Ghiacciai da salvare

In Engadina hanno scoperto un nuovo sistema per salvare i ghiacciai utilizzando la loro acqua di fusione e trasformandola in neve. Ne dà l’annuncio la newsletter Swissinfo specificando che il progetto pilota è stato messo a punto in Engadina dal glaciologo Felix Keller e riguarda il ghiacciaio Morteratsch raggiungibile dalla stazioncina omonima del trenino delle Retiche. Il professor Claudio Smiraglia, illustre glaciologo dell’Università Statale di Milano, si è detto interessato a questa operazione. Sulla riuscita del progetto nutre invece dubbi Luigi Casanova, ambientalista, presidente onorario di Mountain Wilderness.  “Penso non vi sia alcuna speranza di vedere i ghiacciai tornare a espandersi”, dice Casanova, “nemmeno con le idiozie degli svizzeri che li innevano artificialmente causando ulteriore emissioni di CO2 grazie all’incredibile e indecente utilizzo dell’energia elettrica”.

Un maestro del friabile

“Maestro del friabile” viene definito sul Corriere del Trentino Giuliano Stenghel, il roveretano descritto sul giornale come “protagonista di un alpinismo coraggioso, di ricerca e senza compromessi, modellato dalla vita come il vento o l’acqua disegnano la roccia”. Qual’è la filosofia di Stenghel? “Il principio”, racconta, “è chiodare il più lontano possibile, perché nel mio alpinismo essere veloci è sinonimo di sicurezza, soprattutto sul friabile. Ho dovuto superare punti di non ritorno in diverse salite, ma cosa posso dire, è la storia della mia vita. Non è che io abbia cercato di proposito le difficoltà, ma quando ho visto una bella linea non mi sono tirato indietro semplicemente perché la roccia non era di qualità eccelsa. Per me una linea deve colpire il cuore, il resto viene di conseguenza”. Vincitore a Milano nel 2017 del Premio Marcello Meroni, Stenghel detto Sten, è anche uno scrittore raffinato e prolifico. Ha scritto finora 25 libri, oltre duecentomila copie. Sono serviti a raccogliere fondi per l’associazione Serenella da lui fondata per portare aiuto a bambini malati di tutto il mondo. Per chi desidera offrire un contributo l’indirizzo è: www.serenella.net

Messner scrive per l’infanzia

In settembre, spegnendo 75 candeline sulla sua torta di compleanno, Reinhold Messner dichiarò: “Ogni dieci anni mi reinvento”. E così ha cambiato pelle e si è cimentato come scrittore per bambini. Il nuovo libro fresco di stampa s’intitola “Layla nel regno delle nevi” (Erikson editore, 40 pagine a colori con le tavole di Davide Panizza) e prende spunto da un viaggio in Himalaya con la figlia Leila di 8 anni. Caricata sulle spalle del padre, Leila ha respirato i ritmi e la quotidianità di una spedizione. “Ho cercato di attirare l’attenzione sulla possibilità di vivere serenamente, con gioia e con un maggior rispetto per la natura: la rinuncia, non il consumo, è la chiave della felicità”, ha spiegato Messner a Tuttilibri del quotidiano La Stampa. Del resto l’aspetto pedagogico dell’andare in montagna è sempre stato al centro dei suoi interessi. Lo dimostra un appello rivolto ai ragazzi nel 1988 e pubblicato nelle pagine del periodico del CAI Lo Scarpone, quando aderì alle campagne di Mountain Wilderness. “Cari ragazzi”, scrisse Messner, “la montagna è sacra, salviamo il suo mito, la sua forza, la sua grandezza salvando la sua purezza”.

9 Dicembre 2019
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