Negli ultimi anni l’ecosistema della stampa sociale CAI ha goduto di un processo di rinnovamento significativo. Ne abbiamo parlato con Andrea Greci, direttore de “La Rivista” e di “CAI Edizioni”, per cercare di capire quale è il ruolo della stampa sociale all’interno e all’esterno del Club Alpino.

Ascolta l’intervista ad Andrea Greci

Più di un secolo e mezzo di stampa sociale CAI

L’esigenza di avere una stampa sociale nel CAI nasce praticamente subito: nel 1865, due anni dopo la fondazione del sodalizio, viene stampato il numero 1 del “Bullettino trimestrale del Club Alpino di Torino” che con il n.8 nel 1867 diventerà “del Club Alpino Italiano”. Da allora la storia della stampa sociale CAI è continuata con ripetuti aggiornamenti, sdoppiamenti di pubblicazioni, riaccorpamenti, cambi di testate fino all’oggi in cui la comunicazione sociale comprende ovviamente anche l’on-line. Una storia, quella della stampa sociale CAI, che ha accompagnato, a volte preceduto altre volte rincorso, l’evoluzione del modo di raccontare l’alpinismo e la montagna. 

Oggi l’editoria sociale del CAI, dopo l’ultimo processo di rinnovamento avvenuto a partire dal 2023, si compone del portale “Lo Scarpone” e di una pubblicazione bimestrale cartacea spedita ai soci e alle socie la quale ha recuperato il nome storico “La Rivista” (nome che con diverse varianti è tornato più volte a partire dal primo utilizzo nel 1882). Si aggiunge “CAI Edizioni” con il quale il Club Alpino edita diverse collane di libri.

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Indice del primo numero del “Bullettino trimestrale del Club Alpino di Torino”, 1865.

I rinnovati strumenti editoriali del CAI

Nel podcast ho parlato di questo rinnovamento con Andrea Greci che dal 2023 ha assunto la direzione de “La Rivista del Club Alpino Italiano” ed è il direttore editoriale delle edizioni CAI. Dal ‘23 al ‘25 è stato anche direttore del portale “Lo Scarpone”.

Come Greci ci ha spiegato, “La Rivista” e “Lo Scarpone” sono due gambe della stessa camminatrice che è la stampa sociale CAI: la prima è il luogo dell’approfondimento con articoli che analizzano da diversi punti di vista il tema scelto per il numero; il portale invece segue la quotidianità e la cronaca dalle terre alte. 

L’altra grande novità è “CAI Edizioni” lanciata a fine 2024. Prima il CAI pubblicava i suoi libri tramite coedizioni con alcune case editrici, mentre, facendo il passo importante di diventare editore, ora porta nelle librerie volumi di alpinismo (collana Alpinismi), narrativa (collane Piccole tracce e Voci di montagna), saggistica (Il rifugio delle idee), guide (Itinerari), i manuali e a fine anno arriveranno gli illustrati. 

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Primo numero de “La Rivista” rinnovata (marzo 2023)

Comunicare dentro e fuori il Club Alpino

La comunicazione sociale, ha spiegato Andrea, «serve per tenere le fila interne e serve anche per comunicare ai soci e ai non soci. Non solo quello che si fa, ma anche i valori e la cultura di montagna che il CAI porta avanti.» In questo ultimo rinnovamento del proprio ecosistema editoriale emerge infatti chiaramente la volontà del CAI di rivolgersi non solo alle tesserate e ai tesserati, ma anche al più ampio e vario pubblico di chi frequenta la montagna. «L’apertura verso l’esterno per portare quei valori e quella cultura della montagna fuori dal CAI è sicuramente uno degli obiettivi -ha confermato Greci -in particolare con Lo Scarpone e con l’editoria, ma penso che anche La Rivista quando va in mano a un non socio può dire moltissimo perché non ci sono argomenti di solo interesse CAI» 

Un Club Alpino dunque che intenzionalmente  con la propria comunicazione racconta la montagna anche all’esterno, cercando ampiezza nei contenuti. L’alpinismo rimane sicuramente un focus importante, sul quale anzi con la presidenza Montani il CAI si è impegnato a rafforzare la propria autorevolezza, ma non è più la sola chiave di lettura proposta. La stessa base sociale del CAI non è più fatta di soli alpinisti. Quindi spazio ai diversi modi di frequentare la montagna, ma anche ai territori, alla ricerca scientifica e all’ambiente. «Non facciamo altro -ha sottolineato Greci- che basarci sui tre cardini che ci hanno dato i nostri fondatori: alpinismo, conoscenza e tutela ambientale» Benvenga questa rinnovata intenzione del Club Alpino di rivolgersi non solo al proprio interno: nella pluralità dei tanti attori che in Italia raccontano con competenza la montagna è giusto che non manchi la voce del CAI, soggetto culturale importante per storia e numero di persone associate.

cai edizioni Parlare a chiunque vive la montagna: il CAI e la rinnovata stampa sociale

L’obiettivo per chi racconta la montagna è…

Nell’interessante chiacchierata con Andrea Greci abbiamo approfondito questi aspetti ed altri, come il rapporto che deve esserci tra comunicazione e base sociale. In conclusione di intervista, ho chiesto ad Andrea di dirci secondo lui qual è la sfida più importante per chi vuole raccontare oggi la montagna. Andrea nella risposta è stato molto chiaro: l’obiettivo che dovrebbe prefiggersi chi, a vario titolo, racconta la montagna è quello delle tre “C”, ovvero… vi lascio ascoltare direttamente le parole di Andrea Greci nel podcast.

Luca Serenthà

30 Giugno 2026
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RUBRICA A CURA DI:
Associazione Dislivelli

L’Associazione Dislivelli è nata nel 2009 a Torino, dall’incontro di ricercatori universitari e giornalisti specializzati nel campo delle Alpi e della montagna, allo scopo di favorire l’incontro e la collaborazione di competenze multidisciplinari diverse nell’attività di studio, documentazione e ricerca, ma anche di formazione e informazione sulle terre alte.

 

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