Radici Future arriva a Bormio dove ci si interrogherà sul modello di turismo per il futuro. La terza e ultima tappa del progetto promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in collaborazione con Bper Banca, si concluderà con un talk pubblico, mercoledì 17 giugno alle 18.30 presso la Sala Congressi di Bormio Terme, della scrittrice, naturalista e giornalista ambientale Valeria Barbi.

Valeria Barbi: “Il turismo di domani. Quali alternative percorrere?”
Che ruolo possono assumere comunità, istituzioni e soggetti territoriali nella cura degli ecosistemi? Quali modelli di convivenza possono adattarsi meglio ai limiti ambientali? Sono interrogativi che non si possono eludere ragionando sulle alternative percorribili per il turismo dei prossimi anni nei territori montani e di sicuro Valeria Barbi li affronterà mercoledì 17 giugno alle 18.30 presso la Sala Congressi di Bormio Terme. La scrittrice, naturalista e giornalista ambientale, partendo dalla consapevolezza di quanto i servizi ecosistemici siano fondamentali per la nostra sopravvivenza e di quella dei nostri territori, proporrà una riflessione sul rapporto tra biodiversità e comunità, mettendo al centro il modo in cui gli equilibri ecologici incidono sulla qualità della vita dei territori e sulle forme dell’abitare.
Questo talk pubblico (gratuito, ma con prenotazione consigliata) sarà il momento conclusivo della terza ed ultima tappa di “Radici future. Immaginare i territori, rigenerare le comunità“ progetto progetto di ricerca e di ascolto/incontro sul futuro dei territori montani promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in collaborazione con Bper Banca.
Radici future. Immaginare i territori, rigenerare le comunità
Le domande della prima giornata di lavoro a Chiavenna e della seconda a Morbegno sono state rispettivamente “Cultura che crea. Come rilanciare l’identità dei luoghi?” e “Territori che (non) contano.
Come riattivare le economie locali?“
La giornata di Bormio sarà invece dedicata a l tema “Turismo. Quale modello di turismo per i territori montani?” Combinando momenti plenari e tavoli di lavoro l’iniziativa punta a configurarsi come un dispositivo di ascolto e co-elaborazione rivolto a comunità locali, stakeholder istituzionali, operatori ed esperti. I tavoli di lavoro si concentreranno su quattro aspetti:
- Competenze per nuovi modelli di turismo. Di cosa abbiamo bisogno?
- Turismo e clima: quali alternative?
- Turismo diffuso: una possibilità?
- Oltre le alte stagioni: quali strade per il turismo?
Un’iniziativa interessante questa di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli all’interno di un territorio complesso e variegato come quello di Bormio e della Valtellina in generale, per larghi tratti fortemente connotato sia al turismo di massa sia da un turismo attento alla relazione con il territorio. Chiedersi quale modello seguire da oggi per il futuro non è, e non deve essere, solo un esercizio di retorica, ma è una domanda strategica dalla cui risposta nei fatti dipenderanno le sorti delle comunità.
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Sono colui che tiene le fila di quest’intreccio di idee, contenuti e competenze che è Fatti di Montagna. In un certo senso, essendone l’ideatore potrei anche definirmi come primo (cronologicamente parlando) partner. Ci tengo che si capisca che Fatti di Montagna non è il mio blog, ma uno strumento che serve per raccontare la montagna.
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