Il 7 giugno Kidsmeetalps arriva a Brescia sul Monte Maddalena: rivolto a bambine, bambini e famiglie, porta arte, design e partecipazione nei luoghi della montagna, per reinterpretarli, abitarli e restituirli a chi li vive. Quest’anno Kidsmeetalps è parte del percorso del Piano Aria e Clima del comune di Brescia.

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Kidsmeetalps arriva a Brescia sul Monte Maddalena

Ricordate Kidsmeetalps? Ne avevamo parlato fin dalla sua prima edizione in Val Tartano nel 2024 sottolineando come si trattasse di un progetto di valore e augurando che potesse avere un seguito. E così è stato: dopo una seconda edizione sempre in Val Tartano, un passaggio autunnale in Piemonte in una frazione montana sul Lago Maggiore, per l’edizione 2026 Kidsmeetalps arriva il 7 giugno sul monte Maddalena, fortemente voluto dal comune di Brescia. Come annunciato dal comune infatti “Kidsmeetalps è parte del percorso del Piano Aria e Clima costruito insieme alla città per accompagnare Brescia verso un obiettivo ambizioso: ridurre del 55% le emissioni entro il 2030 e dare forma a un futuro più sano, più verde e più giusto.”

Cos’è Kidsmeetalps

Kidsmeetalps nasce da un’idea di Chiara Basilico, (specializzata in terapeutica artistica e con un master in Design for Children all’unibz) e si giova della collaborazione di enti, associazioni, università, artisti e professionisti dell’educazione.  È un format arts-based rivolto a bambine, bambini e famiglie che porta arte, design e partecipazione nei luoghi della montagna, per reinterpretarli, abitarli e restituirli a chi li vive. Sempre in dialogo con le comunità.

È un progetto educativo, sociale e culturale di dialogo con il territorio. L’idea fina dalla nascita di Kidsmeetalps è quella di uscire dagli stereotipi della montagna parlando ai più piccoli e alle comunità, ma senza semplificare. L’approccio scientifico e artistico si fondono per generare consapevolezza critica e offrire un’occasione educativa ai bambini e ragazzi del territorio e “restituire un’immagine della montagna priva di quell’abito stantio sempre legato alla tradizionalità e al suo pittoresto, spesso riproposto in sole forme caricaturali” come spiegano gli organizzatori.

I bambini sono considerati non come destinatari passivi di un’offerta educativa, ma come protagonisti attivi del processo creativo e conoscitivo. Vengono proposti laboratori, installazioni e attività artistiche per stimolare la loro curiosità, la loro capacità di osservazione e la consapevolezza nei confronti dell’ambiente e della cultura dei luoghi. Ogni edizione ha avuto il suo tema (il colore, la casa..) e quest’anno a fare da filo conduttore ai laboratori sarà il suono.

Kidsmeetalps sul Monte Maddalena

Ci saranno 14 tappe/laboratorio lungo un percorso, ciascuna pensata e gestita da artisti, realtà, associazioni con cui Kidsmeetalps collabora. Sul Monte Maddalena, dove la città diventa bosco, le installazioni non saranno decorazioni, ma domande sul paesaggio che cambia, sulla natura che ascolta, sull’immaginazione come strumento per vedere il mondo in modo diverso. Un territorio, quello della montagna bresciana, che si presta anche alla riflessione sulla metromontagna.

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Kidsmeetalps 2026: il percorso

Le 14 tappe del percorso le rovare elencate nel pieghevole che potete scaricare qui.

Ecco l’anticipazione di alcuni laboratori che troverete sul percorso:

ARCHITETTURE DI RACCONTI

Un tempo i luoghi d’incontro cambiavano con le stagioni, con i territori, con chi li abitava, ma erano ovunque accomunati da racconti, musica, chiacchiere, storie. Incontrarsi era naturale, quotidiano. Oggi, se si chiede ai bambini, e forse non solo a loro, se esista un luogo simile, la risposta è spesso incerta: forse un parco giochi.

Progettare a partire dai racconti degli anziani significa trasformare la memoria in uno spazio abitabile e condiviso, far rinascere luoghi di incontro. Architetture di racconti, attraverso le voci dei nonni, l’immaginazione dei bambini e la mano di Luca Boscardin, trasforma i ricordi in spazi contemporanei e partecipativi.

Le installazioni sono opera di Luca Boscardin, che ha interpretato i disegni dei bambini realizzati negli atelier scolastici condotti da Chiara Basilico (in Valtellina), dove i bambini avevano intervistato i propri nonni e familiari, trasformando quei racconti in immagini. In questo playground riconosciamo i luoghi di incontro della vita montana (e forse non solo) reinterpretati in chiave contemporanea: la baita, la stalla, il fienile, il fiume, il prato, le montagne sullo sfondo.

SASSO SCACCIA SASSO

Siamo sicuri che un sasso sia solo un sasso?

Li vediamo ovunque: per strada, nei muri, nelle scarpe. Eppure i sassi ci accompagnano da sempre: prima strumenti, poi giochi, ricordi, simboli. Dal gioco della campana a quello dei cinque sassi, dal tris al gioco della tolla, le pietre sono protagoniste di gesti e tradizioni che attraversano culture e generazioni: un patrimonio immateriale spesso invisibile, che sopravvive nei gesti di chi gioca senza sapere di tramandare qualcosa. Se si ripensa alla tradizione alpina, spesso i giochi erano fatti di materiale povero e i sassi erano sempre presenti nelle tasche dei bambini. Cantilene, grida, storie, ritmo, battito: anche il loro suono riempiva le ore di gioco.

C’è chi li colleziona, chi li tiene in tasca, chi li cerca perché preziosi, chi ci gioca senza accorgersene — senza sapere che lo si fa da millenni.

In questo laboratorio un semplice sasso diventa occasione di gioco, scoperta e partecipazione. Alla fine, li guarderete con occhi diversi.

FUSIONE

Un Suono in Estinzione nasce da un’amicizia lunga una vita: quella di Sergio Maggioni con il ghiacciaio dell’Adamello, il Mandrone. Estate dopo estate, Maggioni — ricercatore e sound artist attivo come NEUNAU — è salito lassù per registrarne suoni e temperature, ascoltando quel respiro farsi sempre più affannoso.

In questa installazione, blocchi di ghiaccio si sciolgono nel corso della giornata: il loro gocciolamento percuote piastre sottostanti, generando una partitura sonora in continua estinzione. 

Prima c’è il suono. Poi, sempre meno. Dopo, solo il silenzio; quindi, uno spazio che chiede all’immaginazione di colmare ciò che non c’è più. 

SOVRANITÀ INVISIBILE

Un attraversamento sonoro del Monte Maddalena in quattro movimenti: presenza, intrusione, dominio, residuo.

L’installazione accompagna l’ascoltatore in una trasformazione progressiva del paesaggio acustico: insetti, vento e pioggia si intrecciano ai rumori della città, fino a confondere naturale e artificiale in un unico ambiente sonoro.

Ciò che inizialmente appare distante diventa presenza dominante. I suoni urbani si mimetizzano, cambiano forma, assumono qualità organiche; la natura riemerge alterata, ibrida.

L’opera rende percepibile una condizione contemporanea: l’assimilazione del suono antropico nel nostro orizzonte percettivo. Un flusso continuo, senza inizio né fine, da attraversare liberamente.

LA PERLA

La Perla è un’installazione sonora che invita bambine e bambini a esplorare il rapporto tra suono, gesto e natura.

Attorno alla Pozza Fontanù del Monte Maddalena  — antiche pozze create per abbeverare gli animali in un territorio privo di sorgenti — pietre, tavoli sonori e superfici amplificate trasformano ogni azione in paesaggio acustico: disegnare, sfregare, muovere un sasso o lanciarlo nell’acqua genera vibrazioni e rende udibili suoni normalmente impercettibili del luogo.

I partecipanti creeranno il proprio “sasso del desiderio”, intrecciando i propri gesti ai suoni dell’ambiente in una composizione collettiva, lenta e immersiva, dove acqua, desiderio e ascolto diventano parte della stessa esperienza.

Kidsmeetalps 2026: info e prenotazioni

Domenica 7 giugno 2026. Orario: 10:00 — 18:00

L’evento è gratuito, ma è necessaria la prenotazione tramite Eventbrite

Maggiori info e contatti li trovate sul sito Kidsmeetalps

1 Giugno 2026
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RUBRICA A CURA DI:
Luca Serenthà

Sono colui che tiene le fila di quest’intreccio di idee, contenuti e competenze che è Fatti di Montagna. In un certo senso, essendone l’ideatore potrei anche definirmi come primo (cronologicamente parlando) partner. Ci tengo che si capisca che Fatti di Montagna non è il mio blog, ma uno strumento che serve per raccontare la montagna.

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