Assai frequentemente vengono pubblicati video sui social che mostrano incontri di escursionisti o ciclisti con cani da guardiania cercando di dare istruzioni su “come comportarsi” o peggio denunciando presunti attacchi da parte dei cani. Il problema è che in molti casi le informazioni fornite non sono corrette, a cominciare dalla comprensione del linguaggio dei cani che in realtà non stanno attaccando ne aggredendo. Anna Randazzese ci ha spiegato come interpretare i messaggi di questi preziosi collaboratori dei pastori e come dobbiamo comportarci.

Ascolta nel podcast le spiegazioni di Anna

Prima di tutto distinguere cani conduttori e cani guardiani

Visto tutto ciò che si trova in rete, più o meno corretto, ci sembra importante affrontare il tema dell’incontro con cani a guardia delle greggi o delle mandrie, in alpeggio, sia che noi siamo con un cane nostro oppure no.

La prima importante distinzione da fare è che i cani da pastore si dividono in due macro categorie: i conduttori (border collie, collie, briard, pastore bergamasco, australian sheperd, etc.) e i guardiani (maremmano abruzzese, caucaso, anatolia, pirenei, etc).

Già dall’aspetto ci accorgiamo che, mentre i primi risultano di taglia contenuta e sono molto agili e veloci, i secondi sono di taglia grande, molto flemmatici e pacati nei movimenti.

Anche dal punto di vista caratteriale però, sono molto diversi, proprio perché sono stati selezionati nel corso dei secoli per due scopi molto diversi: i conduttori collaborano con il pastore che dà loro indicazioni sul da farsi (spostare il gregge, farlo rientrare nel recinto, andare a recuperare una mucca che si è allontanata), i guardiani restano col bestiame anche quando il pastore è andato a casa, proprio per fare la guardia ed evitare attacchi di predatori. Capita che questi cani stiano anche per giorni senza la presenza umana, il che fa di loro dei cani molto indipendenti e diffidenti verso le persone sconosciute, nonché verso tutto ciò che non è noto e si avvicina al loro gregge. 

È facile dunque intuire che incontrare un conduttore o un guardiano comporta due situazioni molto diverse; incontreremo i conduttori non lontano dal pastore, pronti a tornare indietro qualora questo li richiami, mentre potremmo incontrare guardiani senza che vi sia con loro presenza umana, perfino in lontananza. A questi cani è affidato il compito di difendere, a costo della vita, il loro gregge o mandria, da chiunque possa risultare una minaccia: va da sé che è sempre a loro che è demandata la valutazione di ciò che sia o no, una minaccia.

cane pecore val pellice Incontro con cani da guardiania: come comportarsi e interpretare il loro linguaggio
Pecore con cane guardiano in Val Pellice (foto L.Serenthà/Fatti di Montagna).
L’immagine in apertura è una composizione grafica al solo scopo illustrativo.

La comunicazione dei cani guardiani non è un’aggressione o un attacco

Quando li incontriamo, probabilmente, nella loro testa, siamo noi che ci stiamo avvicinando al loro territorio e agli animali che devono difendere, il che li allerta fino a farli venire incontro a noi per avvisarci di allontanarci subito o comunque di non avvicinarci più di così. In generale la loro comunicazione è fatta di corse in vanti e abbai, ma non si allontanano mai troppo dal gruppo dei loro animali e difficilmente questa comunicazione si traduce in una vera aggressione.

È infatti sbagliato definire “aggressione” o “attacco”, come spesso accade, quando uno o più cani avanzano e abbaiano, magari anche ringhiando o mostrando i denti, perché quella è se mai una minaccia di aggressione, come a dire “se continui ad avvicinarti ti aggredisco”, che è molto diverso da un’aggressione vera e propria.

Per quanto questi cani siano più flemmatici dei cugini conduttori, è chiaro che se vogliono aggredire possono farlo molto rapidamente (corrono comunque molto più velocemente di noi) quindi se non lo fanno è perché non è loro intenzione. D’altronde per un cane entrare in un conflitto fisico (con cani, umani o altri animali) sono sempre comunque una spesa energetica e un rischio importanti, dato che le conseguenze di ferite possono risultare anche letali. Gli animali tendono ad evitare di mettersi in pericolo a meno che non ci sia qualcosa di davvero importante in termini di minaccia o in termini di “beni” da difendere.

Cosa fare quando si incontrano i cani da guardiania durante un escursione?

Venendo alla pratica, cosa bisogna fare o non fare quando incontriamo qualche cane da guardiania nelle nostre escursioni in montagna?

Da fare:

  • Camminare lentamente e tranquillamente
  • Scegliere una direzione che abbia una traiettoria diversa dal gruppo di animali che il cane protegge o dal cane stesso
  • Tenere il nostro cane legato
  • Se siamo in bicicletta scendere dalla bicicletta e accompagnarla a piedi
  • Camminare sempre tenendo d’occhio i cani, dando il fianco o il busto
  • Se siamo in gruppo, stare vicini tra noi
  • Se abbiamo bastoncini da trekking tenerli vicino al corpo, ma non usarli per quel pezzo di tragitto
  • Se abbiamo uno zaino toglierlo dalle spalle e tenerlo lungo il fianco per aumentare la percezione del nostro volume e usarlo, eventualmente, come scudo

Da non fare:

  • Usare un tono minaccioso o sfidante (non ha alcun senso voler dimostrare di non avere paura)
  • Andare verso il cane o il gruppo di animali che protegge
  • Correre
  • Lasciare libero il nostro cane
  • Proseguire in bicicletta se ne abbiamo una
  • Lanciare pietre o oggetti
  • Offrire cibo ai cani o agli animali che protegge
  • Dare le spalle ai cani

Se teniamo gli occhi aperti come dovremmo quando siamo in giro, la cosa più sensata sarebbe, appena avvistato un gregge o una mandria, girare al largo, così da mostrare da subito che non abbiamo alcuna intenzione di avvicinarci e quindi non costituiamo una minaccia.

Infine, è bene tenere a mente che le aggressioni ai turisti da parte di cani da guardiania è davvero qualcosa di raro. Immaginatevi  in luoghi dove si vive prevalentemente di turismo cosa significherebbe un cane che aggredisce: non durerebbe a lungo, verrebbe immediatamente legato a catena, messo altrove, o altro, ma nessun pastore più permettersi un rischio simile! Perciò il mio consiglio è di stare tranquilli e godervi i vostri trekking, tenendo comunque sempre gli occhi aperti e ricordando che siamo ospiti a casa altrui e come tali dobbiamo essere rispettosi ed educati noi per primi. 

Anna Randazzese

16 Dicembre 2024
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RUBRICA A CURA DI:
Aseizampe

Aseizampe, fondata da Anna Randazzese nel 2012, si occupa di educazione cinofila a 360°.

Anna è da sempre un’appassionata di montagna, che frequenta fin da quando era piccola in tutte le stagioni, in particolare nelle sue amate Dolomiti. Da quando si occupa a livello professionale di cinofilia, ha approfondito l’unione dei due mondi, cani e montagna, facendo esperienze anche variegate che ha piacere di condividere per aiutare tanti binomi a godere di queste gioie.

 

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